Relazione Minoranza: Pier Marino Mularoni

Relazione Minoranza: Pier Marino Mularoni

(autosospesi della Democrazia Cristiana)

    
 
CONCLUSIONI SUI LAVORI  DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA AI SENSI
DELLA LEGGE 28 SETTEMBRE 2006 N. 103

presentate dal Commissario Pier Marino Mularoni

 

La Commissione ha acquisito e analizzato numerosi documenti di varia natura e provenienza. Io credo che tra questi documenti vadano fatte alcune distinzioni:
in prima analisi vanno valutati i documenti presentati al Consiglio Grande e Generale nella seduta del 27 luglio 2006 dal Segretario e dal Capogruppo del Partito Democratico Cristiano, Pier Marino Menicucci  e Gabriele Gatti. Tali documenti infatti sono stati sottoposti ad una indagine amministrativa preventiva, commissionata dal Congresso di Stato e svolta dal Comandante della Gendarmeria, Ten. Col. Achille Zechini, e dal dirigente della Segreteria Istituzionale, Avv. Giovanna Crescentini. Inoltre la Commissione ha acquisito ufficialmente altri documenti dai vari Uffici amministrativi e Organismi istituzionali dello Stato. Infine la Commissione è venuta in possesso di documenti giunti in forma anonima via posta a vari Commissari, così come di altri documenti, dei quali non è nota la provenienza, prodotti direttamente in Commissione da alcuni Commissari.
A tale proposito ritengo utile sottolineare che il legislatore ha istituito la  Commissione con il compito di accertare:
“a) l’autenticità e la reale provenienza del “documento” attribuito ad un Senatore della Repubblica Italiana e di quello a firma del Presidente della Trillium Gaming Inc., prodotti entrambi da alcuni Consiglieri nella seduta del Consiglio Grande e Generale del 27 luglio 2006;
 
b) la veridicità delle dichiarazioni contenute nei documenti di cui alla precedente lettera a);
 
c) se la documentazione prodotta sia stata sollecitata direttamente od indirettamente da Consiglieri della Repubblica per strumentali finalità politiche;
 
d) l’esistenza di eventuali comportamenti non corretti da parte di esponenti politici in merito alla possibile apertura di una casa da gioco a San Marino.”
 
Seguendo l’ordine dei compiti affidati alla Commissione dal Consiglio Grande e Generale dobbiamo innanzitutto valutare i documenti cosiddetti “nota Guzzanti” e “Trillium”.
 
NOTA GUZZANTI
Tale documento è stato prodotto in Consiglio Grande e Generale verso le ore 16,15 del 27 luglio 2006 e, in quella occasione, il Consigliere Menicucci dichiarò essergli pervenuto per fax presso la sede del P.D.C.S. da parte della Segreteria del Senatore Guzzanti. Lo stesso Menicucci confermò poi tale circostanza anche nella sua successiva deposizione alla Commissione in data 17 novembre 2006, soffermandosi altresì sul fatto che un Consigliere del proprio Gruppo consiliare avesse strappato l’indicazione del mittente, che normalmente appare nei fax. A seguito della richiesta di fornire alla Commissione la copia originale del fax il Consigliere Menicucci rispose che avrebbe verificato con l’Ufficio di Segreteria del proprio Partito. Successivamente, con nota del 30 novembre 2006, lo stesso Menicucci comunicò, dopo aver effettuato una verifica, che la nota Guzzanti non era giunta al P.D.C.S. via fax, ma tramite e-mail da parte di un collaboratore del Senatore Guzzanti, il sig.  Pucci-Poppi.
La natura del mezzo di trasmissione della nota non è certamente l’unica incongruenza nella quale ci siamo imbattuti nell’esame di questo documento. Infatti i Consiglieri  Menicucci e Gatti dichiararono in Consiglio Grande e Generale l’avvenuta presentazione di una interrogazione parlamentare da parte del Senatore Guzzanti, avente per oggetto i rapporti intercorrenti tra alcuni politici sammarinesi e gruppi gestori di importanti case da gioco. A tutt’oggi non è mai stata presentata al Senato della Repubblica Italiana tale interrogazione e, anzi, in più occasioni il Senatore Guzzanti  ha rilasciato dichiarazioni contraddittorie circa le affermazioni contenute nel documento, addirittura sino ad arrivare a smentirlo nei sui aspetti più importanti (si vedano ad esempio l’intervista rilasciata dal Senatore Guzzanti alla San Marino RTV in data 3 agosto 2006, la cui trascrizione integrale è agli atti della Commissione come allegato n.50, e la lettera di Guzzanti al Congresso di Stato, in cui è palese come lo stesso ritratti e riveda la propria posizione rispetto alle dichiarazioni legate agli articoli apparsi sui giornali e sulla  intera vicenda Casinò a San Marino). La lettera inoltrata alla Commissione dalla Segreteria Esecutiva del Congresso di Stato è agli atti  come allegato n. 58. In seguito all’invito a comparire in Commissione per rilasciare una deposizione, il Senatore Guzzanti ha inoltrato alla Commissione una comunicazione nella quale vengono nuovamente ritrattate le dichiarazioni a lui attribuite. La lettera è agli atti come allegato n. 48. Tutto questo continuo balletto di dichiarazioni e di ritrattazioni lascia supporre che la cosiddetta nota Guzzanti, elemento dal quale ha preso le mosse l’intera vicenda oggetto del lavoro della Commissione d’inchiesta, pur essendo stata inviata da un collaboratore del Senatore, sia stata oggetto di una regia in grado di essere ben accreditata presso lo stesso Senatore e alcuni ambienti politici sammarinesi.
 
