Prevenzione tumori colon e retto

Al via oggi – 19 gennaio – e nei tempi previsti il Progetto screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del colon e retto – e la relativa campagna informativa – deliberato e attivato dall’Istituto per la Sicurezza Sociale, sotto il patrocinio della Segreteria di Stato per la Sanità, in adempimento alle indicazioni del piano socio-sanitario, in linea con le evidenza scientifiche internazionali.

E’ questa un’iniziativa di sanità pubblica di enorme rilievo per la nostra Repubblica; San Marino, come l’Italia e altri Paesi europei, ha messo a punto, infatti, un programma completamente gratuito sia nella fase diagnostica che quella successiva di tutti gli interventi di cura nei riguardi di una malattia – il cancro del colon – che rappresenta la 2° neoplasia più frequente nel mondo occidentale e la sopravvivenza a 5 anni non supera il 40-50%.

L’incidenza globale per questo tumore in Italia si aggira sui 45-60 casi/100000/anno, con una tendenza all’aumento progressivo di incidenza. Nella Regione Emilia-Romagna è di 85 casi/ 100000, con tasso grezzo di mortalità di 38 decessi/100000 residenti.

A San Marino l’incidenza è analoga nel periodo 2000-20006 di 187 casi in totale ( pari a 90/100000 ), con una media annua di 27 casi e un rapporto maschio/femmina di 1,25. Il tasso di mortalità nello stesso periodo è basso, di 28/100000; la bassa mortalità nella nostra area è probabilmente da riferire anche all’alta incidenza di diagnosi precoci, pari al 21% dei casi totali al momento della diagnosi.

Il Rischio di sviluppare un tumore del colon è basso fino ai 40 anni; cresce esponenzialmente a partire dai 50 anni con lo stesso comportamento dei polipi , che ne sono i precursori benigni.

Altro fattore di rischio importante è la familiarità; il rischio è più elevato se nel parente il tumore è insorto prima dei 50 anni o se nella famiglia ne è stato affetto più di un membro.

Obiettivo dello screening è cambiare la storia naturale della malattia in senso positivo (riduzione dell’incidenza e della mortalità).

I programmi di screening del cancro colon-rettale sono oggi molto diffusi nei Pesi occidentali e hanno ormai concretamente dimostrato la propria efficacia nel prevenire e diagnosticare precocemente il tumore e quindi intervenire tempestivamente con tutte le strategie oggi disponibili. E’ questa una “medicina dei sani”, in quanto si rivolge a intere popolazioni costituite da persone asintomatiche, verso le quali la struttura sanitaria agisce per prima, tramite un invito alla partecipazione.

Il numero di individui sottoposti fino ad oggi a screening ( ormai prossimo a quelli di altri programmi di screening cominciati anni prima, come per il cancro della mammella e della cervice ) e i risultati e i successi che tali screening hanno dimostrato, sono tali da giustificare ogni sforzo e impegno da parte dell’ISS.

Lo screening sammarinese è rivolto a tutta la popolazione ( uomini e donne ) con età compresa fra i 50 e 75 anni, in quanto tutti gli studi epidemiogici hanno evidenziato che questa fascia di età è a maggior rischio per lo sviluppo di cancro del colon e quindi riguarderà circa 12.000 assistiti.

Per garantire la miglior organizzazione e pianificazione del programma, è stato istituito un apposito CENTRO SCRRENING, dotato di personale di segretaria e di un moderno e collaudato programma informatico per la gestione del “popolazione bersaglio” e di tutta l’attività di comunicazione, elaborazione e monitoraggio dei dati; tale Centro è diretto dalla dott.sa Maria Loredana Stefanelli, responsabile dell’intero programma di screening, nonché della U.O. di Gastroentrologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Stato.

Il programma prevede come primo livello l’esecuzione di un semplice test per la ricerca di sangue occulto nelle feci ( S.O.F. ), che sarà proposto mediante lettera inviata dall’ISS direttamente all’assistito.

Alle persone con esito negativo al test fecale viene inviata una lettera di risposta, con il consiglio di ripetere il test ogni due anni; sarà cura del programma invitare nuovamente la persona alla scadenza del periodo.

Qualora il test risultasse positivo, il protocollo di screening prevede esecuzione di un secondo livello di approfondimento diagnostico con colonscopia, in quanto l’accertamento endoscopico permette di visualizzare tutta la superficie colica e, in caso riscontro di lesioni, di asportare polipi o frammenti di tessuto a scopo diagnostico e terapeutico.

La comunicazione avverrà tramite lettera con l’appuntamento per l’esecuzione della colonscopia; sono previste sessioni ambulatoriali con presenza di anestesista, per quegli assisti che dovessero richiedere l’indagine in sedazione e senza dolore.

Aderire a questo programma di screening per la prevenzione e diagnosi precoce di questi tumori e’ una scelta importante a tutela della salute.

I test di screening oggi disponibili si sono dimostrati efficaci, ma hanno sempre un rischio: la scarsa adesione.

E’ sulla campagna di informazione pubblica e sull’impegno costante dei medici e operatori sanitari – sia del territorio che ospedalieri – che si concentrerà la massima attenzione.

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