San Marino. A.D.A. all’ Assemblea degli Azionisti di Banca di San Marino SpA

Comunicato Stampa di A.D.A. Associazione dei Dipendenti Azionisti di Banca di San Marino
A.D.A. ha partecipato all’Assemblea degli Azionisti di Banca di San Marino SpA del 26 maggio 2018.
L’occasione dell’assemblea annuale di approvazione del bilancio di esercizio è il momento in cui si fa il punto sull’andamento dell’azienda.
Quale migliore occasione per chi, oltre che dipendente è anche azionista, di mostrare il proprio attaccamento e la propria volontà di contribuire al miglioramento ed allo sviluppo della stessa?
A tal fine è nata ADA, che ad oggi conta oltre 100 associati e che già da domani, è aperta ad accogliere le istanze ed i suggerimenti, raccogliendo la rappresentatività anche di tutti i piccoli azionisti di minoranza e sviluppando sempre più un ruolo proattivo nelle iniziative intraprese da BSM.
Come sempre l’assemblea di approvazione del bilancio è l’occasione per fare il punto sull’andamento patrimoniale, economico, finanziario e gestionale della Banca di San Marino ed è il momento per tutti gli azionisti, dipendenti e non, per suggerire le linee guida che indirizzeranno le attività per il nuovo esercizio.

I dipendenti, che hanno a cuore la Banca nella duplice veste di azionisti e lavoratori, hanno deciso – in maniera pressoché unanime – di partecipare all’Assemblea di sabato 26 maggio nella quale sono stati avanzati suggerimenti tesi a migliorare la progettualità e lo sviluppo di nuove iniziative, finalizzate alla crescita reale del business aziendale e, contemporaneamente, sono state anche evidenziate carenze e rilevanti criticità nella gestione organizzativa dell’istituto.
Le considerazioni dell’ADA sono state condivise favorevolmente da larga parte dei piccoli azionisti presenti in assemblea, che hanno espresso sostegno ai suggerimenti portati avanti dall’associazione e preoccupazione sulle criticità organizzative e strutturali rilevate, quali: la mancanza di concreta progettualità per rilanciare l’attività, una scarsa prospettiva di redditività degli investimenti effettuati ed un incontrollato aumento dei costi relativi ai compensi degli amministratori, dei top manager e delle consulenze professionali, in palese contraddizione con la dichiarata politica di spending review ed i rilevanti sacrifici richiesti al personale.

La problematica relativa al contenimento delle spese generali ci sta particolarmente a cuore, in quanto ha palesemente vanificato il sacrificio fatto dai dipendenti nel 2016, anche mediante il prepensionamento di 15 unità, ed il rilevante risparmio strutturale che ne è conseguito.
A discapito del buon andamento delle relazioni con i dipendenti, così come sostenuto nella relazione di bilancio, si evidenzia invece un forte degrado dei rapporti con il personale e con le parti sociali.
Inoltre i recenti avvenimenti, che vedono la banca protagonista dell’attacco spregiudicato ai diritti dei lavoratori, indeboliscono l’immagine, la reputazione e la stabilità della stessa, anche considerando la sua profonda e solidale storia ed il suo forte radicamento all’interno del territorio.

Per valorizzare e rilanciare i principi fondanti e la sua centenaria storia, i dipendenti sottolineano l’assoluta importanza di riscoprire i veri valori che erano propri di quella Cassa Rurale di Faetano fondata nel 1920 ed invitano l’attuale management a riscoprire le tradizioni di solidarietà e rispetto delle persone e del territorio, riconsiderando le scelte strategiche che ad oggi non paiono adeguate alla nostra realtà.

I dipendenti piccoli azionisti, a tutela del loro investimento e a difesa del proprio posto di lavoro, chiedono con forza di avere un maggiore peso e rappresentatività all’interno degli organismi di amministrazione e di controllo; a tal fine si attiveranno con una serie di iniziative e proposte, anche nei confronti della politica, al fine di promuovere la compartecipazione nella gestione e nel controllo dell’azienda che di fatto sentono loro.
In un contesto sociale e politico che privilegia lo scontro e la contrapposizione, i Dipendenti azionisti della Banca di San Marino, invece, invitano gli amministratori e la proprietà della Banca a riscoprire e promuovere il dialogo, il confronto positivo e la concertazione: chi ha l’onere di amministrare ha anche l’obbligo di rispettare tutte le parti sociali e sindacali ed avere a cuore il futuro della Banca così come lo hanno i dipendenti ed i piccoli azionisti.

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