Rimini. Scomparsa di Renato Zangheri, la dichiarazione di Gnassi

Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi ricorda  Renato Zangheri, scomparso a Bologna all’età di 90 anni
 
“Renato Zangheri era un figlio di Rimini, la sua città d’origine che non aveva mai dimenticato e che non lo aveva mai dimenticato, nonostante la vita e la professione lo avessero portato in altri luoghi, Bologna e Roma in particolare.
Credo che il suo lungo percorso umano, intellettuale e politico possa essere ben sintetizzato nelle motivazioni per le quali, il 19 dicembre 2003, Zangheri fu insignito del più importante riconoscimento civico riminese, il Sigismondo d’Oro. ‘Per avere, negli anni, coniugato l’attività di studioso con l’impegno politico e civile. Per il suo elevato profilo storico divenuto punto di riferimento per generazioni e studiosi. Per la sua attività di pubblico amministratore che fra gli anni Settanta e Ottanta lo ha posto al centro del dibattito come autore e interprete di un modello riconosciuto a livello internazionale’.
 
Nato a Rimini il 10 aprile 1925, Renato aveva frequentato il liceo ‘Giulio Cesare’ prima di laurearsi a Bologna. Docente universitario; storico di fama internazionale; punto di riferimento intellettuale per generazioni di studiosi; abbracciò l’impegno politico e civile, diventando deputato e sindaco di Bologna, negli anni in cui il capoluogo emiliano veniva indicato dalla stampa internazionale come modello di efficienza amministrativa e all’avanguardia nell’offerta dei servizi ai cittadini.
 
Renato Zangheri si trovò, come pubblico amministratore, a gestire una fase tormentata, difficile, drammatica della vita nazionale: la strage del 2 agosto alla stazione di Bologna, il DC9 partito dall’aeroporto petroniano e caduto a Ustica, le tensioni e le violenze di anni bui. E lo fece con enorme determinazione, sensibilità e senso di responsabilità, riuscendo a tenere la barra a dritta nell’interesse della comunità e nel nome di una politica fatta di passione etica, di studio, di preparazione, di saldezza delle proprie convinzioni.
Un  riferimento insostituibile e un esempio ancora attualissimo per chi, a un certo punto della vita, sceglie di accompagnare la professione quotidiana con la responsabilità amministrativa.
Con Rimini aveva mantenuto rapporti vivi e costanti. Ha portato lo spirito, l’intelligenza, la laboriosità di questa città fuori dai suoi confini, rendendola orgogliosa e fiera. Rimini gliene sarà grata per sempre. Alla moglie Claudia e al figlio Renato la vicinanza e il cordoglio dell’amministrazione comunale e di tutta la città”.
 
Il gonfalone della Città di Rimini sarà presente domani a Bologna, nella camera ardente allestita in Comune.
 
[c. s.]

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