San Marino. Consulenze alle Segreterie di Stato, Rete: ‘Forma di mantenimento del consenso elettorale’

SAN MARINO. Continuano a tenere banco sul Titano le consulenze alla Segreterie di stato, in merito alle quali RETE denuncia come non si riesca ad avere una rendicontazione puntuale delle spese, in primis. E, aggiunge, la pratica delle consulenze è probabilmente una ‘delle maggiori forme di mantenimento del consenso elettorale’. Rete conclude chiedendo trasparenza nelle nomine. Già lo scorso 17 giugno, Rete, aveva interpellato sul tema delle Consulenze.

(…) E’ lampante come il fatto di aver ricevuto molti incarichi non possa essere la comprova di una specializzazione, specialmente in un paese come San Marino dove nomine e incarichi sono state per decenni assegnati in maniera discrezionale senza alcun criterio, senza bandi e senza un minimo di trasparenza. Eppure questo il Segretario Felici dovrebbe saperlo bene, visto che fino a poco tempo fa, nella sua veste di Consigliere presentava –insieme ai colleghi del PSD- interpellanze e mozioni proprio per denunciare l’esistenza di “incarichi a professionisti senza grandi riscontri rispetto alle importanti voci di spesa e gli emolumenti anche a qualche consigliere, non si sa a quale titolo”. Proprio il PSD stigmatizzava come il governo chiedesse sacrifici senza dare il buon esempio: “I primi tagli sono riservati unicamente ai lavoratori dipendenti, mentre è nell’interesse di tutti verificare le spese” diceva il PSD 3 anni fa. Era proprio il PSD a contestare la spesa di oltre 300.000,00 euro a Piergiorgio Valente nel 2010, ma perché allora il Governo nel 2013 gli ha confermato nuovamente l’incarico? Le spese della politica di cui spesso ci lamentiamo sono soprattutto queste, quelle indirette, dovute a consulenze, incarichi, nomine, progetti, regolamenti ecc. Questa pratica costa annualmente una marea di soldi (a breve pubblicheremo un resoconto con ogni delibera di spesa di questo tipo nel corso del 2013) che va assolutamente arginata! Non c’è dubbio che questa pratica potrebbe scoprirsi essere una delle maggiori forme di mantenimento del consenso elettorale, che garantisce a chi sta vicino ad una forza politica (o a tutte quelle in odor di governo, molto più spesso) una qualche forma di sostentamento. (…)

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