San Marino. Bcsm: fugare tutti i dubbi. Psd

Il Partito dei Socialiti e dei Democratici: no solo al riepilogo di cose note, no all’immagine all’esterno di una comunità incapace di fare pulizia.

Il PSD, già dall’estate 2011, un anno prima che fossero arrestati noti imprenditori sammarinesi, aveva richiesto la formazione di un nucleo inquirente specializzato nelle indagini sulle infiltrazioni della criminalità organizzata ed aveva evidenziato la fondamentale importanza della continuità investigativa tra le varie forze di polizia che agiscono tra San Marino e Italia.

Avere la capacità di indagare e reprimere, in collaborazione con i corrispondenti organi oltre confine, era l’obiettivo principale delle nostre proposte.
Nel caso “Criminal Minds”, di nuovo frutto di indagini di corpi di polizia esteri  che ci sentiamo di ringraziare, si scopre una serie di fatti inquietanti: minacce, dossieraggio, riciclaggio, corruzione di forze di polizia, il tutto tenuto assieme da legami con la criminalità organizzata.
Nella fattispecie di quest’ultimo caso poi, oltre alle responsabilità delle persone coinvolte è bene accertare alcune vicende che potrebbero legare le note vicissitudini degli ex vertici di Banca Centrale e la scelta dei nuovi vertici: si devono fugare tutti i dubbi relativi, altrimenti la credibilità di BCSM si disperderebbe proprio nel momento più critico del sistema bancario e finanziario.
Il PSD si dichiara non soddisfatto delle valutazioni espresse dall’esecutivo, ovvero il solo riepilogo di cose note: la messa in liquidazione volontaria di Fingestus e la revoca della licenza all’agenzia CIO. Siamo grati per i suddetti provvedimenti ma il ruolo di poliziotto spetta ad altri organi dello Stato.
Il fenomeno delle infiltrazioni malavitose coinvolge il territorio limitrofo e serve un’azione di sistema e condivisa anche con le autorità riminesi e regionali: è necessaria una attivazione immediata dei nostri organi istituzionali politici e giudiziari e la definizione di strategie comuni rispetto a quello che ormai è una emergenza della Repubblica e non solo, come richiamato ieri dalle parole del Presidente della Provincia Vitali.
Ripetiamo che serve una risposta di sistema e non occasionale, una collaborazione reale e non annunciata, in cui la decisioni politiche assunte siano capaci di renderci uno stato di diritto più compiuto.
La visione, che continuamente diamo all’esterno, di comunità che è incapace di “fare pulizia” da sé e l’ascoltare che si è fatto quanto si doveva dal punto di vista legislativo, sono elementi che ci rendono non credibili come Stato.
Chiediamo al Congresso di Stato ed a tutto il Consiglio Grande e Generale di mettere da parte qualsivoglia polemica o ritrosia e lavorare con solerzia e coraggio per ottenere il prima possibile un corpo inquirente interno e la creazione di canali di collegamento efficaci con le controparti italiane per il bene della Repubblica e del territorio in cui viviamo.
[c. s. Psd]                                                                               
                                                                             

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