Rimini. “Tolti 900 euro dalle buste paga dei medici del 118 perché non lavorano al Pronto Soccorso”

“Fuga dal 118? Noi dottori siamo sottopagati”. Lo sfogo di Davide Manfroni, medico dell’emergenza: “L’Ausl risparmia il 40% con noi e ci impiega per sopperire alle carenze di organico”

MANUEL SPADAZZI – Non si trovano più i medici per Pronto Soccorso e 118? “Per forza, visto le condizioni di lavoro e le disparità che subiamo”. È lo sfogo di Davide Manfroni, medico del 118. Manfroni attacca i vertici di Regione e Ausl, a partire dal governatore Stefano Bonaccini e dal direttore generale Ausl, Tiziano Carradori. “In Sicilia i miei colleghi guadagnano il doppio. In altre aziende sanitarie dell’Emilia Romagna i medici del 118 arrivano a percepire fino a 1.500 euro in più”. Invece qui in Romagna “ad alcuni colleghi, solo per aver rifiutato di fare turni al Pronto Soccorso per sopperire alla carenza di medici, l’Ausl ha tolto 900 euro dalla busta paga”. Questo nonostante “gli accordi aziendali locali”. (…)

“Sono medico del 118 dal 2006. Come altri colleghi, non sono stato mai stato assunto come dipendente ospedaliero perché non posso accedere al concorso. Ho un contratto in convenzione a tempo indeterminato, con un compenso di 22 euro lordi all’ora per 38 ore a settimana”. I contributi previdenziali “sono minimi, non avrò Tfr, percepirò una pensione magra”. Insomma, “sono un medico di emergenza territoriale che costa all’Ausl il 40% in meno rispetto ai colleghi con stesso ruolo, inquadrati come dipendenti”. (…)

Articolo tratto da Il Resto del Carlino

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