OSLA chiede un accordo sulla Politica dei Redditi

OSLA Organizzazione
Sammarinese degli Imprenditori chiede un accordo sulla Politica dei
Redditi con valore di almeno 10 anni, in cui inserire:

 


una Riforma Fiscale che contenga equità applicata, a pari reddito
corrisponde pari aliquota; progressività delle imposte al posto
dell’iniqua minimum tax, che contraddice il principio di libertà
d’impresa e non fa differenze tra le imprese per: defiscalizzazioni in
corso, costi collettivi per infrastrutture all’impresa, impatto
ambientale, responsabilità sociale e visione del valore attribuito alle
PMI in economia reale valorizzando gli effettivi investimenti in
Ricerca, Sviluppo e Innovazione; introduzione del quoziente famigliare
quale metodo di compensazione e di equità e superamento degli assegni
familiari; incentivo all’economia interna attraverso maggiori incentivi
al consumo in territorio (trattenere e attirare consumi) con gli oneri
deducibili in percentuali maggiori con la SMaC quale moneta elettronica
per la deducibilità del contribuente evitando lo scontrino fiscale;
tassazione separata dei redditi dei pensionati, da locazione e dei
compensi agli amministratori; detassazione del lavoro straordinario;
tetto degli oneri fiscali a carico del datore di lavoro al 20% – cuneo
fiscale; eliminazione delle differenze tra le aliquote effettive di
lavoro autonomo e lavoro dipendente: a parità di imponibile quali
saranno i livelli di contribuzione fiscale effettivi di tutte le
tipologie di contribuenti? Applicazione e coercizione dell’equità e
della trasparenza con il controllo degli indicatori di bilancio sulla
proporzionalità e sostenibilità economica, gestionale, finanziaria e
strategica degli operatori;

 

adozione
del sistema comune di imposta sul valore aggiunto (direttiva IVA) come
sistema degli interscambi, ragionando sul differenziale di competitività
dell’offerta commerciale a IVA esposta (ad esempio 16%) con la SMaC per
il recupero di competitività sulle vendite al consumo interno (ad
esempio 16% – 10% = 6% al consumo) e politica di competitività
commerciale aderente al protocollo IVA negli interscambi transnazionali.
OSLA non condivide l’impostazione non strategica alla Riforma Fiscale,
la Riforma del 1984 inserita nel contesto di una programmazione
democratica e dello sviluppo ha aperto prospettive al Paese, occorre
inserire la Riforma in un disegno riformatore, in un progetto di
cambiamento e di reale rinnovamento, verso uno sviluppo sostenibile
economicamente, il rischio è quello di colpire ulteriormente il tessuto
imprenditoriale senza garantire efficacia ed equità alla Riforma,
definendo gli obiettivi nella consapevolezza che al bilancio dello Stato
mancano circa 70 milioni l’anno; occorre una proiezione con strumenti
di simulazione economica degli interventi, mancano gli elementi per
poter valutare nel breve, medio e lungo periodo gli obiettivi economici
dei provvedimenti. Resta dunque un ottimo dizionario fiscale che mancava
nella letteratura economica sammarinese.

 


una Riforma Previdenziale che parte dal principio in cui il costo della
vita di un pensionato è uguale per tutti i pensionati: unificazione di
tutti i fondi pensionistici in un solo fondo alimentato da datori di
lavoro, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, Stato; passaggio al
sistema contributivo (sostenibile economicamente nel tempo) dal sistema
retributivo a ripartizione (non in grado di sostenersi in caso di
variazione demografica del rapporto contribuenti/pensionati); difesa del
sistema di sicurezza sociale negli obiettivi originari; gestione del
gettito contributivo nell’ambito di fondo a rendita per la realizzazione
di opere pubbliche.

 


una Riforma della PA con reale ammodernamento: trasformazione delle
Aziende Autonome in S.p.A. ad azionariato diffuso e popolare con
controllo pubblico; privatizzazioni non strategiche che alleggeriscono
il bilancio dello Stato e garantiscono gestioni in grado di garantire un
servizio aggiornato: AASS, AASP; Cinema; Teatri, affissioni; Centrale
del Latte, Parcheggi, CONS, UGRAA, centro di stampa, distribuzione della
Posta; Farmacie, AASFN con accordo pubblico/privato a garanzia degli
occupati; riorganizzazione e razionalizzazione della PA con il
coinvolgimento nazionale e delle imprese per l’efficacia della riforma;
lo sviluppo del Paese e delle prospettive occupazionali non possono
prescindere da una qualificata programmazione del personale e delle
funzioni da riservare ai cittadini residenti con una forte azione di
recupero della Sovranità; coinvolgimento sui nuovi modelli organizzativi
con motivazione e senso di opportunità a garanzia del futuro e di una
classe dirigente nazionale; riqualificazione della Sanità attraverso la
programmazione del fabbisogno di personale sanitario; efficace
informatizzazione della PA, unificazioni di competenze per
responsabilizzare i settori strategici; modello di PA organizzato con 10
dipartimenti e non più di 30 capiufficio con un rapporto fra
dirigenti/dipendenti al massimo 8/100; razionalizzazione,
sburocratizzazione, semplificazione, efficienza, responsabilizzazione
con un impulso all’informatizzazione e all’uso della rete Internet
nell’erogazione dei servizi; giuramento di fedeltà allo Stato da parte
di tutti i dipendenti con aggravio delle pene per reati connessi
all’attività di pubblico dipendente; contratto di lavoro di tipo
privatistico per tutti; introduzione del documento unico (Pass.
Identità, Patente, sanità, borsellino, diritto di voto); no ai precari
nella PA; no a frontalieri nella PA (solo curriculum non disponibili);
premi di produzione con particolare riferimento alla semplificazione
organizzativa; ricerca scientifica in rete; un piano dei tournover e il
censimento delle professioni.

 


una nuova Politica della Casa: affrontare l’emergenza e un piano per
sostenere le fasce più deboli e liberare risorse per i consumi; una
politica dei risparmi e nuove regole bancarie a difesa del risparmio e
delle imprese; una radicale Riforma scolastica con l’obbligo a 18 anni;
italiano e inglese come lingue di base; informatica e utilizzo di
strumenti tecnologicamente avanzati per la nuova PA e per
l’emancipazione dei cittadini; implementazione della formazione
professionale a livello universitario; un Piano Strutturale per le
Infrastrutture fattibili; la ristrutturazione del debito pubblico a
partire dalla rinegoziazione del mutuo CASSA DD.PP. delle allora
20.000.000.000 lire che ancor oggi paga un anacronistico 9% per uno
Stato, mutuo che rientra nel DEBITO RESIDUO CAPITALE di 42.983.398,51€
al 31/12/2008.

 

OSLA
quindi non è disposta al rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali di
Lavoro, prima di aver creato le condizioni con il Governo e i Sindacati
per un accordo sulla Politica dei Redditi.

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