San Marino. Cdls, riunione del Consiglio Confederale

San Marino. Cdls, riunione del Consiglio Confederale

Riunione del Consiglio Confederale CDLS
Impegno e responsabilità portano a importanti risultati
SAN MARINO 27 LUGLIO 2012 – Il Consiglio Confederale della CDLS prepara l’agenda d’autunno partendo da alcuni punti fermi: Contratto Industria, Stabilizzazione precari della PA, Referendum Salva Stipendi, Riforma tributaria. Questi risultati sono il frutto di anni di intenso impegno che hanno visto i lavoratori e la Confederazione Democratica far fronte comune al tavolo delle trattative, nelle assemblee e nelle piazze.

Pubblico Impiego e Industria, doppia svolta contrattuale

Nella riunione di questa mattina, il Confederale ha innanzitutto  affrontato il doppio rinnovo contrattuale Pubblico Impiego e Industria. La conclusione dell’annosa trattativa su precari pubblici garantisce pari dignità a chi da anni ha contribuito al funzionamento di servizi e uffici e getta i presupposti per un cambiamento organizzativo della Pubblica Amministrazione. La chiusura della vertenza contrattuale della PA senza costi per il bilancio statale, dimostra la responsabilità del sindacato nell’affrontare il rinnovo del contratto di lavoro in questa stagione di dura crisi economico-finanziaria. La mediazione raggiunta non pregiudica comunque per i prossimi mesi l’apertura di una trattativa che affronti  il capitolo degli aumenti economici a partire dal 2013.
Sul fronte industria, proprio oggi è stato siglato l’accordo contrattuale tra CSU e ANIS. Dopo quattro anni di dure contrapposizioni, trattative, tensioni, scioperi e manifestazioni aziendali, è arrivata una svolta che, dentro una recessione durissima, fissa alcune certezze che mettono in condizione le imprese di programmare l’attività produttiva e i lavoratori di ottenere aumenti in busta paga dopo anni di perdita di potere d’acquisto. Due i punti centrali del contratto: l’aumento salariale del 6,5% nel triennio 2012 – 2014 e la possibilità per le aziende di rimodulare gli orari di lavoro fino a 39 ore, con una ulteriore maggiorazione degli stipendi del 4%.
Per la CDLS  è una scelta di forte responsabilità, che ridà fiducia e prospettiva all’intero sistema San Marino. Il significato di questo rinnovo è infatti  è strettamente intrecciato allo scenario di profonda crisi economica che ha messo in ginocchio il Paese, e che vede il settore industriale pagare il prezzo più alto in termini di chiusure aziendali e perdita occupazionale. La portata dell’accordo impone il più ampio confronto, per questo il nuovo contratto sarà illustrato in tutti i luoghi di lavoro e sottoposto al voto dei lavoratori.
 
Referendum Salva Stipendi, l’impegno continua
Soddisfazione per il via libera al Referendum Salva Stipendi che chiede di agganciare le buste paga all’inflazione durante i periodi non coperti dal contratto, realizzando il doppio obiettivo di proteggere le retribuzioni ed insieme dare impulso alla contrattazione. Obiettivo del resto riconosciuto dalla sentenza del Collegio dei Garanti che afferma: “Il quesito referendario non si pone in contrasto con i principi generali dell’ordinamento sammarinese. Il meccanismo di indicizzazione salariale è residuale e temporaneo, proponendosi di salvaguardare il potere di acquisto delle retribuzioni ed il principio dell’equa retribuzione nel periodo che intercorre tra la scadenza del contratto collettivo ed il suo rinnovo. Esso non comprime l’autonomia collettiva né si pone in contrasto con il principio di libertà contrattuale, che resta lo strumento principale di attuazione del principio dell’equa retribuzione, quale meccanismo atto a colmare il vuoto nelle more della sua stipulazione o del rinnovo dell’accordo collettivo.”
Fuori dal linguaggio giuridico, è evidente che anche la sentenza sgombra il campo da grossolani giudizi che tendevano a screditare  il Referendum Salva Stipendi equiparandolo alla vecchia scala mobile. Ora l’impegno continua e nei prossimi mesi  la campagna “Io firmo” si trasformerà in “Io voto SI”. Il Consiglio Confederale ringrazia il Comitato Promotore e i 1.500 cittadini e lavoratori che con la loro adesione hanno permesso di triplicare in tempi molti stretti la soglia minima di firme per presentare il quesito all’esame di ammissibilità.
 
Riforma tributaria rimandata a dopo il voto
La decisione della politica di rimandare la riforma tributaria a dopo il voto rappresenta un’occasione persa per dotare il Paese di una legge necessaria a modernizzare il sistema fiscale e continuare nel processo di normalizzazione dei rapporti internazionali.

Rimane il fatto che è stato faticosamente raggiunto un accordo fra CSU e Governo, accordo che garantisce alla riforma tributaria un sostanziale equilibrio in termini di equità e afferma il principio della diversa natura fra redditi da lavoro autonomo e redditi da lavoro dipendente. E’ evidente che nella nuova legislatura il Consiglio Grande e Generale deve tenere conto degli accordi sottoscritti senza cedimenti a ingiustificati egoismi corporativi.

 

Solidarietà ai lavoratori di SMTV
Il Consiglio Confederale ha infine espresso solidarietà ai lavoratori della TV di Stato che hanno indetto lo stato di agitazione, condividendo la loro preoccupazione sulle profonde incertezze legate al futuro economico dell’azienda. La CDLS appoggia la richiesta dell’assemblea dei lavoratori di accelerare l’accordo con lo Stato italiano per la riconferma della partnership tra la RAI e ERAS, società di gestione della TV di Stato e nello stesso tempo di predisporre un nuovo piano aziendale interno che indichi prospettive e sviluppo all’azienda. La Confederazione Democratica ritiene come punto fondamentale al di la delle scelte che verranno attuate, la conferma del ruolo istituzionale di emittente pubblica di SMTV.
 
 

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