Rimini. Vaccino anti-influenzale, alle farmacie rimangono le briciole

“Vaccini, alle farmacie solo le briciole”

Medici di base subissati di richieste dei pazienti: “Prenotazioni raddoppiate”. L’allarme di Federfarma: “Dosi insufficienti”

ANDREA OLIVA – È partita la corsa al vaccino anti influenzale. “Di richieste ne stanno arrivando tante. L’auspicio è che tanti si vaccinino e che il quantitativo in arrivo dall’Ausl sia sufficiente”, premette il dottor Marcello Creti, segretario provinciale della Fimmg, la Federazione dei medici di Medicina Generale. Difficile fare paragoni con lo scorso anno visto che in pieno settembre già ci sono medici di base con prenotazioni superiori alle dosi somministrate un anno fa. Se nell’autunno che ha preceduto il Covid le percentuali di chi si vaccina contro il virus influenzale erano attorno al 50% per gli over 65 in provincia e solo l’11% della popolazione totale, dato su base nazionale, quest’anno i numeri dovrebbero essere ben altri. “Dalle comunicazioni avute dall’Ausl – riprende il medico – le dosi che ci arriveranno saranno il 20% in più rispetto a quanto visto un anno fa. La nostra è una provincia che storicamente ha percentuali di vaccinati inferiore ai dati nazionali. Ma le richieste che stiamo ricevendo sono tante e ci attendiamo aumenti. Rileviamo una forte spinta a vaccinarsi”. L’essere vaccinati dovrebbe consentire una prima scrematura per capire se al presentarsi dei sintomi si tratti di Covid-19. Chi intenda chiamare il proprio medico dovrà mettersi in fila perché la campagna vaccinale inizierà solo il 12 ottobre. Da quel momento gli ambulatori dei medici di famiglia e quello di Medicina Generale a Rimini in via Circonvallazione orientale, dove una decina di medici di base presterà questo servizio, saranno aperti al pubblico. Nel frattempo alcuni medici hanno già riempito l’agenda nei giorni festivi per esaudire tutte le richieste. E siamo solo agli inizi. (…)

Quest’anno la Regione Emilia Romagna ha acquistato 1,2 milioni di dosi, il 20% in più rispetto al 2019. Se la stessa percentuale venisse calata sulla realtà riminese si supererebbero in modo significativo le 70mila dosi disponibili. A racimolare le briciole saranno tuttavia le farmacie. “Con Federfarma a livello nazionale – premette Giulio Mignani, segretario provinciale dell’Ordine dei Farmacisti – abbiamo fatto un ulteriore appello per avere maggiori dosi nelle farmacie. Stando ai numeri su scala generale, ad ogni farmacia del riminese finirebbero appena 12,5 vaccini, pochissimi. Al contrario le richieste che stanno arrivando sono davvero tante, potrebbero essere persino il doppio rispetto a un anno fa. Continuiamo a chiedere maggiore disponibilità di dosi. Stiamo vedendo tanto impegno da parte della sanità pubblica nel cercare reti di distribuzione sui territori quando quella farmaceutica è una rete già presente che si potrebbe sfruttare”.

Articolo tratto da Il Resto del Carlino

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