San Marino. Convocato lunedì il Consiglio Giudiziario Plenario. Ssd preoccupata

“La maggioranza entra a gamba tesa contro l’autonomia della Magistratura. San Marino rischia di diventare il secondo caso dopo la Polonia, deferita alla Corte di Giustizia per le ingerenze sulla magistratura”.

Così Sinistra socialista democratica interviene sul tema della giustizia sammarinese, dando notizia della convocazione per lunedì prossimo del Consiglio Giudiziario Plenario, l’organo cui la legge attribuisce funzioni di rappresentanza e di garanzia dell’ordine giudiziario in cui sono presenti i magistrati del Tribunale e le componenti di maggioranza e opposizione del Consiglio Grande e Generale. 

Ssd denuncia l’ordine del giorno “sibillino” in cui si “dà al governo la possibilità di ribaltare tutte le decisioni assunte dal Consiglio Giudiziario negli ultimi anni”. Tra queste la più discussa è sicuramente la revoca dell’incarico di magistrato dirigente a Valeria Pierfelici avvenuta nel marzo 2018. “La gravità dei fatti che avevamo prefigurato a febbraio – si legge in una newsletter agli iscritti – quando il nostro gruppo Consiliare si è battuto con forza affinché non venisse approvata la legge di interpretazione autentica dell’Ordinamento Giudiziario, sta per manifestarsi in tutta la sua portata”.

“A rischio – scrive Ssd – non c’è solo la funzione del Dirigente del Tribunale, ma anche la nomina dei Giudici di Appello e di altri magistrati confermati ed entrati nel pieno delle loro funzioni. Si prefigura uno sconvolgimento di tutto l’assetto giudiziario che esporrà la Repubblica a pesantissime critiche per l’ingerenza che il potere politico esercita sulla magistratura e sulle sue funzioni. La maggioranza pur di prendere il controllo del Tribunale, nel momento in cui si stanno svolgendo importanti processi, sta violando apertamente il principio base di ogni democrazia, quello della separazione e autonomia dei poteri”.

 
Inoltre viene dato conto di “un’accorata lettera” rivolta alla Reggenza, al Presidente del Collegio Garante, al Consiglio Grande e Generale e al Congresso di Stato da parte di “5 fra i più autorevoli ex componenti del Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme, che rivolgono un appello “affinché venga evitata la grave interferenza contro l’indipendenza della Magistratura”.
 
 
digià

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