San Marino. Consiglio Grande e Generale (16-24 settembre), seduta pomeridiana

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE 16-24 SETTEMBRE

 

VENERDI’ 20 SETTEMBRE- pomeriggio

 

Nel primo pomeriggio si è concluso l’esame delle istanze d’Arengo, con l’approvazione unanime
della n. 22, in favore del ripristino del sentiero che parte dalla stazione di
Domagnano.

Quindi i
lavori consiliari sono proseguiti con il dibattito sulla riforma delle Giunte
di Castello. Il segretario di Stato Gian Carlo Venturini, nel suo intervento,
ha spiegato che dai due progetti di legge all’ordine del giorno- uno presentato
dalla sua segreteria, l’altro dall’Upr- dopo un confronto tra le parti, si è
giunti a una condivisione su un unico testo emendato. A seguito dell’accordo, è
stato posto all’attenzione dell’Aula un unico articolato, il cui esame proseguirà
in seduta notturna.

 

Di
seguito, una sintesi del dibattito pomeridiano. 

 

Istanze d’Arengo.

           

Istanza d’Arengo n.22-
cittadini sammarinesi “per il ripristino e la valorizzazione del sentiero
corrispondente al tratto di ferrovia che parte dalla stazione di Domagnano”.
Approvata all’unanimità.

Massimo Ugolini, Pdcs: “L’istanza che ha lo scopo di valorizzare il
tracciato che ripercorreva la vecchia ferrovia. Sottolineo la totale adesione
all’istanza da parte del gruppo Pdcs-Ns che mi auguro possa essere accolta”.

Stefano Canti, Pdcs: “Il progetto si prefigge anche il miglioramento e
l’integrazione con nuovi tracciati e percorsi ciclo-pedonabili già esistenti.
E’ già approvato nella commissione per le politiche territoriali. L’istanza
d’Arengo è ampiamente recepita nelle proposte progettuali già allo studio e per
questo siamo favorevoli”.

Simone Celli, Ps: “Siamo assolutamente favorevoli all’istanza
d’Arengo”.

Tony Margiotta, Su: “Esprimo pieno appoggio per un’istanza che individua
un tratto storico della Repubblica di San Marino. Sinistra unita è sempre stata
molto attenta a valorizzare le nostre radici e i siti storici del nostro Paese.
E’ giusto recuperare tutti quei siti che possono riqualificare San Marino.
Oltre alla realizzazione di percorsi ciclabili e pedonali per il cittadino
possiamo anche arricchire l’offerta per i nostri turisti”.

Roberto Ciavatta, Rete: “Siamo favorevoli all’istanza d’Arengo, ma vorrei fare
qualche osservazione sull’operato schizofrenico del governo. Sull’istanza di
Ca’ rigo, ad esempio, dato che c’era già una progettazione in corso, non
occorreva accoglierla e maggioranza, l’ha dunque rifiutata. Eppure c’è un
progetto in piedi anche sull’opera oggetto di questa istanza. Perché allora
nell’istanza precedente si è chiesto di non accettarla e invece questa ora
viene accolta? Mi pare un comportamento incoerente.

Franco Santi, C10: “Siamo favorevoli all’istanza, anche se non capiamo
perché il progetto del percorso ciclabile a Falciano, prospettato da un’altra
istanza, non possa essere accolto”.

Andrea Belluzzi, Psd: “Investimenti in questo tipo di progetti, che
incentivano una mobilità sostenibile agevolando anche l’attività fisica, hanno
ricadute positive anche indirette diminuendo i costi sanitari per garantire la
salute dei sammarinesi”.

Giovanni Francesco
Ugolini, Pdcs:
“Siamo favorevoli
all’istanza”.


