San Marino. Al via i lavori della Commissione Affari Costituzionali e Istituzionali. Assente il segretario Belluzzi

La manutenzione degli edifici scolastici, la querelle tra il segretario Canti e l’Ateneo sammarinese, il futuro del Cfp e ancora, i problemi derivati dall’accorpamento dei plessi di Murata e Città, i nuovi curricula delle scuole: sono questi i temi sollevati in comma Comunicazioni dai consiglieri di opposizione, nel primo giorno di lavori della Commissione consiliare Affari Costituzionali e Istituzionali ieri a Palazzo Pubblico.

Per le risposte alle domande e richieste di chiarimento, bisognerà però attendere il rientro del segretario di Stato per l’Istruzione, Andrea Belluzzi, dalla missione a New York.
Su proposta del presidente Pasquale Valentini (Pdcs), infatti, a Belluzzi verrà data la possibilità di intervenire all’apertura degli ultimi due comma previsti all’ordine del giorno, relativi a due progetti di legge di sua competenza.  Lo riporta il dossier di San Marino News Agency sulla seduta di ieri pomeriggio della Commissione Affari Costituzionali e Istituzionali.

Al centro dei lavori del pomeriggio, invece, è stato l’esame del progetto di legge “Riforma delle norme di disciplina per i dipendenti pubblici”, presentato da Elena Tonnini, segretario di Stato per gli Affari Interni.
Come riporta la relazione illustrativa del progetto di legge, la riforma presentata “introduce una profonda revisione delle procedure e dei contenuti delle disposizioni in materia, superando la legge n.106/2009 in vigore”.
E non si limita alla modifica degli organi preposti alla gestione delle procedure disciplinari, bensì “rappresenta una riforma complessiva che tiene conto delle esperienze medio tempore intercorse e anche di sentenze del collegio Garante della Costituzionalità delle Norme”, in particolare relative alle norme su licenziamento e sospensione cautelare.
La Tonnini ha poi sottolineato come il testo presentato sia il risultato di “un ampio e fattivo confronto con le organizzazioni sindacali, portato avanti allo scopo di trovare un punto di equilibrio fra l’esigenza di disporre di un sistema di regole più efficace, preciso e rapido, e quella di salvaguardare i principi di tutela, di difesa e di contradditorio in ogni fase del procedimento”.

Nel dibattito è emersa la sostanziale condivisione di larga parte del testo da parte dei commissari, a eccezione della nuova composizione della Commissione disciplinare.
È sul relativo articolo, il n. 13, che sono state espresse le principali critiche dall’opposizione, in particolare per il ruolo di presidente, assegnato al direttore della Funzione Pubblica, e sulla nomina dei tre membri-dirigenti dell’amministrazione in capo al congresso di Stato.
Rf e Libera hanno annunciato emendamenti per giungere a un testo maggiormente condiviso.
A riguardo, la stessa Tonnini, in replica, ha manifestato disponibilità per attribuire la nomina dei tre dirigenti al Consiglio Grande e Generale piuttosto che all’esecutivo.

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