San Marino, commissione Esteri. Respinti progetti di legge del Psrs su residenza e Ue

Oggi in Commissione Esteri è scattato l’esame di due progetti di legge depositati dal Psrs.
Il primo sulla concessione di residenza anagrafica è stato respinto con
la bocciatura del primo articolo. Stessa sorte per il secondo,
“Integrazione nell’Unione europea”.

Residenza anagrafica
Paolo Crescentini, Psrs:
“Ringrazio per la pazienza e lo strappo alla regola. Il progetto di
legge del Psrs è provvedimento che vuole dare le linee di indirizzo,
come l’intero pacchetto di leggi presentato. Questo sulla concessione
della residenza anagrafica può essere lo strumento necessario in un
momento in cui c’è bisogno di ridare appeal al nostro tessuto economico,
mentre non è facile, per un imprenditore, ottenere la residenza nel
nostro Paese. Resta sottinteso che devono essere fatti tutti i controlli
necessari dalle forze dell’ordine prima che la Commissione possa dare
la residenza, ma lo riteniamo importante. Oggi è più facile che a San
Marino siano date residenze a badanti, piuttosto che agli imprenditori.
Dobbiamo forse fare un esame approfondito per vedere come attrarre
investimenti seri, visto che ci stiamo ricollocando in uno scenario
nuovo di trasparenza e legalità. Vorremmo soffermarci su questo
provvedimento “Disciplina della concessione di residenza anagrafica”
perchè può essere garantito il diritto di residenza con la garanzia che
possa essere poi revocata una volta vengano meno i requisiti. E’ una
legge semplice, fatta di due articoli, con cui pensiamo di dare un
contributo al nostro Paese”.
Roberto Giorgetti, Ap:
“Posso concordare con la gran parte delle osservazioni svolte da
Crescentini, che però poi non trovano riscontro in questo progetto di
legge. L’articolo 1 è generico e l’attuale legge sulle residenze mi
sembra più specifica. Si chiede di dare la residenza a chi ha attività
produttive e servizi, ma c’è anche il commercio, che qui manca. Mi
sembra di reiterare quanto previsto dalla legge del 2010, non mi sembra
apporti nulla di nuovo rispetto quello che c’è già. Poi è già iniziato
l’iter legislativo del provvedimento che raccogliere la richiesta di
ridimensionare il meccanismo generato con il passaggio dal vecchio al
nuovo regime, legato alle badanti. E’ un problema che si sta già
affrontando”.
[…]Ue
Paolo Crescentini, Psrs:
“E’ un progetto di legge molto breve anche perché sul tema non servono
poi molte parole. Da decenni si parla di adesione e di varie strade di
integrazione. Intanto per la nostra Repubblica è sempre più difficile
dialogare con l’esterno. Abbiamo approvato provvedimenti che recepiscono
indirizzi e disposizioni europee, ma non facciamo parte dell’Ue. E’
un’anomalia.
Il governo non vuole l’adesione e punta allo See. In
ballo c’ anche il referendum. Per tagliare la testa al toro noi portiamo
il nostro contributo. Dobbiamo inoltrare richiesta formale di adesione
per poi aprire il negoziato per capire quale sia la migliore
integrazione e fare scegliere al popolo tramite referendum. Tra l’altro
la pronuncia del Collegio dei garanti sull’ammissibilità del quesito
referendario potrebbe andare in questa direzione”.
[…]Antonella Mularoni, segretario di Stato per gli Affari esteri: “Spesso
ci ridiciamo le stesse cose. Dall’Ue non vogliono che entriamo a tutti i
costi, non c’è una spinta verso i micro Stati e noi puntiamo a un
percorso concordato e realistico. L’Ue non ha nemmeno mai negato il
diritto a presentare domanda di adesione, ma preferisce un percorso
alternativo.
Verso San Marino ci sono in giro ancora molti luoghi
comuni e informazioni datate. Con il presidente Barroso chiarirò e
vedremo come lavorare per una maggiore integrazione. Per l’Ue è più
facile inserire tutti in una categoria, ma tutti sanno che non vogliamo
gli accordi raggiunti dalla Svizzera e ci sarebbe anche più senso a
biasimare i Paesi membri che fanno accordi con quelli non membri,
piuttosto che i Paesi esterni: è facile per i grandi prendersela con i
piccoli.
Il nostro è un cammino coerente: abbiamo eliminato le frodi
che davano molto fastidio, abbiamo approfondito tutta una serie di
problematiche e fatto un lavoro di grande pregio. Ma ora come ora
l’ingresso dei micro Stati è un problema per l’Ue. Avremo comunque dei
contatti con la presidenza cipriota che è scattata il 1° luglio.
Lavoriamo nel concreto e il clima è positivo. L’adesione non è esclusa,
tra 10 anni potrebbero cambiare le condizioni”.

Leggi resoconto Agenzia Dire-Torre1

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