Patrizia Cupo di Corriere Romagna San Marino. Battaglia sull’introduzione dei ticket

Corriere Romagna San Marino

Sanità. Il piano ipotizza tagli
per almeno 4 milioni: basta con un sovraccarico di farmaci, di esami e
prestazioni stile clinica privata

Battaglia sull’introduzione dei
ticket
 

La maggioranza li vuole e senza esenzioni per le fasce
deboli, l’authority si oppone

Patrizia Cupo

SAN MARINO. E’ tempo
di stringere la cinghia e il
diktat arriva anche all’ospedale
di Stato: lì, i tecnici
stanno studiando il
Piano sanitario che, pronto
per gennaio, dovrà ripensare
il welfare ipotizzando
tagli di almeno 4
milioni di euro, stando a
quanto deciso dall’ultima
Finanziaria e ribadito
dalla delibera del 6 agosto
scorso sulla spending review.
Ed è già battaglia
sui ticket: la maggioranza
politica vuole introdurli e
senza esenzioni per le fasce
più deboli; l’authority
sanitaria no.
Sì, perché ad oggi, ogni
prestazione sanitaria a
San Marino è gratuita: un
sistema socio assistenziale
d’élite e invidiato da
mezza Europa. Ma con la
liquidità che scarseggia e
le entrate dimezzate in
appena un lustro, anche il
welfare, ha anticipato la
squadra per la spending
review, va rivisto. Eppure,
il Piano sanitario che
già è stato presentato (nei
suoi principi) alle forze
politiche si muove su altri
assunti: parla di appropriatezza
farmaceutica
e diagnostica; mutua
dall’Italia il concetto di livelli
essenziali di assistenza
(ribattezzati “livelli
appropriati di assistenza”);
introduce una tassa
di scopo che vada a finanziare
la sola sanità; ripensa
la ristrutturazione
d el l’ospedale ragionando
sui livelli di intensità di
cura. Eccoli, secondo la
prima bozza del piano,
tutti i modi per evitare
non solo i ticket ma anche
la rivisitazione di cure odontoiatriche
gratuite
(oggi lo sono per i minori
inferiori ai 14 anni) e per
le ricette di anticoncezionali,
come invece ipotizzato
dalla relazione della
maggioranza sui tagli alla
spesa pubblica che venne
presentata in Consiglio
l’estate scorsa.
Difficile far digerire sul
Titano l’introduzione dei
ticket: nel documento della
maggioranza politica,
si fa riferimento all’introduzione
di «contributi sanitari
bassi e senza esenzioni
», o di «contributi
più elevati per fasce di
reddito più alte». Insomma,
di ticket per le prestazioni
sanitarie che prevedano
o cifre molto basse
ma per tutti, o una fluttuazione
di costi in base
alla fascia di reddito di
appartenenza. Ma se la
prima bozza del piano sanitario
si discosta da questo
principio, in realtà
non lo esclude totalmente
e lo fa proprio parlando di
appropriatezza delle prestazioni:
basta con un sovraccarico
di farmaci, e
basta con un sovraccarico
di esami e prestazioni
stile clinica privata. Chi
vorrà vedersi garantire lo
stesso servizio di sempre,
dovrà pagare. Eccolo lo
scalino che accomuna le
due visioni. Un esempio:
al fine di incrementare
l’assistenza domiciliare e
far diminuire i costi di
mantenimento del paziente
in ospedale, la fisioterapia
a un invalido
potrebbe essere fatta a casa
invece che in corsia;
chi vorrà il servizio di
prima dovrà pagare. E ancora:
se i livelli essenziali
di assistenza prevedono
tre ecografie a gravidanza,
chi ne vorrà otto pagherà
e non le avrà tutte
garantite dalla sanità
pubblica. Quanto a posti
letto e turn over da bloccare,
il piano sanitario
consiglia di seguire il criterio
di “intensità di cura”
mettendo vicini i reparti
che condividano lo
stesso “l iv el lo ” di cura,
così da rendere sovrapponibili
strumentazioni, posti
letto e personale.

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