– Progetto di legge “Legge sulle Giunte di Castello”;

– Progetto
di legge “Modifiche alla Legge 24 febbraio 1994 n.22 (Legge sulle Giunte
di Castello)”

Gian Carlo Venturini, segretario di Stato per gli
Affari interni, con delega ai rapporti con le giunte di Castello:
“Da diversi anni i capitani di Castello auspicavano
una riforma delle giunte per ottenere un avvicinamento delle istituzioni locali
a quelle centrali, indispensabile per dare impulso a questi organismi. Sono due
i progetti di legge sulla materia, questo e quello presentato dall’Upr. I
rappresentanti della maggioranza e quelli dell’Upr, visto che i testi erano
molto vicini su diversi aspetti, hanno trovato una condivisione su un testo
emendato consegnato a tutte le forze politiche mercoledì scorso. Abbiamo tratto
una sintesi tra progetto del governo ed emendamenti concordati tra maggioranza
e Upr. Questa versione è stata già presentata a tutte le forze consiliari. Su questi
temi non ci sono barriere politiche, è interesse di tutti trovare la più ampia
condivisione possibile. In più, il testo presentato in prima lettura era
guidato dall’intendimento di avere il contributo fattivo dei capitani di
Castello, l’intervento dei diretti interessati è stato raggiunto. Con questo
progetto di legge si intende sistemare le disposizioni e aggiornarle alla luce
di correttivi e modifiche. Nel corso del dibattito possiamo approfondire meglio
le tematiche introdotte”.

Giovanni Lonfernini, Upr: “Esprimo soddisfazione dal punto di vista del metodo,
insieme alla segreteria di Stato agli Interni oggi si riesce a trovare una
sintesi e a convergere su testo unitario dei due progetti di legge. E’ un
traguardo importante, condiviso sulla necessità di riuscire su un tema
istituzionale a ragionare senza schematismi di parte. Abbiamo sempre creduto di
arrivare a una riforma per rispondere a esigenze di dignità e aggiornamento
della responsabilità di capitani e giunta. Negli ultimi anni, nell’incontro
semestrale con la Reggenza e la Consulta dei capitani è sempre stato riportata,
tra le varie recriminazioni, la necessità di mettere mano alla riforma per dare
un senso alle giunte. La nostra preoccupazione è legata a un passaggio che si
avrà nel 2014, la celebrazione delle elezioni per il rinnovo delle giunte di
Castello. Sarebbe stato scorretto e pericoloso per la classe politica non dare
un minimo di risposta per cercare di motivare coloro che operano all’interno
Giunte e a coloro che potrebbero candidarsi. Nella nostra proposta, ci siamo
spesi per dare una vocazione internazionale alle giunte, è stato inserito un
richiamo al Consiglio delle autonomie locali. Si raggiunge poi l’obiettivo
dell’introduzione del principio della personalità giuridica, un punto su cui la
Consulta ha più volte battuto. In secondo luogo, vi è un riferimento apposito
alla Carta europea autonomie locali, quindi il rafforzamento nei rapporti tra
giunte, governo e Pa. Altro tema, quello delle risorse destinate alle giunte e
alla concessione dei permessi. Il progetto definisce quindi meglio le funzioni
dei capitani e le competenze delle giunte”.

Giovanni Francesco Ugolini, Pdcs: “La legge privilegia il ruolo ricoperto da capitani e
giunte, nel collegamento con le istituzioni, valorizza il loro ruolo sociale.
Le giunte hanno ricoperto un ruolo sempre più importante all’interno del Paese,
capitani e membri di giunta operano con spirito di servizio. Giusto è quindi
riconoscere il loro impegno. La proposta di legge definisce le loro competenze
rispetto ai pareri. E’ opera del confronto tra le giunte, è una legge utile e
indispensabile. Con molta intelligenza il segretario di Stato ha colto
suggerimenti ed emendamenti da altre forze politiche e dalla proposta Upr, il
confronto è stato forte data l’importanza della materia. Come gruppo Pdcs-Ns
siamo nettamente contrari agli emendamenti di C10, per far dotare o eleggere
cittadini residenti da 10 anni, o quello di Su che abbassa la soglia a 5 anni.
Siamo nettamente contrari. Si vuole dare dignità alle giunte. L’auspicio è che
siano tenute maggiormente in considerazione ed ascoltate di più”.

