San Marino. Angela Venturini: non e’ tentato omicidio. Patrizia Cupo, Corriere Romagna San Marino

Patrizia Cupo di Corriere Romagna San Marino:  Processo per l’aggressione alla consigliera dei Moderati, niente accusa di tentato omicidio /
«Non voleva ucciderla» /
Agguato alla Venturini, il medico legale “salva” Mancini

SAN MARINO. «Il muratore non
voleva uccidere
la Venturini». E’
il medico legale Adriano Tagliabracci
a salvare dal rischio di
un’accusa di tentato omicidio Andrea
Mancini, il 42enne di Serravalle
a processo per l’aggressione
al consigliere dei Moderati Angela
Venturini. La donna, presa alle
spalle una notte dell’agosto del
2010, venne picchiata con una
spranga forse di ferro e lasciata a
terra nel buio, per una banale
questione di soldi. Un credito che
il muratore diceva di vantare nei
confronti della consigliera.
Sentito in aula, di fronte al giudice
Roberto Battaglino, il medico
legale ha dunque da una parte
escluso che l’uomo volesse ucciderla,
ma dall’altra ha anche fatto
luce su una parte dell’aggressione che Mancini aveva sempre negato.
Il muratore, messo alle
strette da gendarmi e magistrati,
aveva ammesso tra le lacrime
quella botta in testa, ma aveva negato
di averla continuata a colpire
pure a terra con calci e pugni.
A suo dire, i lividi al corpo della
Venturini dovevano essere frutto
della caduta a terra. Invece no.
Secondo Tagliabracci, quel colpo
in testa (tale da non ammazzarla
ma nemmeno da crearle un trauma
commotivo, da qui l’esclusione dell’intenzione di uccidere) sarebbe
stato inferto con una spranga
il cui materiale era «indeformabile
», ha detto il perito. Non si
trattava di gomma, come riferito
da Mancini, ma di ferro o legno. E
quelle ferite sul corpo della Venturini
(per lei, in Aula, l’avvocato
Alberto Selva) sarebbero compatibili
«con un’azione diretta di
calci e pugni», e non come conseguenza
di una caduta. E poi i punti
colpiti: oltre al capo dove però il
colpo inferto era di lieve entità,
Mancini si sarebbe avventato su
spalla, anca, gomito della Venturini.
Tutte “zone” non vitali che
ora lo salvano dall’accusa di tentato
omicidio. Il muratore (difeso
dall’avvocato Francesca Podeschi)
rimane quindi imputato per
lesioni personali: prossima udienza
15 novembre. Per allora, è
attesa la sentenza
.

 

 


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