San Marino. A Ecomondo anche la bandiera del Green Festival

Martedì prossimo a Rimini al via Ecomondo la fiera che è un riferimento internazionale per gli operatori del settore. San Marino Montefeltro Green Festival c’è.

Dall’8 all’11 novembre presso la Fiera di Rimini va in scena Ecomondo, tra business e innovazione è l’evento di riferimento in Europa per la transizione ecologica e i nuovi modelli di economia circolare e rigenerativa. Presente anche il San Marino e il Montefeltro Green Festival, realtà che negli ultimi 4 anni si è conquistata una propria autorevolezza in ambito locale e nazionale come vero e proprio laboratorio della sostenibilità attivo tutto l’anno.

Rivolgiamo alcune domande a Gabriele Geminiani, che dei due festival è sia l’ideatore che il direttore.

Gabriele come mai fedeli a Ecomondo?

Perché è un evento tematico molto importante e per lo più è sotto casa. Da un lato una vetrina di novità e di contenuti di qualità da convogliare nel know how del festival. Dall’altro ci sono le relazioni, nucleo pulsante del nostro progetto e che nel contesto possiamo consolidare e allargare.

A Ecomondo in 4 giorni si possono incontrare startup, imprese, multiutility, associazioni, istituzioni, ricercatori, editori, comunicatori nell’ambito della sostenibilità che sarebbe impossibile riuscire a intercettare in un anno intero.

Fra gli amici e le realtà che sarà felice di incontrare può farci alcuni nomi?

Sono oramai davvero tanti e non vorrei fare discriminazioni. Fra tutti una visita imperdibile per me è quella al Gruppo Fiori di Bologna specializzato nel recupero dei rottami ferrosi e non ferrosi e che ogni hanno svolge laboratori interattivi sul riciclo, producendo oggetti e materiali grafici davvero godibili. Non dobbiamo assolutamente dimenticarci che l’arte e la creatività rappresentano strumenti di comunicazione tra i più efficaci e coinvolgenti.

Al di là di queste opportunità relazionali, cosa pensa di questa manifestazione?

Di concreto si tratta di un’enorme kermesse attorno alla quale girano idee, progetti, ma soprattutto tanti soldi. E sì, è un ambito in cui si muove tantissimo business ma paradossalmente l’impressione è che sul piano pratico della risoluzione dei problemi e della transizione ecologica stiamo andando troppo, troppo lenti, e che l’onda ci sommergerà mentre ancora ci domandiamo se il bicchierino del caffè va nella carta o nell’organico.

Troppi affari e poca volontà di cambiare, in cui trovi Eni insieme all’azienda che ti ricicla in ogni modo la plastica che non dovresti nemmeno usare, mentre le aziende virtuose scompaiono fra gli stand delle grandi industrie e di alcune multiutility.

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