Nuovo aumento delle bollette a San Marino, il Segretario Lonfernini: “Purtroppo inevitabile con quello che sta succedendo nel mondo”

“Un nuovo aggiornamento delle tariffe è inevitabile con quello che sta succedendo nel mondo e con quello che era già accaduto prima del conflitto. Purtroppo è prevedibile che tutto quanto aumenterà”.

È questo l’amaro commento rilasciato in una intervista a Libertas dal Segretario di Stato al Lavoro con delega all’AASS Teodoro Lonfernini. Che non nasconde un certo disappunto per avere scoperto dai giornali la richiesta dell’Azienda all’Autorità per l’Energia di alzare ancora le tariffe del gas per i sammarinesi.

“L’ho appreso dai giornali e questa cosa mi infastidisce alquanto – commenta – visto che sulle politiche energetiche da fine agosto dell’anno scorso sto dedicando praticamente molte molte ore della mia settimana lavorativa. Sono infastidito perché molte volte quel livello di dialogo su cose così importanti tra l’Azienda per i Servizi, che pure è autonoma, e la Segreteria di Stato che ha le responsabilità per deleghe è difettoso”.

Non manca poi una frecciatina all’Autorità sammarinese per l’Energia, guidata da Marco Affronte, che alla fine dell’anno scorso ha autorizzato l’aumento delle bollette per energia elettrice a gas naturale. Il disappunto di Lonfernini è per la scelta di limitare la validità degli aumenti per il gas soltanto fino al 30 giugno 2022 in previsione di una revisione ulteriore.

“È una scelta che mi ha meravigliato un po’ – dichiara Lonfernini – Come è possibile fare provvedimenti così provvisori e temporanei in una situazione di blocco delle politiche tariffarie nel nostro paese lungo 12 anni?”

“In questo lasso di tempo – ragiona il Segretario facendo un’autocritica come classe politica e dirigente- abbiamo sfruttato gli introiti del trading energetico figli dell’accordo con l’Italia. È stato assurdo non agire per tempo e fare valutazioni di mercato senza sederci e fare valutazioni di aggiornamento delle tariffe ogni due anni, perché è così che si fanno le cose. Allora avremmo potuto assorbire l’impatto in maniera più graduale.

Il trading energetico ancora genera utili ma molto di meno rispetto a un tempo, ed era un calo prevedibile. Per questo puntare tutto il benessere di un’intera azienda di Stato esclusivamente su una attività credo sia stato molto poco lungimirante”. 

 

 

Lasciandosi il senno di poi alle spalle, Lonfernini guarda alle sfide future: “Ora quello che si deve fare è mantenere un grande equilibrio tra i costi in capo all’Aass, e quindi allo Stato, per reperire l’energia e il loro riverbero sulle bollette dei cittadini. Servono interventi normativi specifici a sostegno di chi sarà maggiormente in difficoltà”.

 

Davide Giardi

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