Referendum. Il comitato promotore ringrazia la Reggenza: no interferenza con il Consiglio

COMUNICATO STAMPA
Nella giornata di giovedì 9 ottobre il Comitato Promotore del referendum per la richiesta di adesione all’Unione Europea, unitamente al Comitato Promotore del referendum in programma anch’esso il 20 ottobre prossimo, hanno richiesto l’interessamento della Ecc.ma Reggenza per scongiurare la ipotizzata convocazione del Consiglio Grande e Generale la prossima settimana, in quanto il dibattito consiliare avrebbe inevitabilmente finito con l’interferire sul dibattito in corso nel Paese in vista del voto.
Alla luce della decisione, adottata ieri, di rinviare la convocazione del Consiglio G. e G. al 22 ottobre prossimo, il Comitato Promotore del referendum per la richiesta di adesione all’U.E. ringrazia l’Ecc.ma Reggenza per la sensibilità dimostrata nei confronti della ormai imminente consultazione referendaria che rappresenta un momento alto di vita democratica per la nostra Repubblica.
Il Comitato Promotore invita tutti i cittadini ad informarsi e a leggere con attenzione il quesito relativo alla richiesta di adesione all’Unione Europea che non comporta l’adesione all’U.E., ma la presentazione della richiesta di adesione e l’avvio della negoziazione per definire le condizioni dell’eventuale ingresso di San Marino, che saranno – a loro volta – sottoposte al giudizio dei cittadini. Si tratta, quindi, di un percorso negoziale trasparente, che non è né automatico né irreversibile, che i cittadini potrebbero seguire passo dopo passo fino alla sua conclusione, senza dover comprare a scatola chiusa e senza firmare cambiali in bianco al Governo di turno.
Posto che San Marino non può fare a meno dell’Europa e che non vi è una via più breve o meno complessa delle altre per far parte del mercato unico, quella della richiesta di adesione è certamente la via maestra da seguire perché offre più garanzie e più opportunità.
Quanto poi alle ricette di chi in questi giorni, pur di opporsi alla scelta europea della trasparenza e dello sviluppo virtuoso, ipotizza investimenti cinesi, indiani, brasiliani, peraltro tutti da verificare, ricordiamo che né il percorso verso l’adesione, né tantomeno l’adesione, quando fosse, di San Marino all’U.E. ci precluderebbe in alcun modo di avviare relazioni commerciali con questi od altri Paesi. Resta però il fatto che le nostre relazioni commerciali oggi si sviluppano per circa il 95% con i Paesi Europei, primo tra tutti ovviamente l’Italia e che molte imprese sammarinesi per poter esportare le loro merci o i loro servizi verso i Paesi U.E: sono state costrette ad aprire aziende in Italia o anche in altri Stati dell’Unione, trasferendo all’estero capitali e posti di lavoro che avrebbero potuto essere impiegati in Territorio. Vale, dunque, la pena di riflettere bene e di cogliere l’occasione offerta dal referendum per fare una scelta decisa verso l’Europa.
San Marino, lì 12 ottobre 2013
                        IL COMITATO PROMOTORE

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