Riflessioni sulla consultazione referendaria. Partito Socialista

Il Partito Socialista, nel prendere atto dei risultati della consultazione referendaria svoltasi domenica scorsa, intende compiere alcune riflessioni di carattere politico.

In primo luogo è doveroso mettere in evidenza, in termini assolutamente positivi, il dato relativo all’affluenza. La grande partecipazione popolare al voto di domenica, infatti, dimostra il senso civico e l’attaccamento alle istituzioni del popolo sammarinese, che anche in questa occasione ha voluto incidere direttamente in scelte di indiscutibile peso per il presente e il futuro del Paese, esprimendo il proprio orientamento con estrema chiarezza.

In tal senso non si può non rilevare la disfatta del partito della scheda bianca. Gli elettori di fatto hanno manifestato di non comprendere le posizioni ambigue messe in campo da chi, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, ha cercato di camuffare le profonde divisioni all’interno della maggioranza su un tema, come le modalità con cui procedere nel percorso di integrazione con l’Unione Europea, di importanza strategica.

Se ci è permesso un velo di ironia, si può affermare che, per la coalizione San Marino Bene Comune, la coesione politico-programmatica è solo un dettaglio (!).

Per quanto riguarda il referendum salva-stipendi sono incontestabili due elementi:

– la massiccia vittoria del SI che non ha raggiunto il quorum solo per una manciata di voti e che in realtà lo avrebbe raggiunto se fosse stata in vigore la nuova legge in materia referendaria approvata pochi mesi fa dal Consiglio Grande e Generale;

– gli effetti negativi sul raggiungimento del quorum prodotti da una subdola campagna sotterranea per il NO.

In conclusione alcune considerazioni sul referendum propositivo per la presentazione della domanda di adesione all’Unione Europea.

Il Partito Socialista, essendosi speso pubblicamente per il SI, non è soddisfatto dell’esito complessivo. Ma è necessario rispettare fino in fondo la volontà popolare.

L’auspicio è che questa tornata referendaria rappresenti un punto di partenza e non un punto di arrivo. E’ infatti indispensabile che il tema dell’integrazione europea rimanga al centro del dibattito politico e pubblico, dato che è la realtà quotidiana a dimostrarci che con l’Unione Europea ci dobbiamo costantemente misurare e confrontare. Pertanto deve proseguire la campagna di informazione e di coinvolgimento popolare su questo argomento, avviata nel corso della campagna referendaria.

Il Partito Socialista, in questa ottica, vigilerà nelle sedi istituzionali preposte sull’azione della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri affinché non ci siano ritardi e tentennamenti nel portare avanti il percorso di una maggiore integrazione di San Marino con l’Unione Europea.

Si attendono risultati concreti. Il Paese non se ne fa nulla dei soliti slogan fumosi.

 

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