Rimini. 33enne continuava a spacciare anche durante gli arresti domiciliari: arrestato dai carabinieri. Corriere Romagna

Corriere Romagna: I lavori socialmente utili del pusher: spacciare /
Catturati all’alba di ieri Antonino Matteo Saccà e il suo braccio destro Eddin Badr Begdouri /
Segnalata dai carabinieri al prefetto una ventina di consumatori di hashish e cocaina

RIMINI. Qualcuno il tintinnio di manette l’ha solo udito in lontananza mentre dava il là alla latitanza che tutt’ora continua. Altri, dopo aver conosciuto le patrie galere, hanno deciso che anzichè farsi e spacciare era meglio guadagnare da vivere con un lavoro normale. Pensieri, questi ultimi, che non hanno minimamente sfiorato Antonino Matteo Saccà, 33 anni. Lui ha continuato a spacciare anzi ha incrementato il suo giro, approfittando anche di un po’ troppa indulgenza. Catturato nel 2012 perchè individuato dai carabinieri del Reparto operativo di Rimini e dal pubblico ministero Davide Ercolani come uno dei principali attori dell’operazione Ceres, come se nulla fosse, dopo un breve soggiorno ai Casetti, si è subito rimesso a spacciare appena ottenuti gli arresti domiciliari. Dettaglio sfuggito a qualcuno se è vero che un giudice di sorveglianza gli ha pure concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali. Per questo gli stessi investigatori dell’Arma che 18 mesi fa lo avevano catturato, armati di un altro provvedimento restrittivo chiesto sempre dal pm Ercolani e firmato dal giudice Fiorella Casadei, ieri l’hanno “sbrandato” all’alba. (…)


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