San Marino. Asset, classificato “in contrasto al regolamento bancario” debito da 6,4 mln

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Asset, debito da 6,4 mln classificato “in contrasto al regolamento bancario” 

L’esposizione è tra i rapporti critici, esaminati dal Collegio sindacale di Asset Banca, verso un gruppo in stato di insolvenza

Dalla relazione del Collegio sindacale di Asset Banca, trasmessa a Via del Voltone a febbraio 2017, nel periodo precedente alla Lca, emergono alcune criticità che, al di là della replica dell’ex presidente di Asset, appaiono enunciate chiaramente dal Collegio che nella “propria attività di raccolta di informazioni e di presa d’atto dell’organizzazione della struttura, ha ritenuto di approfondire alcuni aspetti relativi alla concessione del credito”. Il Collegio sindacale evidenzia di aver dato mandato per un audit interno dal quale “in linea generale emergeva l’assenza di una Policy interna che recepisse il principio delle condizioni di mercato e all’interno della quale venissero stabilite le condizioni di controllo e monitoraggio dei rapporti riconducibili alle parti correlate e soggetti connessi, le condizioni ad esse applicate, ivi compresa la modalità di censimento anagrafico nel sistema informativo per consentirne un’agevole individuazione e controllo”. In sostanza emerge che anche il sistema informativo non consentiva l’individuazione delle parti correlate, i soci, beneficiari di prestiti e il relativo controllo. E proprio tra le criticità segnalate dal Collegio sindacale, ci sono prestiti anche consistenti proprio a soci dello stesso istituto.

Per quanto riguarda i prestiti, in un controllo a campione il Collegio sindacale individua in particolare sei posizioni, per una esposizione complessiva della banca pari a oltre 24,5milioni. La prima è relativa al Gruppo Giorgetti AfessandroSavinì Tito- Staccoli Luigi. “Di tale gruppo, – scrivono i sindaci – il signor Staccoli Luigi detiene € 723.440,00 di azioni. Il gruppo ha una esposizione complessiva, posta ad incaglio, al 24.02.2017 di euro 6.404.494,49”

In tale caso era sì stata deliberata la revoca degli affidamenti al gruppo, ma tale revoca non era stata concretamente attuata e l’importo non era stato posto a “sofferenza”, restando registrato ad “incaglio”. In sostanza quest’ultima classificazione fa riferimento a una impossibilità temporanea di onorare il debito, mentre la “sofferenza” è una condizione permanente. Il debitore, cioè, non può più pagare. In questa specifica situazione il Collegio sindacale dà conto di una serie di rapporti tra i vari uffici legali – del gruppo debitore e della banca – che sembrava dovessero risolvere la situazione. Così non è stato e, anzi, il Collegio sindacale attesta il fatto che, nonostante la conclamata insolvenza del debitore, la pendenza fosse rimasta ad incaglio.

A proposito, poi, del rispetto dei Regolamenti emanati da Bcsm, i sindaci evidenziano appunto, come la posizione sia classificata ad “incaglio” in contrasto con il Regolamento Bancario emanato da Via del Voltone.

Su questa esposizione, quindi, il Collegio sindacale scrive: “la posizione risulta ad oggi ad incaglio, a nostro parere in contrasto con quanto previsto nel Regolamento Bancario 2007/07 nel quale viene stabilito che va collocata a sofferenza l’intera esposizione dei crediti per cassa e fuori bilancio nei confronti di soggetti in stato di insolvenza, anche se non accertata giudizialmente, o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle previsioni dì perdita formulate nonché da eventuali ristrutturazioni dei predetti crediti. Si prescinde dall’esistenza di eventuali garanzie (reali o personali) poste a presidio delle esposizioni. Stante quanto sopra rappresentato, il Collegio Sindacale richiede che venga immediatamente attuata la già deliberata revoca di tutti gli affidamenti in essere e collocata l’esposizione a sofferenza”.

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