Respinta procedura d’urgenza per Carisp San Marino. Valentini (Finanze) amareggiato

Il Consiglio grande e generale non ha approvato la procedura d’urgenza
per l’assestamento di bilancio che comprendeva la ricapitalizzazione

della Cassa di risparmio. Era necessario raggiungere la maggioranza dei
due terzi (39 voti favorevoli), ma i sì sono stati solo 3
2. Il
provvedimento di legge necessita così della seconda lettura.

Il Segretario alle Finanze, Pasquale Valentini, non ha nascosto la sua delusione per il risultato della votazione.

Il
presente provvedimento nasce dall’esigenza ampiamente condivisa con
tutte le forze politiche di individuare idonei strumenti per consentire
un’efficace ripatrimonializzazione della Cassa di Risparmio della
Repubblica di San Marino, primaria banca del Paese che, per effetto
delle dinamiche legate alle vicende giudiziarie italiane del Gruppo
Delta, ha subito negli ultimi anni un importante ridimensionamento
patrimoniale. Il governo è arrivato all’individuazione di una soluzione
che potrà consentire un’efficace e rapido intervento di rafforzamento
patrimoniale della banca.

Tale soluzione prevede la concessione da parte
dello Stato di un finanziamento alla Fondazione San Marino Cassa di
Risparmio Sums pari a 60 milioni di euro, finalizzato a un aumento di
capitale della Cassa di pari importo. L’intervento consentirà, assieme a
un ulteriore aumento di 20 milioni a carico della stessa Fondazione e
della Sums, un incremento patrimoniale della banca di 80 milioni. Lo
Stato acquisirà mezzi finanziari per un pari ammontare attraverso
l’accensione di un contratto di mutuo con la Banca centrale, o in
alternativa, con primario istituto sammarinese o estero.
Stante la
natura dell’intervento si rende quindi necessaria una variazione del
bilancio dello Stato che prevede l’adeguamento dei pertinenti capitoli
di entrata e in uscita per le somme necessarie a consentire, sia
l’erogazione del finanziamento, sia l’acquisizione dei mezzi finanziari.

La variazione proposta prevede la riduzione di alcuni stanziamenti che
consentirà di mantenere inalterato l’ammontare del deficit previsionale
2012. L’operazione rappresenta un intervento ponte necessario ad
accompagnare la nostra banca più antica verso un nuovo corso. Come
sottolineato anche dal Fondo monetario internazionale nel corso
dell’ultima missione, il rafforzamento patrimoniale della Cassa
rappresenta un’operazione di sistema. Da sola la banca rappresenta per
dimensioni e numeri il 30% dei volumi del mercato finanziario interno e
la sua clientela è pari al 55% della clientela residente. Questi valori
denotano l’importanza della solidarietà patrimoniale dell’istituto che,
senza gli effetti negativi della vicenda Delta, sarebbe oggi, anche dopo
il forte drenaggio di liquidità provocato dallo scudo fiscale italiano
del 2009, l’istituto con i più ampi margini di performance.
Il Consiglio
ha affrontato più volte il tema della ricapitalizzazione della Cassa di
Risparmio e specifici ordini del giorno votati con ampio consenso hanno
dimostrato la sensibilità di quest’Aula al tema e la volontà di
procedere con interventi concreti come raccomandato dallo stesso Fondo
monetario. La relazione si concludeva con l’invito ad approvare la
procedura d’urgenza che non c’è stata.
Mi rammarica, se pensate che
non c’erano le condizioni per procedere d’urgenza, evitavamo di perdere
tempo. Non avremmo dato questa sensazione alla Cassa che il Consiglio
grande e generale non ritiene urgente l’intervento.
Si dovrà procedere
quindi i due passaggi della prima e seconda lettura, mi auguro non sia
un elemento che possa compromettere il percorso di rilancio della Cassa
di Risparmio.
Mi rincresce si sia scelto come argomento di scontro
politico un tema che richiedeva un altro tipo di responsabilità.

 

Vedi resoconto Agenzia Dire-Torre1

 

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