Rimini Riccione. Gli affari in nero di Alberto Verni. San Marino Fine Arts

Andrea Oliva di Il Resto del Calino Rimini:  La vita dorata di Alberto Verni
‘pendolare’ tra Riccione e Cortina
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La notizia arriva in ‘salotto’ come una bomba: la difesa degli amici

Antiquario e gioielliere, nel
‘salotto’ buono di Riccione, Alberto
Verni è di casa. Lo è fin da
quando cominciò a gestire l’allora
negozio di antiquariato della madre
di origini cattolichine che a
Riccione aveva deciso di vivere.
Così il figlio che per tanti anni ha
gestito il negozio nella centralissima
Galleria Viscardi, nel cuore di
viale Ceccarini. Un locale lasciato
solo poche stagioni fa quando è avvenuto
il definitivo passaggio alla
gioielleria affacciata sul viale. Sposato
in seconde nozze con una ampezzana,
ha due figli. In viale Ceccarini
stava passeggiando fino a
pochi giorni fa, come gli capitava
tutti gli inverni quando cominciava
a fare il pendolare tra Riccione
e Cortina D’Ampezzo dove Verni
è un nome che conta. A Cortina
ha il proprio negozio nel luogo
più rappresentativo del centralissimo
Corso Italia e negli ultimi
anni ha aperto un’altra gioielleria
sempre in zona centrale. Impossibile,
a Riccione, non conoscere
Verni

(…) L’imprenditore da tempo è
molto attivo nel mercato immobiliare.
Lo sanno bene a Riccione
dove, nella zona centrale, quella
più pregiata, sono innumerevoli i
negozi, gli appartamenti, attici e
palazzine che nel corso degli anni
sono stati accostati agli affari che
svolgeva Alberto Verni, incluso il
rinnovato hotel Ritz. Ed è qui,
nel cuore della Perla, che dal 2008
in poi l’imprenditore ha aperto
un vero e proprio contenzioso
con l’amministrazione comunale,
intenzionato a portarsi a casa un
pezzo pregiato della città: lo storico
palazzo del Turismo. Nel 2008
con la San Marino Fine Arts, di
cui era procuratore, aveva vinto il
bando per entrare in possesso del
palazzo del Turismo ottenendone
il godimento per 25 anni a fronte
di un canone di 250mila euro l’anno.
Ne voleva fare la casa di griffe
illustri in uno spazio concepito in
modo nuovo. Fu il sindaco Pironi
due anni fa a toglierlo di mano
con una delibera ad hoc, aprendo
un fronte legale con la società vincitrice
.

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