San Marino beffato da Tremonti

La Repubblica di San Marino è stata pesantemente umiliata dal Ministro italiano della Economia Giulio Tremonti

a Rimini il 28 agosto.

Adesso si è aggiunta la beffa.

Dopo tante pressioni arrivategli per i canali più disparati (esempio Cossiga) e l’intromissione devastante di un collega, Renato Brunetta, proclamatosi, tout court, Agente all’Avana di San Marino presso il governo italiano, Giulio Tremonti …. ha ceduto. Ha consentito di firmare uno dei
due accordi parafati il 25 giugno. Ma non quello delle doppie imposizioni che avrebbe consentito a San Marino di uscire dalla lista dei Paesi non collaborativi ai fini dello scudo fiscale e porre, così, rimedio al salasso dei capitali che sta subendo (un ‘incubo’).
Tremonti ha detto sì alla firma solo – qui sta la beffa – dell’altro accordo:
quello della collaborazione finanziaria. L’accordo di collaborazione finanziaria, dando facoltà alla Banca d’Italia di estendere praticamente da subito la vigilanza al territorio sammarinese, costituisce il mezzo di pressione più efficace, in questo momento, per incrementare il numero degli ‘scudanti’. E Tremonti ha cominciato subito ad adoperarlo, il nuovo mezzo, con opportuni – per lui – lanci di agenzia, fatti uscire già alcune ore prima della firma.
I governanti sammarinesi, davanti a cotanto disastro, non hanno trovato di meglio che provare a
far credere di aver conseguito un successo, con la firma di detto accordo.
Accordo che, fra l’altro, ferisce mortalmente la sovranità, come invano si è tentato di spiegare a tempo debito.
L’atto firmato da Antonella Mularoni, Segretario di Stato per gli Affari Esteri, giovedì 26 novembre 2009, essendo Capitani Reggenti gli Ecc.mi Francesco Mussoni e Stefano Palmieri, ricorda quello della resa della Repubblica di San Marino di fronte al card. Giulio Alberoni, il 18 ottobre 1739 a Palazzo Valloni.

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