Rimini. Grido d’allarme degli artigiani: non possiamo pagare la Tares. NQ di Rimini

Adriano Cespi – Nuovo Quotidiano di Rimini: Bugli: “E’ ora di tagliare la spesa pubblica”. Gardenghi: “Se salta il ceto medio produttivo, salta l’intero Paese” /
“Non ci sono i soldi per pagare la Tares” /
Grido disperato degli artigiani riminesi: sono previsti aumenti addirittura del 300%. Cna e Confartigianato chiedono un nuovo incontro col Comune: “Tassa da rimodulare”

RIMINI. Le imprese sono con l’acqua alla gola e lo Stato cosa fa? Aumenta le tasse”. E’ un grido d’allarme quello lanciato dagli artigiani riminesi, un urlo disperato, in vista della scadenza Tares, l’odiatissima Tassa per rifiuti e servizi che qui a Rimini va a sostituire la Tia, la tassa di igiene ambientale. Introdotta dal governo Monti col decreto ”Salva Italia”, la nuova gabella è entrata in vigore lo scorso gennaio. “E speriamo che qui a Rimini l’amministrazione la rimoduli in basso”, sottolinea il direttore della Cna, Salvatore Bugli “perché altrimenti le piccole aziende, si troveranno davvero in forti difficiltà nel trovare la liquidità per pagarla”. Non siamo ancora in autunno, ma i primi segnali di un rischio cortocircuito per il sistema economico italiano cominciano a farsi sentire. Anche in Riviera. “Speriamo che la giunta Gnassi sia lungimirante – afferma il direttore della Confartigianato, Mauro Gardenghi – e che ci ascolti prima di varare il conguaglio di dicembre. Tra Imu, Tares, appunto, e acconto d’imposta, il peso per i nostri imprenditori potrebbe diventare così grande da far saltare in aria molte piccole e medie aziende”. Dubbi, preoccupazioni, che minano quotidianamente il tessuto economico romagnolo. (…)


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