Riunione congiunta di Esecutivo e Gruppo Consiliare del Partito socialista svoltasi ieri sera

Mentre le previsioni del Pil 2013 elaborate dal Fondo Monetario Internazionale indicano un’ulteriore consistente riduzione pari al 3,5%; mentre la raccolta bancaria cala di circa 140 milioni di euro nel primo semestre dell’anno; mentre il numero dei disoccupati aumenta inesorabilmente; mentre si inasprisce il conflitto sociale; mentre il debito pubblico diventa realtà; mentre il Paese sprofonda nel baratro, continua il devastante immobilismo del Governo.

La schizofrenica gestione politica della riforma tributaria è il chiaro segnale di uno stato confusionale che appare del tutto incompatibile con la predisposizione di un intervento strutturale di siffatta rilevanza. La precarietà degli equilibri interni alla maggioranza ostacolano il confronto con le opposizioni. Le recenti prese di posizione critiche di alcune piccole forze politiche alla ricerca di spazi di manovra sempre più ristretti, sono il sintomo di una crescente insofferenza. E’ praticamente impossibile che con queste condizioni possa essere varata una riforma tributaria all’insegna della giustizia sociale, della competitività di sistema e dell’allargamento della base imponibile. Ma i colonnelli della maggioranza non mostrano cedimenti e vanno avanti per la loro strada. Francamente siamo molto preoccupati!.

A proposito di riforma tributaria, il nostro Partito, nelle giornate di lunedì, martedì e mercoledì della prossima settimana, incontrerà ufficialmente le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria per confrontarsi su un provvedimento strategico per il presente e il futuro del Paese.

Grande assente dall’agenda politica del Governo è, invece, il tema della crescita economica. Ci chiediamo che fine abbiano fatto i decreti attuativi della legge, in materia di sostegno allo sviluppo, approvata oltre tre mesi fa in Consiglio. Forse le contraddizioni presenti all’interno della maggioranza sul piano programmatico impediscono di trovare soluzioni condivise?. E’ molto probabile che la risposta a questa domanda sia affermativa.

Noi Socialisti, inoltre, manteniamo alta l’attenzione sul settore bancario e finanziario. Molteplici sono le criticità. Manca un piano di consolidamento e di sviluppo e ancora non è stato sottoscritto il memorandum d’intesa con Banca d’Italia. In tal senso sono del tutto condivisibili le parole dell’ex Presidente della Fondazione Carisp-Sums, Tito Masi, rispetto all’inadeguatezza dell’attuale vertice di Banca Centrale. Noi lo sosteniamo da tempo e i fatti ci stanno, nostro malgrado, dando ampiamente ragione. Noi Socialisti siamo convinti che non si possa ulteriormente tergiversare dal delineare un percorso politicamente condiviso in merito al complessivo riassetto della governance di Banca Centrale, a partire dalla nomina di un Presidente sammarinese.

La situazione generale del Paese è ai limiti della sostenibilità. Nessuno ha la bacchetta magica e ricette miracolose per superare la crisi. Per queste ragioni noi Socialisti ribadiamo l’auspicio che a prevalere siano il buonsenso e la ragionevolezza per far si che le forze politiche responsabili, di maggioranza e di opposizione, possano concordare un percorso politico ed istituzionale finalizzato alla messa in sicurezza economica, finanziaria e sociale del Paese.

 

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