Rimini. Dannoso fingere che la mafia non ci sia. Gnassi a margine dell’inchiesta Aemilia

Dichiarazione del sindaco di Rimini Andrea Gnassi sulla mafia in relazione all’inchiesta Aemilia 
“Non è vero che la mafia non c’è. C’è a Rimini come c’è ormai ovunque, spesso invisibile nelle forme di oggi. Se c’è una cosa di cui essere orgogliosi è avere in questi anni, come istituzioni, cambiato l’approccio, lavorato per un cambio culturale e di lettura. Parlare di mafia e dire che c’è fa bene al turismo perché è la premessa culturale per combatterla meglio. Non parlarne perché fa male al turismo è sbagliato e dannoso.
L’inchiesta ‘Aemilia’ sulla penetrazione e sulle ramificazioni della criminalità organizzata e mafiosa nel territorio emiliano romagnolo non si limita ‘solo’ a rappresentare un nuovo salto di qualità nel fondamentale lavoro investigativo compiuto sinergicamente da forze dell’ordine e procure. Toglie finalmente i paraocchi, gli alibi e le ipocrisie a chi sino a ieri rifiutava di vedere, sentire, leggere, mettere in fila gli episodi, i fatti, le inchieste che da anni punteggiano i nostri luoghi, le nostre città. Basta dare una rapida occhiata allo splendido lavoro di archiviazione e documentazione fatto dalle persone e dai ragazzi che animano l’Osservatorio provinciale sulla criminalità organizzata e per la diffusione di una cultura della legalità per rendersi conto che da tempo si è passati dalla minimizzazione del ‘caso isolato’ alla gravità di una ‘manifesta perforazione’ del tessuto economico regionale.
Le indagini e i sequestri che anche quest’oggi sono riportati dalle cronache locali sono, per chi abita nel territorio riminese, un invito a non fermarsi nel picconare quel muro di omertà, spesso fraintesa in ‘difesa dell’immagine’, che negli ultimi anni ha convinto finalmente le istituzioni a guardare ‘il mostro’ in faccia. L’Osservatorio- un unicum per il panorama non solo emiliano romagnolo- è il frutto di questa nuova e responsabile coscienza, così come i protocolli d’intesa sottoscritti sul fronte della sicurezza degli appalti e le tante iniziative di sensibilizzazione portate avanti anche negli istituti scolastici dalle forze dell’ordine. C’è soprattutto una rete civica di associazioni, composta da tante ragazze e ragazzi riminesi, che ha fatto e continua a operare nel quotidiano perché l’attività di documentazione e ricerca diventi il terreno fertile su cui seminare un cambio deciso di consapevolezza, cultura e impegno.

Quanto fatto negli ultimi anni adesso va espanso. Per questo è necessario che la politica, i partiti e le amministrazioni mettano al centro della propria azione- in ordine alle proprie competenze- il contrasto alla malavita organizzata, uscendo anche qui dalla genericità di troppi programmi. L’anno prossimo, in alcuni Comuni della provincia di Rimini, si svolgeranno elezioni amministrative. A mio modo di vedere, sarebbe molto utile, e segno di una svolta culturale in questo senso, che tutte le forze politiche e civiche che chiederanno fiducia ai cittadini condividano e offrano la stessa chiara piattaforma- senza ambiguità o relativizzazioni di sorta- rispetto al ‘tanto’ che ancora si può e si deve fare per combattere il ‘mostro’ che abbiamo in casa”.

[c. s. Comune di Rimini]


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