Osla e Usot uniscono le forze e creano la Confederazione operatori economici (COE): “I grandi problemi che abbiamo davanti vanno affrontati insieme”

Dopo mesi di lavori e di incontri Osla e Usot, due delle cinque associazioni di categoria della Repubblica di San Marino, annunciano il proprio “matrimonio” e presentano la Confederazione operatori economici.

Il cui acronimo è COE. “Non è un caso – ha spiegato Michele Andreini, direttore Osla, alla presenza di associati, rappresentanti di altre categorie e sindacati – perché ci rivolgiamo al mondo delle imprese e degli imprenditori. Questa scelta è stata fatta per unire le forze e portare avanti le istanze delle piccole e medie imprese con ancora più energia”. Una scelta che ha come fondamenta una affinità tra le due associazione “nei metodi e nelle iniziative”.

Non causale anche la scelta dell’ape nel logo. “È simbolo di operosità, pensato per l’imprenditore abituato a lavorare tantissimo, ma anche un animale fondamentale per l’ecosistema come le Pmi sono fondamentali per l’ecosistema economico sammarinese. E tra l’altro sia ape sia piccolo imprenditore soffrono per la propria sopravvivenza”.

 

Quindi hanno preso la parola i presidenti delle due realtà, che continueranno ad esistere e ad avere attività autonoma pur all’interno della Confederazione.

Così la presidente di Osla Monica Bollini: “Questo percorso parte da lontano. Con Usot abbiamo condivisione sui contenuti e su come affrontare le problematiche. Le nostre associazioni mantengono la propria autonomia ma danno forma e sostanza all’unione per portare le istanze degli associati con più forza a politica e istituzioni. Partendo dalla consapevolezza che oltre il 90% delle aziende di San Marino ha meno di 20 dipendenti perciò la PMI è molto importante per l’economia in generale”.

Uno dei temi caldi è lo stato di crisi del settore turistico commerciale: “È un settore strategico per la nostra economia. Per questo insistiamo che gli investimenti pubblici siano importanti. Questi 2 anni hanno portato difficoltà a tutto il comparto e la guerra Russia Ucraina ha aggravato il quadro. Le imprese da sole senza gli aiuti da parte dello Stato non potranno superare la situazione anche perché per un periodo non breve ci si aspetta una recessione”.

 

“Questa scelta è maturata negli ultimi 2 anni – ha aggiunto il presidente Usot, Luigi Sartini – con la consapevolezza di dove vogliamo arrivare. Sarà utile ai nostri associati per dare loro maggiori servizi e opportunità. Ma nel nostro piccolo è anche un messaggio di coesione. Negli ultimi 2 anni prima il Covid poi la guerra hanno portato i costi alle stelle e ad una erosione del potere d’acquisto delle famiglie.

I problemi vanno affrontati insieme. Non ci sono tensioni con altre associazioni, sindacati o istituzioni ma dobbiamo capire dove sono i problemi e fare dei progetti condivisi.

Possiamo essere un settore di crescita ma serve un’idea di dove si vuole andare”.

 

“Le crisi – aggiungono i promotori di COE in una nota – che in questo ultimo decennio, hanno colpito in particolare il sistema bancario e finanziario, le ripercussioni economiche provocate dalla pandemia da COVID-19 e da ultimo il conflitto fra Ucraina e Russia hanno avuto conseguenze dirette anche sull’economia reale comportando la scomparsa di diverse attività. Un “effetto domino” che ha coinvolto gli imprenditori e – di conseguenza – i lavoratori e loro famiglie.
Uno scenario delicato e complesso – già da diversi anni – che ha fatto maturare in USOT e OSLA la consapevolezza che è più efficace collaborare per il raggiungimento di obiettivi comuni, a favore delle piccole e medie imprese rappresentate, pur nel pieno rispetto delle singole autonomie.
Il nostro progetto parte proprio da questa consapevolezza. Una Confederazione che, nel suo essere profondamente moderna, democratica e inclusiva, potrà guardare al futuro nella certezza di essere al passo con i tempi e fornire risposte concrete ai suoi aderenti, facendo tesoro delle esperienze e della professionalità di tutti.
È fondamentale riportare l’attenzione sulla rappresentanza imprenditoriale al fine di interpretarne e descriverne le tendenze in termini di identità, di assetti organizzativi e di funzioni, svincolandoci dalla visione secondo la quale l’associazionismo imprenditoriale si configura come un fenomeno di risposta all’organizzazione collettiva dei lavoratori ed al conflitto industriale.
In questi anni la rappresentanza imprenditoriale sta vivendo mutamenti sostanziali e nuove sfide, causati da un’economia sempre più globale, digitale e disintermediata; è il momento di cambiare la propria mission, verso nuove e moderne funzioni. Imprenditori della micro, piccola e media impresa, del terziario avanzato, liberi professionisti e lavoratori autonomi possono associarsi ad OSLA o ad USOT e beneficiare dei servizi offerti dalla Confederazione”.

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