LETTERA TRILLIUMLa lettera della Trillium Gaming Inc., a firma del Sig. Domenic Alfieri, è un documento di primaria importanza per i lavori della Commissione, in quanto tale documento elenca una serie di nominativi tra i quali: Alvaro Selva, Fiorenzo Stolfi, Valentino Peri e Stefanelli (poi identificato nella persona di Maurizio Stefanelli), che a vario titolo avrebbero avuto incontri e rapporti di collaborazione con la società in questione.
Tale lettera è stata consegnata in Consiglio Grande e Generale dal Capogruppo del P.D.C.S., Gabriele Gatti, nella seduta pomeridiana del 27 luglio 2006 (all. n. 57).
Dopo vari tentativi il Sig. Alfieri, in data 3 febbraio 2007, ha risposto ad alcune domande inviategli dalla Commissione via e-mail. Per comprendere meglio il percorso che ha portato all’attenzione del Consiglio Grande e Generale tale documento ritengo utile riportare alcune domande poste al Sig. Alfieri e le sue conseguenti risposte (allegato n.47) .
Da chi fu richiesta la lettera poi consegnata al Consiglio Grande e Generale di San Marino?La lettera venne richiesta dallo Studio Legale Penders.
Con tale Studio erano già in atto forme di collaborazione professionale o quali tipi di rapporti?No.
Ha mai avuto rapporti con i Sig.ri Mario Scaramella e Sergio Falcone?Ho avuto occasione di conoscere Mario Scaramella, ma non conosco Sergio Falcone. Comunque non esiste nessun nesso tra questi due signori e i miei rapporti con l’Avv. Selva e l’On. Stolfi.
E’ interessante poi riportare alcuni stralci della deposizione  del Dott. Gabriele Gatti alla Commissione in data 17 novembre 2006:
alla domanda su come è entrato in possesso del documento Trillium, letto in Consiglio, Gatti risponde: “la nota è pervenuta da uno Studio legale di Washington – Studio associato Penders – fisicamente me lo ha consegnato l’Avv. Falcone associato allo studio…..”(pag. 3 – dom.11). E prosegue: “volevano informare politici sammarinesi su alcuni rapporti che avevano avuto circa la creazione di una Casa da Gioco a San Marino, onde evitare strumentalizzazioni o accuse su un argomento che loro pensavano potesse essere oggetto di dibattiti politici” (pag.4 – dom. 12). Alla domanda di quando gli fu consegnato, risponde: “…..a Roma, qualche giorno prima che la producessi in Consiglio Grande e Generale” (pag. 4 – dom. 13). In merito alle modalità con le quali lo Studio Penders ha fatto pervenire la lettera della Trillium, Gatti risponde: “da quello che so lo Studio Penders ha incaricato l’Avv. Falcone di consegnare questa lettera ad un politico sammarinese per le ragioni sopra esposte e Falcone ha scelto me perché mi conosceva almeno di nome….” (pag.5-6 dom.22). E continua: “l’ho incontrato a Roma in Via Veneto da Doney; Falcone è venuto nel mio ufficio uno o due giorni prima e mi aveva detto che avrebbe avuto piacere di consegnare una cosa che lui stesso definì scottante. E io pertanto qualche giorno dopo mi recai a Roma a prenderla…..” (pag.6 – dom. 23). Alla richiesta su quale fosse l’ufficio, Gatti risponde: “nel mio ufficio a Domagnano” (pag. 6 – dom. 24). Aggiunge inoltre: “non conoscevo l’Avv. Falcone prima dell’incontro nel mio ufficio….è venuto appositamente a dirmi se ero interessato ad acquisire un documento interessante che aveva acquisito da poco” (pag.6- dom. 25 e 26).
Alla luce di queste dichiarazioni si può facilmente notare che, essendo il documento Trillium datato 21 luglio 2006 (venerdì) ed essendo, lo stesso, stato consegnato al Consiglio Grande e Generale il 27 luglio 2006 (giovedì successivo), il tempo intercorrente fra le due date con un fine settimana di mezzo è veramente breve e, in questo frangente, l’Avv. Penders è venuto in possesso del documento, lo ha inviato all’Avv. Falcone, che a sua volta si è recato a San Marino nello studio di un certo Gatti, mai visto né conosciuto prima; Gatti qualche giorno dopo si è recato a Roma per prendere il documento,  a sua volta qualche giorno prima del Consiglio del 27 luglio. I conti dei giorni non tornano.
Altre domande al Sig. Alfieri,  che testimoniano i rapporti intercorsi fra Gatti e intermediari della società canadese di gestione di casinò, sono le seguenti:
