Rimini. Processo Loris Stecca: il pm Gengarelli chiede 5 anni. Corriere Romagna

Andrea Rossini – Corriere Romagna: «Accoltellò la socia per ucciderla ma non fu un gesto premeditato» / Il pm Gengarelli chiede cinque anni

Secondo il pm Gengarelli l’ex pugile accoltellò Roberta Cester, il 27 dicembre 2013 all’interno della palestra, con l’intenzione di ucciderla, ma senza premeditazione (un’aggravante che pesava come un macigno nel capo d’imputazione iniziale). Al culmine dell’esasperazione, in preda a un improvviso raptus, quel giorno il campione ha adottato la «soluzione finale più cruenta e tragica»: una coltellata «dall’effetto liberatorio che per lui rappresentava la fine di un incubo», di un malumore diventato insopportabile nel tempo. Consapevole della “micidialità” dell’arma quello che sul ring veniva definito il “mancino di Rimini” usò proprio la mano forte per infilzare la lama nella pancia della donna. Per Gengarelli, Stecca, quando si è ritrovato il coltello in pugno non ha avuto né il tempo, né lo spazio, né la lucidità per fare calcoli. Roberta Cester, aggredita alle spalle mentre era seduta al computer (e non di fronte), deve la vita solo al suo istintivo movimento (di sollevamento e torsione) che ha attenuato gli effetti del colpo, «sferrato alla cieca», oltre che all’immediatezza dei soccorsi. Dolo d’impeto, quindi. (…)

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