San Marino. Coronavirus, Rf chiede spiegazioni sulla gestione

Repubblica futura interviene nuovamente per dire la sua sulla gestione dell’emergenza coronavirus nella Repubblica di San Marino.

In una nota di Rf compaiono persino alcuni interrogativi “a chi crediamo abbia il dovere di rispondere, accompagnati da alcune semplici considerazioni, con la doverosa premessa che sia necessario che tutti, nessuno escluso, continuiamo ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni dettate dalle autorità competenti”.

“Perché il governo ha deciso di mantenere, fin dall’inizio di questa emergenza, un comitato esecutivo all’interno del quale non vi è nessuna specializzazione in campo medico, tra le persone in servizio? Perché il personale sanitario e quello parasanitario a stretto contatto con la malattia non sono stati tempestivamente sottoposti a test, con la principale finalità di garantire loro stessi e le persone con le quali fossero entrate in contatto? Come è stato possibile l’esplodere di un focolaio in un reparto dell’ospedale a più di un mese dall’inizio dell’emergenza sanitaria? Come è possibile che a distanza di solo un giorno, in diversi incontri con la stampa, due diversi dirigenti dell’Iss abbiano prima l’uno annunciato test sierologici gratis per tutti, poi, l’altro, che questa indicazione non era affatto fondata?”, domanda Repubblica futura.

Inoltre, segnala il partito di opposizione, “da alcuni giorni abbiamo sentito rimbrotti nei confronti dei cittadini che non si sarebbero attenuti scrupolosamente alle disposizioni in merito alle quarantene/isolamenti, non mettendole in pratica in maniera efficace”.

“Riteniamo queste dichiarazioni non solo incomprensibili, ma anche inaccettabili – afferma il capogruppo di Repubblica futura, Nicola Renzi -. È evidente a tutti infatti che portare avanti periodi prolungati di quarantene magari in spazi limitati e comunque nelle proprie strutture domestiche sia tutt’altro che facile ed abbia impatti considerevoli sulla vita del soggetto, dei familiari, della logistica dell’intera vita domestica, per non dire delle pesanti possibili ripercussioni psicologiche e sociali. In molti casi rispettare le disposizioni risulta praticamente impossibile, soprattutto in piccole abitazioni. All’inizio dell’emergenza era stato annunciato dal governo che si stavano individuando strutture, anche private, nelle quali poter allestire spazi per le quarantene. Noi non sappiamo se questa avrebbe potuta essere una soluzione, di fatto non è stata adottata ed oggi i numeri non tendono a diminuire”.

Leggi il testo integrale del comunicato

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