Rimini: Festival del Mondo Antico, quest’anno si parla di archeologia

Se il tema dell’ospitalità identifica Rimini, e la sua storia, nel mondo, è pur vero che l’atto dell’accogliere è da sempre, da Omero ad oggi, un valore fondamentale per ogni comunità.

L’ospitalità nei suoi tanti aspetti, nelle accezioni che accompagnano il rapporto con lo “straniero”, visto a volte come amico (hospes), a volte come nemico (hostis), esprime un confronto dialettico basilare per la consapevolezza della propria identità.

Sul tema scelto quest’anno dagli organizzatori del Festival del Mondo Antico l’archeologia ha molto da dire e lo fa contribuendo con sei interessanti incontri (tre per la sezione Approfondimenti e tre per Archeologi in missione) e una mostra, tutti in programma al Museo della Città di Rimini, in via Luigi Tonini 1.

La sezione “Approfondimenti” è aperta il 22 giugno dal Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Filippo Maria Gambari, che illustra come presso Celti e Liguri l’offerta di cibo e bevande fosse alla base dell’ospitalità cisalpina fin dalla protostoria.

Il 23 giugno, Daniela Scagliarini Corlaita conduce alla scoperta della villa romana, luogo dell’ospitalità per eccellenza dove il dominus, libero dai vincoli della vita urbana, organizzava incontri, stipulava accordi, riuniva intellettuali.

Nel pomeriggio Jacopo Ortalli tratta il tema dell’archeologia dello straniero, un excursus da cui trapela (ovviamente nei momenti di pace) una realtà di integrazione e libertà di movimento dello straniero, barbaro o nemico che fosse, per tanti versi invidiabile ancora oggi.

I tre incontri con gli “Archeologi in missione” invitano a riflettere su come il patrimonio culturale possa costituire fattore di sviluppo e opportunità di educazione, accoglienza, crescita economica e turistica.

Enzo Lippolis (22 giugno) racconta gli scavi della Missione Italiana a Gortina (nell’isola di Creta), una delle più importanti città del mondo antico, fulcro delle vicende cretesi e mediterranee per oltre due millenni, dal XIII sec. a.C. alla conquista araba dei primi decenni del IX sec. d.C.

Caterina Greco (23 giugno) illustra le iniziative di valorizzazione nella colonia greca di Selinunte, straordinario patrimonio archeologico, urbanistico e monumentale, scoperto nel Settecento dai viaggiatori del Grand Tour e ‘riscoperto’ oggi dal turismo culturale di massa.

Mario Luni (24 giugno) traccia il bilancio di un secolo di scavi, restauri e scoperte in Libia, soprattutto a Cirene, “Atene d’Africa”, dove sono venuti in luce monumenti dell’Agorà, i templi dorici di Zeus e di Demetra, nonché statue e materiali di età greca e romana.

Venerdì 22 giugno, infine, inaugurazione della mostra fotografica intitolata al “Mestiere dell’archeologo”, 40 immagini del fotografo Pierre Buch che raccontano una professionalità tutt’altro che scontata, fatta di studi e scavi, analisi e conservazione.

Realizzata nei cantieri di scavo di molti paesi europei, l’esposizione rimarrà aperta fino al 1° luglio.

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