Simone Celli, Ps:  “La riforma della legge
istitutiva delle giunte era diventata da molto tempo una vera necessità. Le
giunte sono un punto di riferimento molto significativo, svolgono una funzione
di carattere sociale, culturale, di collegamento tra cittadinanza e istituzioni
centrali. Molto spesso i cittadini guardano alle giunte di castello con molta
attenzione, perché sono il tramite per far arrivare certe richieste alla Pa e
alle istituzioni centrali. Il metodo adottato dal governo va valutato in
termini positivi. Si era arrivati a un punto di non ritorno, decidere se
mantenere in vita le giunte o procedere al loro smantellamento. Con questo
provvedimento si è deciso di optare per la prima soluzione, dando loro maggiore
dignità. Come Ps riteniamo sia stata la strada più opportuna. Esprimo un
giudizio favorevole al pdl”.

Francesco Morganti, Psd: “I Capitani e le loro giunte sono organismi eletti
direttamente dai cittadini, il loro ruolo non è marginale. Non può essere
quello di semplice passacarte, ma va valorizzato. Hanno la funzione di collante
sociale tra comunità e istituzioni di palazzo, di difensore civico, deve perciò
essere incorporata da una norma dello Stato. Di riformare questa istituzione se
ne parla da anni, ma il progetto di legge è stato sempre e solo annunciato e
rinviato. La volontà dell’esecutivo è di potenziare le competenze delle
autonomie locali, è necessario gratificare e rendere più incisivo l’operato di
Capitani e membri di giunta. Siamo a fine mandato, senza questa valorizzazione,
sarebbe difficile trovare disponibilità per la candidatura. Va ricordata infine
la firma della Carta europea delle autonomie locali. Nel dibattito in prima lettura,
è emersa la necessità condivisa che la legge vigente richieda, a 20 anni della
sua approvazione, un aggiornamento. Tra prima e seconda lettura c’è stato un
ampio confronto per arrivare a un testo condiviso. Nonostante la limitatezza
del nostro territorio, la mediazione degli organismi decentrata è necessaria.
Questa legge di riforma rappresenta passo in avanti e credo debba trovare ampia
condivisione”. 

Ivan Foschi, Su: “Credo che debbano essere valorizzate le competenze di chi si occupa
dell’amministrazione locale, non solo di quella centrale. Capita spesso ad
esempio che i capitani di Castello si rivolgano agli uffici delle pubbliche
amministrazioni senza avere risposte alle proprie domande. Così non si
valorizza la loro figura. Credo dunque che al ruolo dei capitani di Castello
debba essere dato il giusto valore e questa legge va in quella direzione. Si
potrebbe però fare di più: per esempio si potrebbe demandare alle giunte di
castello il compito di dibattere sulle istanze d’Arengo presentate dai
cittadini.

Stefano Canti, Pdcs: “E’ un testo importante perché rappresenta il risultato di un percorso
travagliato su un tema spesso sottovalutato. A capitani e giunte di Castello va
riconosciuto il ruolo effettivo e concreto e non solo di rappresentanza. Il
provvedimento in oggetto attribuisce, in parte, questo ruolo a giunte e
capitani. E attraverso gli emendamenti potrebbe risultare ancora più
valorizzato il ruolo delle amministrazioni locali. Incontri più frequenti con
autorità centrali, stesura di piani di priorità. Inoltre ogni Castello avrà
personalità giuridica e potrà intervenire, attraverso il suo Capitano, in
contratti e accordi,  per esempio per le
polizze assicurative.

