San Marino. Due rinviati a giudizio nel Congresso di Stato, scoppia la polemica

“Roberto Ciavatta può ricoprire un ruolo legato alla Pa, con il rischio di esporre al Paese a un eventuale scandalo quando arriverà la sentenza che lo riguarda? Non sarebbe stato meglio aspettare la sentenza? Stessa situazione per Elena Tonnini”.

Ad attaccare senza troppi giri di parole in Consiglio gli esponenti di Rete, Roberto Ciavatta ed Elena Tonnini, nonché futuri segretari di Stato, è Michele Muratori. Il consigliere di Libera ed ex Capitano Reggente, riporta la nota di San Marino News Agency, ha anche aggiunto durante il suo intervento che “la proverbiale furbizia della Dc è deflagrata scaricando a Rete le segreterie che dovranno avviare riforme della Pa e delle pensioni”.

Nicola Renzi, capogruppo di Repubblica futura ed ex segretario di Stato per gli Affari Esteri e la Giustizia, ha rincarato la dose: “Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica un movimento politico individua tra i candidati a ruoli di governo due persone rinviate a giudizio. Il segretario Felici fu indotto alle dimissioni essendo non ancora indagato”.

Sul metodo attuato dalla nuova maggioranza, secondo Matteo Ciacci, consigliere di Libera ed ex Capitano Reggente, “i primi fatti evidenziano un comportamento contradditorio: in Ufficio di Presidenza avete nominato senza nessun confronto tre membri del Collegio Garante”. A proposito di debito pubblico, Eva Guidi, capogruppo di Libera ed ex segretario di Stato per le Finanze, ha avvisato: “Molto importante è evitare di fare il finanziamento senza prima avere realizzato la messa in sicurezza in autonomia del bilancio dello Stato”.

Paolo Rondelli, consigliere di Rete, è intervenuto in difesa di Tonnini e Ciavatta, ribadendo il pieno appoggio del movimento: “Hanno fatto battaglie che hanno scoperchiato diverse situazioni di questo Paese. Fino a quando un iter giudiziario non si è concluso, quelle persone non sono colpevoli”. Per Oscar Mina, consigliere del Partito democratico cristiano sammarinese, “forse da parte dell’opposizione non c’è ancora stato il riconoscimento della sconfitta elettorale”.

Leggi il resoconto della seduta pomeridiana di ieri del Consiglio Grande e Generale

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