Osla sulla vicenda Cassa di Risparmio

Osla esprime grande preoccupazione per quanto sta accadendo in merito alla vicenda Cassa di Risparmio, ed invita a riflettere su quali prospettive politiche possano esistere nel rapporto complessivo fra San Marino e l’Italia.

Il Consiglio Direttivo di Osla, riunito ieri, desidera esprimere profonda apprensione per le vicende che stanno minando il più antico Istituto di Credito della Repubblica, che nel corso dei suoi lunghi anni di storia è sempre stato pronto ad adoperarsi per lo sviluppo e il progresso economico e sociale del nostro Paese. Nel dichiarare il proprio sgomento per un terremoto che, colpendo al cuore la Cassa di Risparmio, mette in difficoltà l’intero tessuto economico e sociale della Repubblica, Osla desidera porre l’accento sulla necessità imprescindibile di riscattare il nostro Paese, la sua capacità economica e produttiva, la sua vocazione turistica e commerciale, la sua immagine complessiva, le sue stesse Istituzioni.
Giunti a questo punto, è infatti impossibile non rilevare come questo sia l’ennesimo episodio di una campagna denigratoria senza più limiti condotta ai danni della Repubblica di San Marino, oltraggiata e accusata a tamburo battente, con obiettivi non chiari, nel quadro di un rapporto vero con il Paese Italia che sembra deteriorarsi ogni minuto, nonostante le buone intenzioni dei Governi dei due Paesi, firmatari di accordi pieni di belle parole che rimangono, purtroppo, solo sulla carta.
Se la logica di sviluppo degli accordi con l’Italia deve essere punteggiata da episodi di tale gravità, occorre forse ripensare al nostro ruolo politico, inviare segnali definitivi, fermi, inequivocabili di una dignità e una autorevolezza che devono essere riconsegnate al nostro Paese, con la volontà di intraprendere senza mezzi termini la strada della trasparenza e delle regole internazionali, guardando forse più all’Europa che a quella Italia che non perde occasione per blandirci sul piano politico e aggredirci con violenza inaudita sul piano mediatico, operativo e quotidiano.
Si richiede quindi al Governo un’azione più decisa in difesa della nostra stessa Sovranità, che non possa servire da scudo a nessuno per cercare di non pagare per i propri errori, ma che allo stesso tempo non possa nemmeno essere calpestata impunemente da chiunque decida, con o senza fondato motivo, di volerlo fare.

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