Roberto Ciavatta, Rete: “Ci sono perplessità su questa legge, in particolare
sugli articoli 25 e 32 secondo cui, in caso di necessità e urgenza, possono
essere rispettivamente ridotte le tempistiche degli interventi e bypassate le
aziende di Stato per l’esecuzione dei lavori. Crediamo nella valorizzazione
delle giunte di castello e dunque anche della figura del capitano perché o si
smantellano o si rendono effettivi i loro poteri e la loro autonomia.
Valorizziamo la figura del capitano di castello ma evitiamo di lasciargli
troppa libertà nel suo agire per evitare il rischio di possibili abusi. Auspico
che si trovi una linea comune anche sugli emendamenti presentati”.

Paolo Crescentini, Ps: “Questa legge è un passo importante. Il consigliere
Foschi ha detto che sarebbe importante investire le giunte di castello di
ulteriori poteri come, ad esempio, la discussione delle istanze d’Arengo. Credo
possa essere una soluzione per sveltire le procedure del Consiglio e dare
risposte in tempi più celeri. Se c’è volontà di andare in questa direzione
ritengo che si possa affrontare la materia in aula. Esprimo il voto favorevole
del mio gruppo.

Tony Margiotta, Su: “Le giunte di castello devono avere un ruolo fondamentale
nell’istituzione nazionale sammarinese. Resto però esterrefatto e meravigliato
da alcuni interventi della maggioranza democristiana perché ho visto un
atteggiamento di chiusura nei confronti di persone che appartengono alla
comunità locale. Queste ideologie conservatoristiche possono essere “giuste”
quando si tratta di votazioni nazionali, ma su votazioni locali, che riguardano
persone che vivono dentro la comunità del castello, occorrerebbe aprire gli
occhi. Per questo proponiamo l’elettorato attivo a chi non è sammarinese, ma è
residente da almeno 5 anni e la sua partecipazione attiva, per poter essere
nominato in giunta, ma non come capitano, a chi non è sammarinese ma è
residente da almeno 10 anni. Resto basito per la posizione di chiusura nei
confronti di queste persone. E’ necessario creare la partecipazione sociale e
politica anche per quei giovani che si avvicinano alla maggiore età chiedendo,
con un emendamento, che anche i 16enni possano votare”. 

Alessandro Cardelli, Pdcs: “Oggi discutiamo una legge di riforma delle giunte di
Castello che da ormai 15 anni era entrata nel dibattito politico. Crediamo che
le giunte siano un istituto fondamentale per la realtà sammarinese. Cercando di
ascoltare i quesiti posti dalla cittadinanza, assieme a un progetto di legge
condiviso dall’opposizione, portato avanti dall’Upr, abbiamo deciso di
approvare la riforma. La politica ha superato i tradizionali schemi divisori, a
parte il nodo di concedere il voto a residenti da 10 anni, mi pare ci sia ampio
consenso da parte di tutte le forze in Aula. Punto cruciale introdotto è il
riconoscimento giuridico, ma anche il rapporto con la Pa cambia. Oggi è stata
introdotta una risposta immediata da parte degli uffici nei casi di urgenza,
non è più concesso un lasso temporale di 90 giorni. Poi i permessi speciali,
non più volontariato.

Sui residenti, la cittadinanza è una cosa diversa e
imprescindibile e deve essere tutelata prima di tutto, poi se un residente
vuole dare il suo contributo, ben venga. Questo progetto di legge ha fatto
compiere un bel passo in avanti”.

Marco Podeschi, Upr: “Il progetto di legge che andiamo a esaminare, che nasce dalla condivisione
di ragionamenti e proposte da parte della segreteria degli Interni e l’Upr, è
un elemento determinante che porta alla conclusione un processo di riforma che
è partito da molto tempo. Il prossimo anno sarebbe stato il ventennale della
legge attuale, che per l’epoca era all’avanguardia. Si sono succeduti diversi
tentativi di riforma, ma non si è mai riusciti a compiere questo passo. Le
giunte sono la prima sentinella che permette ai cittadini di venire in contatto
con istituzioni del Paese, negli anni si è affievolita la loro efficacia, a
causa di modifiche normative che hanno finito per frustrare chi si è impegnato
direttamente in questi organismi. Mi ricordo, durante l’ultimo nevone,
l’impegno dei capitani e delle giunte in prima persona per superare
l’emergenza. Quindi l’attività culturale svolta nei castelli, dal 1984 ad oggi
si sono sviluppate tantissime iniziative sostenute direttamente dalle giunte.
Con questa legge si prevedono sinergie importanti. Quindi il rapporto con la
Pa, le giunte lamentano da sempre la mancanza di risposta da parte degli
uffici. Il progetto specifica meglio gli obblighi degli uffici nei loro
confronti per una maggiore collaborazione, evitando non risposte e latitanze”.

