Referendum, l’opinione del comitato a difesa delle unioni civili

Il Comitato promotore della progetto di legge di iniziativa popolare per la “Regolamentazione delle Unioni Civili” interviene sul tema del referendum.

“In seguito alle numerose richieste di chiarimenti che ci sono pervenute da diversi cittadini, come Comitato promotore per le Unioni Civili ci sentiamo in dovere di spiegare il secondo quesito referendario (scheda gialla) per renderlo più accessibile e chiaro a tutti. L’intento del quesito referendario è quello di modificare l’articolo 4 della “Dichiarazione dei Diritti dei cittadini e dei principi fondamentali dell’Ordinamento Sammarinese”. La parte interessata dal quesito è: “Tutti sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di condizioni personali, economiche, sociali, politiche e religiose.” La modifica che si chiede di approvare consiste nell’aggiunta a questo elenco della dicitura “senza distinzioni di orientamento sessuale”.

 “I diritti e i doveri – prosegue il comitato – sanciti dalle leggi in vigore a San Marino non cambiano, perché sarebbe come dire che il divieto di discriminazione religiosa avrebbe imposto di introdurre la poligamia, visto che alcune religioni la prevedono; cosa che, ovviamente, non è successa. La modifica è invece molto importante per rendere tutti i cittadini e le cittadine uguali davanti alla legge e tutelarli in caso di discriminazione, ma anche per rinforzare la posizione di San Marino all’interno degli stati solidamente liberal-democratici e occidentali. Sono infatti sempre di più i Paesi nel mondo che prevedono questa formulazione nelle loro costituzioni. Noi crediamo che questa sia un’ulteriore occasione per San Marino per fare dei passi avanti di progresso e per connetterci da pari agli altri Paesi del contesto europeo, lasciandoci finalmente alle spalle pregiudizi e luoghi comuni. Per questo invitiamo la cittadinanza a votare SÌ al secondo quesito referendario”.

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