Quando è terminato il Vostro rapporto con l’Avv. Selva?Durante l’anno 2000, in quanto non avevamo visto risultati apprezzabili e il dott. Peri mi suggerì di percorrere anche altre strade.
Qual è la ragione per cui nel 2000 Lei ha scritto al Dott. Gabriele Gatti la lettera di accredito del Dott. Peri?
Viste le difficoltà incontrate dall’Avv. Selva nel portare avanti la pratica, il Dott. Peri mi disse che a suo giudizio era utile prendere contatto con “la persona più importante di San Marino”, ossia il Dott. Gabriele Gatti. A questo scopo rilasciai la lettera di accredito del Dott. Peri.
Il Sig. Alfieri riferisce comunque di non aver mai conosciuto personalmente il Dott. Gabriele Gatti.
La lettera di accredito fu quindi consegnata personalmente da Peri a Gatti in un apposito incontro avvenuto a Roma.  Sono di particolare rilevanza le dichiarazioni che  il Dott. Peri, in occasione della sua audizione in data 6 dicembre 2006, ha rilasciato alla Commissione:
alla richiesta se ricorda l’incontro con Stolfi citato nella lettera Trillium, dopo aver consultato la sua agenda risponde: “L’ho annotato come faccio sempre, avvenne il giorno 5 settembre 2001 poco dopo le 14 e 30, erano presenti il sottoscritto, Alfieri, Stefanelli e il figlio di quest’ultimo. Io non conoscevo Stefanelli, quindi posso dire che quasi subii l’incontro” (pag. 5 dom. 12). Alla domanda se avesse incontrato qualche altro politico sammarinese risponde: “…..uno che ricordo è il Sig. Morri poi ho incontrato anche Gabriele Gatti”(pag. 7 – dom. 17).
Alla richiesta di precisare le circostanze, risponde:”……Gatti in due volte, la prima volta in occasione di una celebrazione in onore di Alcide De Gasperi a Roma, presso l’Hotel Holiday Inn, la data non la ricordo…..” (pag. 7 –dom.18). Alla richiesta di illustrare l’occasione del secondo incontro, risponde: “sempre a Roma, nel giorno 1° agosto 2000 alle ore 12,15 presso l’hotel Eden” (pag. 7-dom. 19).
Alla richiesta di spiegare di che cosa si parlò in quell’occasione dice: “Dovevo consegnare a Gatti una lettera da parte della Trillium” (pag. 7-dom. 20). Alla domanda se consegnò materialmente la lettera di accredito a Gatti all’Hotel Eden risponde: “Gliela consegnai, eravamo solo noi due” (pag. 11-dom.27). A tale proposito il Capogruppo Gatti, nel corso della sua audizione, alla domanda se ha avuto rapporti diretti o indiretti con il Sig. Alfieri, risponde: “no” (pag. 4 – dom.15) e se ha avuto rapporti con rappresentanti o delegati della Trillium risponde: “non conosco quali possano essere persone delegate o rappresentanti della Trillium” (pag.4-dom.16).
Alla domanda se conosce il Dott. Peri, risponde: “l’ho sentito citare. Penso di non averlo mai incontrato. Dico penso, perché essendo stato responsabile degli Esteri per 16 anni potrei averlo incontrato. Oggi sinceramente non mi risulta”(pag.5 – dom. 18).
A seguito di insistenze sull’argomento risponde nuovamente: “non ricordo” (pag.5-dom.19).
 Per avere un quadro ancora più corretto per capire il percorso che il documento Trillium Gaming ha avuto fino in Consiglio Grande e Generale assume estrema rilevanza  l’audizione, di fronte alla Commissione in data 18 gennaio 2007, del Consigliere del P.D.C.S., Rosa Zafferani. Nel corso di quella audizione viene chiesto al teste se conferma quanto apparso sulla stampa locale in relazione ad una sua affermazione riguardo ad un foglio, recante il nome di Mario Scaramella, visto durante una seduta del Consiglio Grande e Generale. Il Consigliere Zafferani risponde: “sì confermo” (pag. 2-dom.1). Alla richiesta di precisare risponde: “era un foglio che accompagnava il documento della Trillium a firma Mario Scaramella” (pag. 3 – dom. 2). Viene chiesto inoltre al Consigliere Zafferani se, nel momento in cui ha visto tale foglio, abbia richiesto delucidazioni. Risponde: “Io le ho chieste in ambito di Partito ed è a seguito di tali richieste che è apparso successivamente l’articolo di giornale”(pag. 3-dom. 4). Alla richiesta di precisare a chi era indirizzato, se ad una persona o al Partito, risponde: “no era un foglio bianco…..Mi è saltata all’occhio la firma perché era un nome che conoscevo” (pag. 4 – dom. 5). Si chiede al teste se questo foglio l’ha visto solo in Consiglio o in altro luogo. Risponde: “ l’ho visto solo in Consiglio. Aggiungo che questo foglio è stato piegato, appoggiato sullo scranno su cui noi siamo seduti ed è stato strappato il pezzo in cui compariva il nome in questione” (pag. 4 – dom. 7). Alla domanda su chi fosse l’autore dello strappo, risponde: “Il Consigliere che allora aveva il posto a fianco al mio” (pag. 4 – dom. 8). Alla richiesta di indicare il nome risponde: “il Capo Gruppo Gabriele Gatti” (pag. 5 – dom. 9).
