San Marino. Consiglio Grande e Generale, seduta pomeridiana. Agenzia Dire

Consiglio Grande e Generale, seduta pomeridiana di oggi, mercoledì 18 dicembre. Resoconto Agenzia Dire.

Il
tema dei costi della politica e, in particolare, del finanziamento ai
partiti, impegnano per larga parte la seduta consiliare pomeridiana.

All’avvio dei lavori, l’esame del Bilancio 2014 riparte dall’emendamento aggiuntivo all’articolo 12 proposto da Cittadinanza attiva, volto ad attivare “azioni di responsabilità civile nei confronti degli amministratori e sindaci di società cessate che hanno debiti tributari nei confronti dello Stato”. L’obiettivo è quello di “sollecitare il governo a prendere un impegno formale a recuperare quei 188 milioni di euro di crediti monofase che lo Stato vanta nei confronti delle aziende”. L’emendamento viene ritirato, a seguito dell’impegno preso dal segretario di Stato per le Finanze, Claudio Felici, di compiere un riferimento in Consiglio sulle procedure da mettere in campo per possibile recupero delle risorse, una volta conclusa l’indagine amministrativa e le cui risultanze, ha annunciato il segretario, sono attese a giorni.

All’Articolo 13, “Trasformazione dell’Azienda autonoma di Stato Filatelica e Numismatica in Ufficio Filatelico e Numismatica”, Intesa per il Paese presenta un emendamento parzialmente abrogativo e modificativo, per limitare la proroga del Cda e del Collegio sindacale dell’Aasfn al 30 giugno. L’emendamento viene ritirato, perché in parte accolto nel testo emendato dal governo. 

All’Articolo 14, “Programmi lavori Aaslp”, sono respinti gli emendamenti di Intesa per il Paese (Ps-Upr)e di Cittadinanza attiva ( C10-Su), perché ci sia un riferimento in Consiglio dell’elenco degli interventi e delle opere pubbliche in capo all’Azienda autonoma di Stato per i lavori pubblici e perché, aggiunge Cittadinanza attiva, le giunte possano avere voce in capitolo nella deliberazione degli interventi.

All’Articolo15, “Finanziamento dei partiti e dei movimenti politici” Cittadinanza attiva presenta un emendamenti per modificare l’articolo 2 della Legge 170 del 2005 in materia di finanziamento pubblico ai partiti, in modo che il contributo si limiti a coprire le spese di una sede e di due funzionari. “Il finanziamento- è la proposta di C10 e di Su- si compone dei seguenti elementi in favore di ogni Partito e Movimento che hanno presentato liste elettorali e sono rappresentati in Consiglio Grande e Generale da almeno tre consiglieri: 1) una sede 2) la copertura del costo di 2 funzionari 3) l’esenzione totale delle spese di spedizione all’interno del territorio. Con apposito Decreto Delegato, da emanarsi entro 2 mesi dall’approvazione della presente legge, verranno definiti i limiti massimi, le caratteristiche e gli standard dei locali da adibirsi del Partito o Movimento, analogamente definirà i livelli retributivi e le condizioni contrattuali dei funzionari. Per i Partiti e Movimenti le cui liste hanno ottenuto un numero di consiglieri inferiore a tre il contributo fisso è di 12 mila euro”. Su questo emendamento si apre un lungo dibattito:

Interventi

Stefano Macina, Psd

Andrea Zafferani, C10

Tony Margiotta, Su

Elena Tonnini, Rete

Paride Andreoli, Ps

Roberto Ciavatta, Rete

Marino Riccardi, Psd

Manuel Ciavatta, Pdcs

Mimma Zavoli, C10

Matteo Zeppa, Rete

Alessandro Cardelli, Pdcs

Federico Pedini Amati, Ps

William Giardi, Upr

Ivan Foschi, Su

Denise Bronzetti, Indipendente

Gloria Zafferani, C10

Mario Venturini, Ap

La replica di Claudio Felici, segretario di Stato alle Finanze

L’emendamento di Cittadinanza Attiva è respinto.

Il
tema dei costi della politica resta al centro dei lavori consiliari,
con una serie di emendamenti presentati dalle forze di minoranza, tutti
respinti.

Sempre in tema di finanziamento ai partiti, Roberto Ciavatta di Rete, presenta l’emendamento aggiuntivo articolo 15 bis per far sì che  “nell’anno in cui si svolgono le elezioni per il rinnovo del Consiglio Grande e Generale il  finanziamento dei partiti, anziché raddoppiato, venga aumentato del 50%”, per un risparmio per le case dello stato stimato per 500 mila euro. L’Emendamento è respinto.

            Rossano Fabbri per il Ps presenta l’emendamento articolo 15 bis
“Convenzioni, collaborazioni professionali, borse di studio”, con cui
limitare borse di studio, convenzioni e consulenze con pensionati per
l’esercizio 2014.
L’Emendamento è respinto.

            Rete presenta quindi l’emendamento aggiuntivo articolo 15 ter  con
cui delega il governo di adottare “un Decreto Legge per il riordino
della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e
diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”.

“Nostra volontà- spiega Roberto Ciavatta, Rete- è rendere completamente
trasparenti politici e persone con ruoli apicali nella Pa, è dovere di
chi assume posizioni politiche e diritto dei cittadini di essere
informati sulle proprie istituzioni”.

Per Valeria Ciavatta, Ap, alcune
cose proposte sono buone, altre esagerate, come quanto previsto alla
lettera F, con l’obbligo pubblicare tutti gli atti in formato anche
aperto, o quando si chiede alla lettera D di pubblicare la situazione
patrimoniale di chi ha la carica, ma anche dei parenti entro il secondo
grado di parentela. Ad ogni modo, non si può dare alla maggioranza la
responsabilità di sistemare emendamenti completamente da rivedere. Non
ci sono le condizioni per dedicare ogni mezz’ora a un emendamento, lo
dico con rammarico”. Rete non ritira l’emendamento che viene respinto.

            Quindi vengono respinti anche tre emendamenti di Cittadinanza attiva, sempre sui costi della politica: il primo, è l’emendamento aggiuntivo articolo 15 Ter per azzerare interamente il contributo pubblico ai partiti per la campagna elettorale. Stessa sorte per l’articolo 15 Ter in subordine,
“Finanziamento campagna elettorale” con cui si chiede di fissare un
budget fisso pari a 200 mila euro, da dividere in parti uguali fra tutte
le liste in lizza. “Oggi- osserva Andrea Zafferani, C10- si parte da un
milione di euro”. L’altro emendamento respinto è Articolo 15 Quater “Pensioni consiglieri” per sopprimere il vitalizio per gli ex membri del Consiglio grande e generale.

            La seduta si chiude e riprenderà in notturna dall’articolo 16, “Disposizioni relative ai fondi destinati al funzionamento delle Giunte di Castello”.   

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