San Marino. Tensioni in maggioranza sulle unioni civili

Alta tensione nella maggioranza sulla regolamentazione delle unioni civili

Nuovo oggetto di esame e dibattito in Consiglio è stato il progetto di legge “Modifiche normative per il coordinamento della legge 20 novembre 2018 n.147 ‘Regolamentazione delle Unioni Civili’”, proposto da Libera e che ha ricevuto diversi apprezzamenti anche da parlamentari di maggioranza. (…)

Elena Tonnini, segretario di Stato per gli Affari Esterni, ha fornito alcuni dati sul tema ed espresso il proprio pieno sostegno al provvedimento: “Nel 2019 sono state celebrate in Repubblica 36 unioni civili, di cui 13 tra persone dello stesso sesso. Nel 2020 sono state 6, 1 tra persone dello stesso sesso. Apprezzabile che da parte di Libera si ammetta in qualche maniera il fatto di avere in qualche modo snaturato attraverso emendamenti l’obiettivo originale della norma. Ben venga la volontà di porre rimedio. La norma di coordinamento ha una stesura molto vaga che questo progetto non va a risolvere. Si potrebbe intervenire in sede di emendamenti sulla non chiarezza di questo passaggio. Altre parti dell’Aula aveva evidenziato la non chiarezza di quella norma. Sono alcune osservazioni rispetto a questo progetto di legge. È normale che su queste tematiche non ci sia una visione univoca dunque sarà importante cercare di approfondire e promuovere un dibattito”. A rovinare tutto, però, ci ha pensato Pasquale Valentini, consigliere del Partito democratico cristiano sammarinese, che ha dichiarato: “Non dobbiamo mettere insieme pere e mele: pari dignità non significa la non distinzione”. Dello stesso parere Aida Maria Adele Selva, anche lei consigliere del Pdcs: “La famiglia naturale è costituita da un uomo e da una donna”. I pareri dei due parlamentari democristiani sul provvedimento hanno scatenato di Paolo Rondelli, consigliere di Rete e loro alleato, che ha affermato: “Io sono profondamente offeso da un paio di interventi in quest’Aula perché rappresento persone che vengono abbandonate dalla famiglia tradizionale che vengono buttate fuori di casa. Anche lo scorso anno ho dovuto soccorrere un ragazzo sammarinese ridotto in coma a furia di calci in testa per il suo orientamento sessuale. Sentire fare dei paragoni tra orientamento sessuale e disabilità mi fa ribollire il sangue. Nulla ha a che vedere con la regolamentazione. La possibilità di tutte le persone di difendere la propria dignità è alla base della società civile. Siamo una società civile evoluta. Abbiamo detto 42 unioni civili. Ci sono persone che alla parola ‘matrimonio’ gli viene l’allergia in ogni parte del corpo. L’unione civile ha dato loro una nuova forma e una possibilità che ci ha posto in un’ottica di avanzamento rispetto ad altri ordinamenti. Se anche uscendo da qui abbiamo fatto felice una persona, abbiamo fatto il nostro dovere”. (…)

Articolo tratto da La Serenissima

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