A questo punto emerge con chiarezza che il collegamento  che unisce la vicenda di questi  documenti e il loro utilizzo  in Consiglio Grande e Generale ha un nome e un cognome: Mario Scaramella. Infatti il Sig. Mario Scaramella, attualmente agli onori delle cronache di mezzo mondo per vicende legate allo spionaggio internazionale, è stato oggetto di un ampio dibattito consiliare nella seduta del 16 dicembre 2006, terminato con l’approvazione di un ordine del giorno in cui si addossano pesanti responsabilità ad alcuni esponenti dell’opposizione per aver chiesto collaborazione allo stesso Scaramella, al fine di destabilizzare l’attuale quadro politico. Dal dibattito Consiliare è poi emerso che, nonostante il Congresso di Stato non avesse dato corso alla ipotesi di collaborazione con Mario Scaramella e la stessa Gendarmeria ne avesse successivamente inibito l’ingresso in territorio sammarinese, sono continuati incontri tra lo stesso e alcuni esponenti politici. A tale riguardo è balzata nell’ambito delle cronache consiliari e, in via anticipata, su qualche testata locale la notizia di un incontro presso l’Aeroporto internazionale di Miramare di Rimini tra Mario Scaramella, Gabriele Gatti, Pier Marino Menicucci, Claudio Podeschi e Fiorenzo Stolfi. Nei giorni antecedenti la seduta consiliare lo stesso Stolfi dichiarò di aver preso parte all’incontro, mentre i dirigenti democristiani hanno evitato di fare chiarezza attorno all’episodio e, anzi, sia in una riunione di Partito preparatoria al dibattito in questione sia in una conferenza stampa, gli stessi hanno smentito la loro partecipazione all’incontro di Miramare. Questo quadro generale ci permette di toccare con mano l’abilità e il piano di relazioni che Mario Scaramella aveva a San Marino. Ciò è utile a chiarire ulteriormente il suo ruolo e i suoi legami con la vicenda oggetto dell’indagine della Commissione. Egli infatti conosce Alfieri, che ha scritto la lettera Trillium; conosce e collabora attivamente con l’Avv. Penders, dello Studio Legale Penders di Washington, che ha richiesto la lettera ad Alfieri; conosce e collabora con l’Avv. Sergio Falcone, che ha ricevuto dall’Avv. Penders la lettera da consegnare a Gabriele Gatti (vedi documento Ordine degli Avvocati di Napoli (all. 18) e articolo sul Sole 24 Ore del 10 gennaio 2007 (all. 19)); conosce e collabora (vedi lettera inviata da Gatti alla  Commissione Mitrokin su richiesta di Scaramella e incontro  all’Aeroporto di Miramare) con Gatti, che ha consegnato la lettera al Consiglio Grande e Generale. E’ persino superfluo sottolineare il rapporto e la collaborazione tra Mario Scaramella e il Senatore Guzzanti, in quanto lo stesso Scaramella aveva un ruolo di consulente all’interno della Commissione Mitrokin, presieduta da Guzzanti. In ultima istanza è illuminante un verbale della riunione, svoltasi in data 13 luglio 2006, della Commissione Privacy e Security del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, pervenuto in forma anonima ad alcuni membri della Commissione (all. 18),  ma presente su internet fino a qualche tempo fa all’indirizzo: www.ordineavvocati.napoli.it dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, che aiuta a comprendere il percorso del documento Trillium. Il verbale mette nero su bianco i nomi degli Avv.  M. J. Penders, Sergio Falcone e del Prof. Mario Scaramella, legati da un rapporto con la American Bar Association.   Ecco quindi che il cerchio si chiude ed evidenzia l’esistenza di un gruppo di azione che, con il coordinamento di Mario Scaramella, era dedito, come ampiamente emerso sulla stampa nazionale e internazionale, alla creazione e alla elaborazione  di dossier falsi e costruiti ad arte per interessi particolari.
 
