San Marino. Accesso abusivo sistema informatico Asset, non luogo a procedere

Accesso abusivo sistema informatico Asset: manca la querela, non luogo a procedere

Il giudice Battaglino accoglie la tesi difensiva per la quale “non doveva esserci rinvio a giudizio”. Prosciolto l’ex dipendente

Antonio Fabbri

La prima udienza del processo sull’accesso abusivo al sistema informatico di Asset Banca durante il commissariamento, è stata anche l’ultima. Il giudice Roberto Battaglino, accogliendo la tesi difensiva, ha infatti decretato il non luogo a procedere per difetto di querela, accogliendo così la tesi difensiva, che ha sostenuto come, per questo motivo, non dovesse esserci neppure il rinvio a giudizio che la difesa giudica “incomprensibile”. Il capo di imputazione contestava l’accesso abusivo al sistema informatico aggravato, circostanza che poteva forse fare valutare anche la procedibilità d’ufficio. Il giudice Roberto Battaglino, tuttavia, ha evidentemente riscontrato fondate le istanze preliminari degli avvocati Gian Nicola Berti e Filippo Cocco che sostenevano, quindi, la procedibilità a querela e ha, pertanto, prosciolto l’imputato, Diego Casali, ex dipendente di Asset.

Non si è dunque entrati nel merito della vicenda che, così come ricostruita nel capo di imputazione, vedeva Casali imputato perché, sfruttando le chiavi di accesso che aveva a disposizione in ragione del suo ruolo all’interno di Asset Banca, cioè quello di responsabile del servizio di pianificazione e operazioni straordinarie oltre che di componente dell’organismo di vigilanza, si era introdotto nel sistema informatico di Asset Banca, senza che ne avesse necessità, per trovare e scaricare abusivamente, secondo l’accusa, la relazione con la quale i Commissari straordinari informavano Banca Centrale di San Marino dei problemi e delle possibili misure a sostegno della liquidità dell’istituto commissariato. Era stata quindi scaricata, sempre secondo l’accusa, relazione relativa alla situazione dell’istituto commissariato e dei relativi allegati. Di questi documenti, sempre stando all’accusa, venne effettuata dal Casali una copia sul computer che lo stesso aveva in uso.

I fatti contestati nel capo di imputazione risalgono al 20 aprile 2018. Questo il merito che, comunque, viene a sua volta contestato dai difensori che, a latere del procedimento che la discussione nel merito non l’ha tuttavia vista, hanno sostenuto che comunque Casali, proprio per il ruolo che ricopriva, aveva tutto il diritto di accedere al sistema per consultare la documentazione. Il procedimento si originò da un esposto dell’allora Commissario Straordinario di Asset, incaricato da Banca Centrale, Roberto Venturini. Inizialmente l’ipotesi di reato era legata anche alla violazione del segreto bancario, che però già in istruttoria non risultò provata e fu archiviata in quella sede.

Era rimasta in piedi, appunto, l’accusa di accesso abusivo ad un sistema informatico aggravata per la quale l’inquirente Alberto Buriani, ha disposto il rinvio a giudizio. Provvedimento, si diceva, contestato dalla difesa per difetto di querela. Eccezione preliminare accolta dal giudice Battaglino, che ha pertanto dichiarato il non luogo a procedere. 

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