San Marino, ancora mafia, quella sicula. Roberto Galullo, IlSole24Ore

San Marino torna ad essere collegato alla mafia sicula da Roberto Galullo di IlSole24Ore,  e questa volta senza puntini di sospensione nella indicazione delle società sammarinesi (come è capitato per l’operazione Tibet). Galullo (blog Guardie o ladri) riprende ed aggiunge considerazioni personali e particolari alla vicenda dell’imprenditore di Monreale Calcedonio Di Giovanni di cui si è avuto notizia ieri.

 Titolo: I rapporti d’affari con San Marino di Di Giovanni, al quale ieri Dda e Dia di Trapani hanno sequestrato un tesoro di 450 milioni.


Tra le società direttamente o indirettamente riconducibili all’imprenditore palermitano Calcedonio Di Giovanni, gran parte delle quali sequestrate ieri dalla Dia di Trapani, c’è anche la Società compagnia immobiliare del Titano srl, la cui sede legale è a San Marino e dunque non è stato possibile sequestrarla. Il “congelamento” dei beni sarà possibile dopo un esito favorevole della rogatoria.

Ecco dunque che, ancora una volta, il Titano viene identificato come un rifugio sicuro sul quale far gravitare operazioni direttamente o indirettamente riconducibili alle mafie o a personaggi con loro in affari. Non è una novità per chi segue i flussi della criminalità economica mentre lo è stata per molto tempo per la classe dirigente sammarinese che ha chiuso (e ancora spesso chiude) gli occhi di fronte a questi fenomeni.
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Roberto Galullo

IL LEGAME CON SAN MARINO.

Nel decreto del Tribunale di Trapani si legge che la Società compagnia immobiliare del Titano srl ha tre conti correnti. Due con il Credito di Romagna accesi il 3 luglio 2009 e attivi. Uno ha un saldo positivo di 1.058,02 euro al 31 marzo 2014. L’altro è una posizione contabile necessaria per l’operatività estera. Un terzo è una Carta Si agganciata all’Istituto bancario sammarinese, attivo, in scadenza a novembre 2014, sembra nella disponibilità della figlia dell’imprenditore palermitano.

A pagina 66 del provvedimento, il Tribunale racconta poi il più recente tentativo di sottrarre le risorse a provvedimenti di confisca: la cessione alla “Titano real estate limited”.

La prima operazione posta in essere da Di Giovanni per mettere al riparo dalla confisca e dai creditori il suo cospicuo patrimonio (intestazione alla Compagnia Immobiliare del Titano srl) è stata svelata dalla sentenza del Tribunale di Marsala del 16 luglio 2009. La società sammarinese Compagnia Immobiliare del Titano srl è dovuta intervenire con il suo patrimonio per risarcire il danno.

Preso atto di questa esperienza e tenuto conto del sempre più frequente ricorso agli strumenti della confisca per il contrasto della pericolosità economica, si legge nel provvedimento, Di Giovanni ha posto in essere un ulteriore passaggio: la costituzione della “Titano Real Estate Limited”, costituita il 4 giugno 2014 secondo la legge inglese, con un capitale di appena 100 euro. La società inglese ha aperto una posizione fiscale anche in Italia dichiarando l’esercizio di attività di gestione di villaggi turistici e indicando quale domicilio fiscale italiano il villaggio Kartibubbo di Torretta Granitola di Campobello di Mazara (Trapani).

Il 4 settembre di quest’anno, l’amministratore unico della società britannica e l’amministratore della “Compagnia del Titano srl” a socio unico, con sede legale a San Marino, hanno depositato una delibera di aumento di capitale della società Titano Real Estate Limited: dai 100 euro si è passati a 11,5 milioni attraverso conferimento da parte del socio Compagnia immobiliare del Titano srl con sede a San Marino, di un ramo d’azienda costituito da poco meno di 100 unità immobiliari , tutte ricadenti nel comprensorio del villaggio Kartibubbo, al quale fu attribuito un valore nominale di 11,4 milioni.

Con questo atto, scrivono sempre i giudici, Di Giovanni, reale dominus della Compagnia del Titano srl, nel trasferire la titolarità del patrimonio alla Titano Real Estate limited, ne assumeva il controllo. «E’ evidente che Di Giovanni – si legge a pagina 67 del provvedimento – sia il dominus di quest’ultima società. In primo luogo depone la partecipazione quasi totalitaria della società sammarinese Compagnia Immobiliare del Titano srl che era controllata indirettamente da Di Giovanni».

Depongono in tale senso: 1) le cariche sociali ricoperte in passato dai familiari di Di Giovanni nella società con sede a San Marino; 2) l’intervento spiegato dalla società in questione per risarcire il danno cagionato da Di Giovanni nel processo per truffa; 3) l’assenza di trasferimenti di denaro in occasione della cessione dei beni immobili dal patrimonio delle società direttamente controllate da Di Giovanni in favore della Compagnia Immobiliare del Titano srl.

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