Rifiuti, a San Marino 54mila tonnellate in 10 anni. Accordo con la Regione. Il Resto del Carlino

Bologna, 14 dicembre 2011 – Via libera in commissione al nuovo dell’accordo
tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San
Marino
, che regola l’esportazione dei rifiuti prodotti
sul Titano nelle province di Forlì-Cesena e
Rimini. Un’intesa che quantifica in 54.000 tonnellate
all’anno
la quantità di immondizia che da San Marino sarà conferita
agli impianti emiliano-romagnoli nei prossimi 10 anni. L’accordo è infatti
valido cinque anni ed è rinnovato automaticamente per un ulteriore quinquennio
(a meno di disdette o mancato rispetto degli impegni assunti). Sul totale dei
rifiuti che passano da San Marino all’Emilia-Romagna, 22.000 tonnellate sono
quelle da smaltire (di cui 16.000 di rifiuti da raccolta indifferenziata) e
32.000 sono invece le tonnellate da avviare al recupero. Il tetto delle 54.000
tonnellate all’anno, comunque, può essere modificato per un massimo del 20%
tenendo conto, però, della disponibilità degli impianti di smaltimento.

 

Dal canto suo, la Repubblica di San Marino si impegna a fornire
all’Emilia-Romagna una “relazione annuale che evidenzi i quantitativi di rifiuti
esportati nel territorio regionale”.  Inoltre, il Titano garantirà la
“tracciabilità della gestione dei rifiuti,
dalla produzione alla
raccolta”, e l’approvazione di un piano di gestione dei rifiuti urbani e
speciali “anche mediante l’istituzione di un’Autorità”. La Repubblica di San
Marino arriverà poi ad attivare un “centro di raccolta e pretrattamento, situato
sul proprio territorio”, mettendo in campo “azioni di coordinamento, in caso di
particolari tipologie di rifiuti legate al diffuso consumo, che possano renderne
piu’ efficace e sicuro il recupero”.

 

La nuova intesa è resa necessaria dal fatto che il Titano “non ha, ad
oggi, la possibilità di disporre autonomamente di idonei impianti di smaltimento
e/o recupero”,
si legge nella delibera approvata dalla Giunta Errani lo
scorso 7 novembre e dalla commissione Affari istituzionali ieri.
Al
contrario, l’Emilia-Romagna “è provvista di impianti di smaltimento e recupero
di rifiuti in grado di gestire i quantitativi di rifiuti prodotti” sul Titano.
Tra l’altro, con un precedente accordo del 2008 anche i rifiuti speciali,
compresi quelli pericolosi, vengono portati da San Marino agli impianti
emiliano-romagnoli per i trattamenti di smaltimento e recupero.
L’accordo
entrerà in vigore solo dopo la ratifica definitiva da parte dell’Assemblea
legislativa dell’Emilia-Romagna.

 

Fortemente contrario il Movimento 5 stelle, che ad opera del consigliere
regionale Giovanni Favia ha presentato sul tema un’interrogazione alla
Giunta. I grillini sostengono che “a fronte di obblighi assunti dalla
Regione, non si riscontra da parte della Repubblica di San Marino alcun impegno
certo in materia di riduzione dei rifiuti, di raccolta differenziata anche col
porta a porta e preselezione-riciclo-compostaggio tramite impianti propri”.
Le province dell’Emilia-Romagna, del resto, “sono tenute a raggiungere
il 65% di raccolta differenziata- sottolinea Favia- mentre a San Marino è
addirittura consentito l’aumento del 20% dei rifiuti solidi urbani”. Inoltre,
denuncia il grillino dando voce anche ai comitati di cittadini della Valle Uso,
“alla Repubblica di San Marino non si fa obbligo di alcun contributo nonostante
utilizzi gli impianti di smaltimento della zona”.

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