CASINOS AUSTRIAI rapporti e i contatti tra politici sammarinesi e la Società Casinos Austria hanno avuto un peso importante all’interno dei lavori della Commissione d’inchiesta. Da quello che si evince sulla base delle audizioni sviluppate e dai documenti pervenuti all’attenzione dei commissari, il quadro che si presenta ai nostri occhi è quello di un rapporto tra questa società, che si è articolato in maniera chiara con Partiti, esponenti politici di primo e secondo piano e professionisti. La cosa da sottolineare è che, con questo continuo lavorio in termini di contatti, non c’è mai stata la necessaria trasparenza verso un tema che, per la sua portata, esso  avrebbe dovuto avere. In modo particolare per il fatto che, pubblicamente, in quegli anni, nessun Partito, né tanto meno nessun Esecutivo, poneva la realizzazione della casa da gioco tra le proprie priorità. Lo stesso Alvaro Selva, nel corso della audizione tenuta di fronte alla Commissione il 22 novembre 2006, afferma: “ho avuto moltissimi rapporti di consulenza e professionali con la Casinos Austria. Se ancora non si è capito bene, io ho fatto, a loro favore, l’attività  lobbystica. Si tratta di rapporti che io considero leciti e pertinenti” e più avanti continua dicendo che: “sono al corrente di rapporti instaurati da altri con l’organizzazione Casinos Austria. Rapporti che io considero leciti e non censurabili” (pag. 12 – doc. 29). Selva inoltre aggiunge, in una seconda audizione tenutasi il 27 dicembre 2006: “….come dicevo in precedenza rapporti con Casinos Austria sono stati tenuti non solo dal sottoscritto ma anche da organizzazioni politiche e rappresentanti della Repubblica di San Marino. Mi risulta che nel dicembre 2000 sia stata organizzata una visita in Austria del P.D.C.S., su invito del Partito Popolare Austriaco, per una “collaborazione sul livello politico e turistico” con visita organizzata al casinò di Baden. La delegazione recatasi all’incontro era composta dal Presidente Benedettini, Ugolini e Podeschi. Nella primavera 2001, in occasione di un concerto organizzato a San Marino da Casinos Austria, il progetto casinò fu presentato ufficialmente al Ministro degli Esteri Gatti e al Ministro delle Finanze Galassi. Nell’autunno 2001, il Segretario Gatti si recava ufficialmente a Vienna per un incontro con il Ministro degli Esteri Ferrero Waldner e rappresentanti del Partito Popolare Austriaco. Gatti in tale occasione, espresse assenso all’iniziativa. Sono in possesso di dichiarazioni rese dal Segretario Gatti alla televisione austriaca di cui produco – tradotto in cattivo italiano- il relativo estratto” (all.n. 3). Nella seduta del 19 dicembre 2006 l’Ing. Luigi Carnacina, alla domanda con quali persone o forze politiche aveva avuto contatti, risponde: “con una sola forza politica ebbi contatti: la Democrazia Cristiana. Per quanto riguarda le persone, il primo personaggio incontrato fu il Presidente della Democrazia Cristiana Benedettini. Poi Ugolini, Podeschi, Gatti- venuto anche in Austria- e anche il Sig. Lonfernini”. Precisa: “Anzi era Segretario.” (pag. 4 – dom. 8-9). Il Dott. Luciano Bollini, Coordinatore del Dipartimento Affari Esteri (Segreteria di cui allora era responsabile politico Fiorenzo Stolfi) sentito dalla Commissione il 27 dicembre 2006, risponde alle domande dei Commissari. “Il 5 o 6 febbraio del 2003 sono stato in Austria su incarico del Segretario di Stato a seguito di un invito non so da chi formulato, a recarmi presso Casinos Austria (pag. 2 – dom. 4). Si chiede  al Dott. Bollini da chi era composta la delegazione e se agli incontri era presente l’Avv. Selva, risponde: “nel 2003 c’ero io. Nell’incontro era presente anche l’Avv. Selva, presentatomi come consulente di Casinos Austria. Non ebbi modo di dubitare di ciò” (pag. 4- dom. 10).
A tale proposito è doveroso ricordare che questa missione provocò all’interno della maggioranza di governo del tempo, costituita dal P.D.C.S. e dal P.S.S., una fase di fibrillazione politica culminata con la richiesta del Segretario del P.D.C.S., Giovanni Lonfernini, di una verifica di governo, poiché il tema oggetto dell’incontro non era all’ordine del giorno degli indirizzi dell’esecutivo né rientrava nell’accordo politico tra i due Partiti. Proprio per questo è importante citare un documento (all. 11) che l’Ing. Carnacina aveva inviato a Lonfenini, su sua richiesta, dove si ripercorre la cronologia dei contatti e delle relazioni intercorse tra esponenti di primo e secondo piano del P.D.C.S. con la Casinos Austria. Questo dimostra che il Segretario Politico di allora del mio Partito era stato tenuto all’oscuro rispetto ai contatti e alle relazioni, che altri rappresentanti dello stesso Partito intrattenevano con la società Casinos Austria.
                                                                                                                