Lorella Stefanelli, Pdcs: “Oggi siamo chiamati a modificare l’attuale legge delle
giunte che risale al 1984. A 20 anni si è manifestate l’esigenza di aggiornare
le leggi istituzionali, è aumentata la consapevolezza e la fattiva
partecipazione dei cittadini. Quando il segretario di Stato ha presentato  il pdl, ha scritto nella relazione che la
Repubblica era prossima a sottoscrivere la Carta europea delle autonomie locali
del consiglio d’Europa. Concomitanza non poteva essere migliore: tra pochi
giorni il Consiglio procederà alla ratifica di questa convenzione. Questa legge
si muove nel solco del Consiglio d’Europa, di cui facciamo parte. Siamo in una
fase di revisione delle spese, forte sarebbe la tentazione di ritenere le
nostre autonomie locali superflue. Al contrario, occorre valorizzare ruoli e
definire doveri e ambiti di competenza. Le giunte devono concorrere alla
realizzazione dell’interesse del Paese e curare in autonomia i precisi
interventi locali. Non concordo sulla questione della candidatura dei residenti
da 10 anni, da noi la questione delle residenze fittizie è ancora molto, molto
aperta”.

Franco Santi, C10: “L’obiettivo dei capitani e delle giunte non è quello di creare una
contrapposizione o un conflitto istituzionale, ma di creare le condizioni
perché amministrazioni locali e centrali possano collaborare in maniera
costruttiva per il bene del Paese. Bisogna essere molto chiari e chiedo di
riflettere al governo su questo: un conto è fare una norma- verranno
infatti  introdotti vincoli per gli
uffici pubblici quando dovranno dare risposte alle giunte, impegni per
coinvolgere le giunte in determinati processi decisionali- e un conto è
renderla effettiva. Ci vuole buon senso e volontà politica per collaborare. Ci
tengo a fare questo appello, perché al di là della norma, serve una presa
d’atto che stiamo giocando la stessa partita. Rispetto alla nostra proposta per
permettere la candidatura dei residenti, riteniamo che le persone che vivono a
San Marino, che lavorano qui e hanno figli sammarinesi, devono essere
considerati alla stregua dei cittadini in termini elettorali, perché devono
essere maggiormente integrati anche nella comunità locale dei diversi Castelli.
E’ un elemento di riconoscimento della dignità dell’uomo, non della persona che
ha altra cittadinanza. Gli organismi internazionali ogni volta sottolineano
questa mancanza nel nostro ordinamento giuridico”.

 

Nicola Renzi, Ap: “Il ruolo delle giunte di Castello deve essere quello
di sviluppare al massimo il senso di comunità. Il provvedimento ha avuto una
gestazione un po’ lunga, ma oggi arriva in Aula con un accordo abbastanza
ampio. Lo accogliamo con favore per poi riservarci di valutarlo nelle sue
specifiche articolazioni”.

