Presa di posizione sull’aborto

Nella seduta consigliare di lunedì 20 Luglio i Democratici di Centro hanno presentato un Ordine del Giorno concernente iniziative “ volte a contrastare l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico “. L’iniziativa, che segue quella realizzatasi nel Parlamento della Repubblica d’Italia tendente ad impegnare il governo a farsi promotore presso le Nazioni Unite di una risoluzione che condanni l’uso dell’aborto come strumento demografico, vuole porre all’attenzione del Consiglio Grande e Generale un tema di stretta attualità. I DdC nella convinzione che vi sia una comune convinzione, nel nostro Stato, che l’aborto sia comunque un male intendono attraverso questa iniziativa superare la divisione tra chi è per la vita e chi è per la scelta. Oggi, infatti, vi sono le condizioni per contrastare tutti insieme chi nel mondo è sia contro la vita sia contro la scelta.

Segue testo Ordine del Giorno:

Il Consiglio Grande e Generale,
premesso che:

l’articolo 3 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo afferma il diritto alla vita di ogni essere umano; l’articolo 6, paragrafo 1, dell’Accordo internazionale sui diritti civili e politici, adottato dall’Assemblea generale dell’Onu il 16 dicembre 1966 ed entrato in vigore il 23 marzo 1976, prevede che il diritto alla vita è inerente alla persona umana. Questo diritto deve essere protetto dalla legge e nessuno può essere arbitrariamente privato della vita; secondo l’articolo 6 della Convenzione sui diritti dell’infanzia, gli Stati parti riconoscono che ogni fanciullo ha un diritto inerente alla vita e assicurano in tutta la misura del possibile la sopravvivenza e lo sviluppo del fanciullo; la diffusione nel mondo della pratica dell’aborto selettivo a danno prevalentemente delle concepite di sesso femminile sta provocando in alcune aree geografiche un forte squilibrio fra i sessi; è sempre crescente il numero delle legislazioni straniere che attivamente promuovono l’aborto come strumento di controllo demografico e delle politiche che colpiscono con sanzioni di vario genere le donne che rifiutano l’aborto.

impegna il Governo

a rendersi parte attiva presso gli Organismi Internazionali, di cui è parte, affinché sia condannato l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico e affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire.

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