 
DOCUMENTO SELVA-FREEMANFra i documenti giunti anonimamente alla Commissione, un posto di rilievo spetta al cosiddetto documento “Selva-Freeman” (all.5). Trattasi di una copia di un documento redatto su carta intestata dello Studio legale Selva, che potrebbe lasciare supporre l’esistenza di un mandato alla realizzazione di un casinò a San Marino. E’ Selva che millanta o il mandato esiste davvero? La Commissione non è stata in grado di rispondere a questo quesito. Tra l’altro non sono emerse transazioni finanziarie che potessero giustificare il passaggio oneroso di diritti o quote. Quindi a cosa serviva tale documento? Perché è stato redatto in quella forma? Il silenzio sull’argomento da parte dell’Avv. Selva non ci ha permesso di dare risposte a tali domande. Anche la deposizione dell’Ing. Carnacina su tale aspetto è apparsa debole nelle spiegazioni e contraddittoria in alcuni punti. L’Ing. Carnacina, a proposito del documento, dice: “ricordo tale dichiarazione, risalente al 1999 e ricordo bene il testo vero che era in inglese, successivamente da me tradotto in italiano. Mi sembra manchi qualcosa. Ricordo che doveva essere una dichiarazione che consentiva all’Avv. Freeman, mio carissimo amico come l’Avv. Selva, di fare vedere alla sua struttura negli USA l’esistenza di un rapporto di lavoro serio con un suo pari grado, operante nel territorio della Repubblica di San Marino e in grado di operare con lui alla realizzazione di un progetto a cui entrambi tenevano tantissimo. Se c’è un errore nella traduzione temo di doverlo imputare a me stesso: è la traduzione di una lettera in inglese, che può darsi abbia delle parole che non sono esattamente quelle che dovrebbero essere” (pag. 2 – dom. 4). Un commissario chiede: “Lei dice che questo documento è rapportabile ad una sorta di relazione tra professionisti. Le sembra normale che si faccia riferimento ad uno Stato? E che si faccia riferimento agli eredi e agli assegnatari?”. Carnacina risponde: “Ci metta un e siamo a posto. Tutto quello che veniva scritto da Freeman prevedeva questa frase, che prevedeva la trasmissione agli eredi. Secondo me o non l’ho tradotto io bene o non si tratta della stessa cosa” (pag.10 – dom. 34). Viene chiesto se il testo lo ha redatto Freeman. La risposta è: “l’originale lo ha fatto Freeman, io l’ho tradotto” (pag. 13 dom.49). Alle considerazioni di un commissario, che evidenziava la contraddizione fra la pignoleria della indicazione dei dati identificativi (n. passaporto) dell’Avv. Freeman rispetto alla genericità del documento firmato, Carnacina risponde: “Quello che lei dice ha molta logica e lo condivido. Credo che potremmo dare una risposta se invece di tradurre una parola come “mandato” ricorressimo ad un’altra parola come ad esempio “intenti o finalità” (pag. 14 – dom. 52). Inoltre al testimone si chiede se le modalità di redazione del documento siano normali: “ il punto fondamentale che ho tentato di spiegare è il  seguente: a Freeman interessava dimostrare che aveva rapporti con un soggetto identificato – identificato tramite carta intestata – così si è raggiunto l’obiettivo dell’accordo. Quindi a questo punto se lei sostituisce la parola “accordo” con il termine “rapporto” è a posto”  (pag. 15-dom. 57). Quale finalità dunque aveva questo documento? La deposizione dell’Ing. Carnacina non ha fornito elementi di chiarezza e i dubbi posti dallo stesso sulla traduzione del documento sembrano contraddittori rispetto alla disinvoltura con la quale l’Ing. Carnacina operava abitualmente come interprete in tutti gli incontri  dell’Avv. Freeman e come traduttore dei documenti dello stesso Freeman.
Infine il collegamento dell’Avv. Selva con alcuni testimoni (Peri, Carnacina) incontrati da Selva anche immediatamente prima dell’audizione in Commissione è quanto meno discutibile e inopportuno.
 
