Procura di Forlì e Banca d’Italia, ormai lavorano in tandem

La scorsa settimana, a Forlì si è tenuta una riunione riservata fra i vertici della vigilanza della Banca d’Italia, quelli dell’Unità d’informazione finanziaria e gli inquirenti‘ della Procura.

Così si legge in un articolo di Stefano Elli su Il Sole 24Ore.
Dapprima l’indagine
Re Nero
partita dal procuratore Fabio di Vizio sui collegamenti fra Banca di Credito e Risparmio di Romagna di Forlì (Bcrr) e, nella Repubblica di San Marino, Asset Banca e
San Marino Asset Management .

Poi l’appendice inquietante su Banca del Titano -Finbroker, un filone di cui si è persa traccia sui media.
Infine il sequestro del danaro in trasferimento dalla agenzia della Banca d’Italia di Forlì alla Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino.
L’intervento della Banca d’Italia era stato sollecitato subito anche dal
governo di San Marino per risolvere quanto prima questioni che si pensavano di semplice interpretazione delle
norme vigenti fra i due Stati eventualmente da integrare con nuovi accordi.

Il mancato dissequestro

del danaro della Cassa di Risparmio e quanto pubblicato da Elli inducono a ritenere che, forse, la questione è ancora tutta interna alle amministrazioni dello Stato italiano.

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