San Marino. Carisp, l’Usl lancia l’allarme: “venti dipendenti prossimi al licenziamento”

“Ieri pomeriggio il CDA di Cassa di Risparmio ha comunicato a sindacati e dipendenti l’intenzione di non rinnovare 20 delle 24 persone con contratto a tempo determinato che da novembre 2017 erano state assunte in Carisp, dopo la burrascosa chiusura di Asset Banca”.

Inizia così la nota stampa dell’Unione Sammarinese del Lavoratori, che aggiunge: “La motivazione addotta è la complessa situazione finanziaria della banca e l’avvio di un piano di ristrutturazione, non ancora avvallato dal nuovo Governo, che impone il taglio del costo del personale.

Ora, i problemi della banca dello Stato sono ben noti, ma non sono certo i dipendenti ad averli causati, anzi, a tutto il personale di Cassa di Risparmio, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, va dato il merito di aver lavorato in questi anni difficili con impegno, serietà e professionalità per la tutela della clientela e soprattutto per il bene della banca. Ma a pagare il prezzo più alto purtroppo sono sempre i dipendenti, in questo caso 20 persone che si ritroveranno senza lavoro da qui a dieci giorni. In questi due anni e mezzo ne sono successe tante, basterebbe citare i rinnovi trimestrali (con la precarietà emotiva e familiare che ne consegue), il mancato rinnovo del rapporto di lavoro di ragazze in stato di gravidanza, la decurtazione del 21.5% dello stipendio rispetto al contratto in Asset, parole spese e promesse non mantenute, ma come USL abbiamo sempre privilegiato la via del confronto anziché dello scontro e i dipendenti hanno sempre tenuto un atteggiamento conciliante e responsabile, scegliendo la strada del lavoro e dell’impegno per il bene della banca di cui si sentivano parte. Ma ci sono momenti in cui non si può restare silenti, e un sindacato non può accettare passivamente che venti persone vengano lasciate a casa, indipendentemente dal settore in cui sono impiegate. E’ forte la delusione, come USL,  perché da due anni abbiamo provato in ogni modo a cercare soluzioni alternative, a richiedere la sperimentazione di accordi di solidarietà, non solo per salvare i rapporti di lavoro a tempo determinato, ma bensì per trovare soluzioni che mettessero in sicurezza la totalità dell’organico della banca; la nostra preoccupazione è infatti che questo intervento non sia risolutivo, che seguiranno altri tagli di posti lavoro e che quindi sia necessario un progetto sull’intero istituto.

Da ultimo, ma non per importanza, è forte il rammarico per le competenze e le professionalità maturate negli anni che verranno disperse, salvo pochi casi, dato la quasi impossibilità di ricollocazione nel settore bancario.

Come organizzazioni sindacali ci siamo attivati immediatamente ieri sera per incontrare i membri del Governo perché ci aspettiamo che la proprietà della banca si esprima sul piano di ristrutturazione e che gestisca con responsabilità e attenzione questa delicata situazione, anche alla luce delle dichiarazioni più volte rilasciate sulla volontà di vagliare tutte le strade possibili per garantire la più ampia occupazione.

Siamo ancora convinti che solo facendo squadra e collaborando per trovare soluzioni di sistema, che non lascino indietro nessuno, si possa uscire da questo perdurante periodo di difficoltà per il nostro Paese”.

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