CONCLUSIONI 
La premessa d’obbligo è che le valutazioni che possono emergere dai lavori della Commissione sono esclusivamente di carattere politico. E da questo punto di vista la prima considerazione che emerge è che un gran numero di persone: politici, professionisti, faccendieri e semplici cittadini si sono occupate negli anni della questione casinò e hanno attivato relazioni, incontri, viaggi ecc. per veicolare i vari progetti di fattibilità. Tra questi un ruolo centrale lo ha svolto l’Avv. Selva, che ha sviluppato, come da lui stesso dichiarato, un’ ampia azione di lobby per far maturare la possibilità di insediamento di un casinò a San Marino. Tale azione si è esplicitata negli anni senza soluzione di continuità sia con rapporti con la Trillium Gaming inc. che con la Casinos Austria. E’ apparso chiaro dalle indagini della Commissione che il Dott. Valentino Peri e i sui collaboratori nonché l’Avv. Selva sono stati destinatari di somme di denaro da parte della Trillium, per il pagamento delle loro prestazioni professionali, che dall’Avv. Selva non risultano mai segnalate, per i relativi obblighi fiscali, agli Uffici competenti. Non sono emersi pagamenti diversi a favore di politici o altri personaggi sammarinesi; a tal proposito, alla richiesta di sapere se negli incontri con politici sammarinesi ci fossero mai state da parte loro promesse o garanzie in merito all’apertura di un Casinò, il Dott. Valentino Peri risponde: “Nessuno ha mai fatto garanzie o promesse. Dissero solo che avrebbero fatto verifiche in proposito. Né sono stati mai, per quanto di mia conoscenza, distribuiti denari a chicchessia” (pag.17-dom.53). Dalle varie audizioni non sono emerse promesse da parte di politici per l’apertura di un Casinò a San Marino, anche se và rilevato che  numerosi sono stati gli incontri tra vari membri di Governo al tempo dei fatti e rappresentanti di potenti società di gestione di Casinò.
A conclusione dei lavori della Commissione è necessario far risaltare la preoccupazione e lo sdegno per le numerose azioni di disturbo e le fughe di notizie che la Commissione ha dovuto subire, mettendo in discussione la sua credibilità e in certi momenti la possibilità di portare a termine i suoi lavori. Già dalle prime riunioni, e in particolare a seguito di alcune audizioni, si erano verificate violazioni del segreto istruttorio, che avevano portato alcuni Commissari ad inoltrare un esposto alla Magistratura. Ma l’episodio della bozza di relazione inviata (per errore?) dall’Avv. Selva agli organi di stampa, contenente stralci di audizioni effettuate dalla Commissione, è inaccettabile e indicativo del degrado raggiunto dalla politica sammarinese. Che uno dei personaggi oggetto dell’indagine fosse in possesso di tutti gli elementi utili per confezionare una relazione finale della Commissione è inaudito e mi auguro sia oggetto di una attenta indagine giudiziaria, volta a smascherare i responsabili. La questione è stata comunque oggetto di un lungo dibattito consiliare, conclusosi con un ordine del giorno concordato fra maggioranza e opposizione, che ha permesso di proseguire i lavori della Commissione e di giungere alla stesura delle relazioni finali.