Pier Marino Mularoni, Upr:
“E’ un provvedimento molto
importante, anche se c’è una parte del mondo politico che snobba queste
istituzioni locali. Ed invece ritengo che siano organismi che possono
avvicinare il cittadino alla Repubblica: abbiamo avuto segnali di disaffezioni
alla cosa pubblica nell’ultimo periodo. Noi siamo dell’idea che occorra rendere
più autorevoli questi organismi e abbiamo presentato un nostro progetto di
legge che ha trovato la sensibilità del segretario agli Interni. Le giunte di
castello sono importanti per permettere ai centri periferici di far sentire la
propria voce. Aldilà delle differenze che permangono su certi elementi, penso
al voto dei residenti, credo ci sia la possibilità di arrivare a quella
mediazione necessaria per l’approvazione di un progetto di legge che favorirà
la partecipazione”.

Francesca Michelotti, Su: “Questo progetto di legge promana da una forte
volontà dei capitani di Castello che sono più informati su quei fattori che
ostacolano e ritardano l’attività delle giunte. Da tempo si parlava di
possibili miglioramenti alla normativa. Chi crede nella democrazia può
convenire con me che un Paese con risorse umane limitate deve ancora più di un
Paese grande coltivare nei propri cittadini l’attitudine nella politica. Le
giunte inoltre assicurano una formazione nelle procedure istituzionali della
politica sammarinese. I residenti non sammarinesi? Sono persone che condividono
con noi la quotidianità ed è giusto che possano contribuire alla vita
politica”. 

Paride Andreoli, Ps: “Valorizzare il ruolo delle giunte e dei loro
componenti significa valorizzare quella che è una delle principali istituzioni
del nostro Paese. Che da tempo lamenta una carenza di ruolo. Anche se siamo un
Paese di appena 61 chilometri quadrati le giunte di castello hanno una loro
valenza ed importanza. Ci sono emendamenti presentati che dovremo valutare con
attenzione”. 

Vladimiro Selva, Psd: E’ progetto che va a normale un istituto di autonomia
locale che in qualche occasione è stato messo in discussione per la dimensione
territoriale ridotta del nostro Paese. Si pensa che un’unica autorità
amministrativa sia sufficiente a gestire uno Stato. Credo invece che le giunte
svolgano un ruolo necessario. Una gestione stratificata del potere è utile e
necessario quando ci possono essere situazioni di controllo coordinato. Il
valore delle autonomie locali, quindi delle giunte, va potenziato”.

Italo Righi, Pdcs: “Intervengo con grande piacere su questo provvedimento, io stesso negli
anni passati ho portato avanti un percorso di riconoscimento, una strada in
salita, durata dieci anni, interrotta per diversi crisi di governo. Ho apprezzato
la disponibilità del segretario nell’ascoltare le istanze dei capitani, è stato
un confronto aperto, gli amministratori locali hanno avanzato l’esigenza di
maggiore autonomia e coinvolgimento nei lavori pubblici, per essere chiari nei
confronti dei loro cittadini. Il punto chiave del provvedimento è il maggior
collegamento con l’autorità centrale e locale. I castelli sono l’interfaccia
tra palazzo e cittadinanza, per questo devono avere gli strumenti per
rispondere alle istanze dei cittadini. Quello che vedo è il riconoscimento per
la figura non solo del capitano, ma anche per i membri di giunta, pur
mantenendo la connotazione di volontariato. Un invito che faccio al Paese:
leggete questo pdl, troverete spunti interessanti per capire quanto le giunte
possono influire nello sviluppo del Paese e quanto il cittadino possa fare
impegnandosi in prima persona attraverso le amministrazioni locali”.

Replica del segretario di Stato Gian Carli Venturini:
“Credo ci sia condivisione di tutta l’Aula sul riconoscimento del ruolo delle
giunte e dei capitani, per il collegamento tra istituzioni e cittadinanza dei
castelli. Esprimo la soddisfazione per la discussione di un provvedimento che
cerca di dare nuovo impulso a un organismo importante e sulla sua convergenza
di quasi tutte le forze politiche.

Giovanni Lonfernini, Upr: “Una precisazione, che da parte nostra c’è il ritiro
del progetto di legge perché si converge su un testo unico dopo il confronto
con la segreteria agli Interni”.

 

San Marino, 20 settembre 2013/02

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