Il ruolo centrale svolto in questa vicenda dall’Avv. Alvaro Selva non può e non deve, comunque, esimerci dal segnalare e sottolineare altre presenze e altre intromissioni in diversi passaggi, che hanno riguardato l’ipotesi di costituzione di una casa da gioco a San Marino. Il fatto che Mario Scaramella, come ho spiegato sopra, abbia svolto funzioni di intermediazione a più livelli e in diversi ambiti politici e professionali, ci fa presumere un suo interesse non marginale, o comunque favorevole, al buon esito delle trattative. E Mario Scaramella è stato colui che ha incontrato a più riprese, sia prima sia dopo la vicenda londinese dell’avvelenamento della ex spia del KGB, Aleksandr Litvinenko, e fino a poco prima del suo arresto, alcuni uomini politici di primo piano di questo Consiglio Grande e Generale e del Partito a cui appartengo, che, guarda caso, sono gli stessi che hanno prodotto i documenti della Trillium e del Senatore Guzzanti nella seduta consiliare del 27 luglio 2006. Da qualcuno queste coincidenze potrebbero essere considerate irrilevanti, ma i teoremi hanno sempre una  logica e, in questa sede, a me interessa quella politica, che a chiunque sia dotato di un pizzico di buon senso appare in tutta la sua dimensione perversa e destrutturante. E non c’è solo questo aspetto e neppure ci sono solo questi personaggi. Le missioni in Austria per la questione casinò sono state numerose e frequenti e non poche persone, che fino ad oggi si sono erette a moralizzatrici e hanno proclamato a più riprese la loro estraneità, risultano avervi partecipato o esserne state mandanti, magari attraverso gruppi di lavoro congiunti istituiti finanche con delibere del Congresso di Stato, in particolare la n. 4 del 17 ottobre 2002. Così come non pare del tutto sincera la virtuosità di chi indice crociate in favore della moralità e poi, magari, si reca a  metà strada fra Roma e San Marino per incontrare alcuni faccendieri interessati, per conto terzi, alla realizzazione di un casinò a San Marino.
Il limite penalizzante per i lavori della Commissione è stato rappresentato,  e  forse non poteva essere diversamente, da due opposte posizioni politiche: una di maggioranza e l’altra di opposizione, che hanno lavorato principalmente per dimostrare dei teoremi precostituiti e poco si sono preoccupate  di inseguire, con ogni mezzo e anche a  discapito di interessi partitici, la verità. E’ principalmente per questa ragione,  anche se non è la sola, che io, pur essendo stato designato dal Gruppo del P.D.C.S., ho ritenuto giusto presentare autonomamente questa relazione.
Ora le varie relazioni su quanto emerso dai lavori saranno oggetto di un dibattito in Consiglio Grande e Generale per le considerazioni politiche, al quale mi auguro faccia seguito l’invio di tutto il materiale al Tribunale Unico per quanto di sua eventuale competenza.

                                                          (Pier Marino Mularoni)

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San Marino, 12 febbraio 2007

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