San Marino. Conto Mazzini, Caprioli tira dritto: si procede con le conclusioni

Conto Mazzini, il giudice tira dritto e dà il via alle conclusioni delle parti

Rigettata la richiesta dei legali di discutere e decidere preliminarmente sulle eccezioni di nullità

Antonio Fabbri

Il giudice Francesco Caprioli conferma la sua posizione, già espressa nelle passate udienze e nelle precedenti ordinanze, e decide di proseguire con il processo per poi decidere all’esito della discussione anche sulle eccezioni di nullità dell’istruttoria, del dibattimento e della sentenza di primo grado, sollevate dai legali. Si è riservato di decidere all’esito della discussione anche sulla fondatezza o meno delle eccezioni di costituzionalità sollevate che, se dovessero essere poi ritenute “non manifestamente infondate”, richiederebbero la trasmissione della questione al Collegio Garante di Costituzionalità delle norme.

Al momento comunque, si procede con le conclusioni.

Nella sostanza la valutazione del Giudice riguarda la possibi- lità di decidere sulle eccezioni di nullità degli avvocati, che di fatto puntano a sollevare la non imparzialità dell’inquirente e del decidente di primo grado, una volta che il quadro delle conclusioni sia completo, sia per quanto riguarda le questioni sollevate nei confronti dei magistrati che hanno trattato il procedimento, sia per quanto riguarda il merito. Il succo è che dalla valutazione del merito, delle prove, delle conclusioni delle parti sulla base di queste, passa la possibilità per il Giudice di capire se vi sia stato un deficit di terzietà o di imparzialità.

Da un lato, quindi, ha accolto la richiesta di acquisire la relazione conclusiva della Commissione di inchiesta su BancaCis e la trascrizione dell’intervento in Consiglio Grande e generale il 29 ottobre, del Segretario alla sanità Roberto Ciavatta – che, va detto, trattando i medesimi fatti, nella seduta del 10 novembre, ha cambiato versione rispetto alla seduta consiliare -; dall’altro lato, però, il giudice ha deciso di tiare dritto con le conclusioni del processo di appello per poi valutare il tutto al termine della discussione.

Le difese chiedevano, invece, che il Giudice decidesse subito, prima di iniziare la discussione, sulle eccezioni di nullità assoluta e di nullità dell’istruttoria, motivate dagli avvocati sulla base di un preteso “difetto di imparzialità dei commissari Buriani e Felici”.

Richiesta che il giudice ha però rigettato “considerato che tali eccezioni di nullità, richiedono – ha detto il Giudice Caprioli – una trattazione e una valutazione che appaiono strettamente intrecciate con l’analisi del merito delle contestazioni rivolte agli imputati e con l’analisi delle questioni attinenti al rito già formulate nei motivi di appello, essendo necessario passare in rassegna l’intero compendio probatorio e ripercorrere l’intero svolgimento del processo per comprendere se e in che misura” vi sia stato un deficit di imparzialità e terzietà. Per questo il Giudice ha rigettato la richiesta dei legali di illustrare in anticipo le questioni attinenti al rito e al merito delle eccezioni di nullità, procedendo con la discussione e riservandosi di decidere, su tutte le questioni e sul merito, al termine della discussione delle parti civili, della procura fiscale e di tutti gli avvocati. Questo il contenuto dell’ordinanza del Giudice Caprioli che ha quindi disposto di procedere con le conclusioni. Una decisione che ha un po’ spiazzato gli avvocati che non hanno fatto mistero di come sia attendessero di poter discutere già ieri sulle questioni di nullità del processo. Gli avvocati hanno quindi chiesto una pausa per consultarsi.

Di seguito, alla ripresa dell’udienza, hanno chiesto al Giudice in prima battuta di ritirare l’ordinanza o, alternativamente, di integrarla.

La richiesta partita dall’avvocato Luigi Stortoni, legale di Fiorenzo Stolfi assieme all’avvocato Simone Menghini, è stata quella di acquisire tutti gli elementi raccolti dalla Commissione d’inchiesta, e quindi anche il materiale probatorio raccolto, le trascrizioni delle testimonianze “per poter compiutamente discutere”, ha detto l’avvocato Stortoni. Richiesta alla quale, nella sostanza, si sono associati anche tutti gli altri legali, anche per chiarire gli “omissis” riportati nella relazione.

Su questa ulteriore istanza il giudice Caprioli si è riservato di decidere, per poter riflettere e valutare la rilevanza delle ulteriori acquisizioni richieste. Ha quindi disposto di procedere con le conclusioni dell’Avvocatura dello Stato. Avvocatura che, tuttavia, ha chiesto di poter intervenire nella prossima udienza, già fissata per il 24 novembre. Richiesta accolta dal Giudice che ha quindi aggior- nato la seduta a quella data, quando, oltre alla Parte civile, anche la Procura fiscale farà la propria requisitoria.

Il Giudice ha poi comunicato una richiesta tecnica formula- ta al Dirigente del tribunale: quella di poter trovare una sede più consona per le prossime udienze, come ad esempio il Kursaal, soprattutto per ragioni di sicurezza legate agli spazi e al distanziamento oltre ad avere la possibilità di areare i locali, cosa che nel teatro Concordia non è così agevole. Richiesta condivisa, per conto dei legali, anche dalla presidente dell’Ordine, Maria Selva.

In chiusura è tornata poi la questione su chi, tra le difese, debba intervenire prima o dopo, diatriba che aveva alimentato battibecchi già nella scorsa udienza. A prescindere dall’ordine che sarà deciso, comunque, l’intenzione del Giudice resta quella di chiudere la discussione entro metà dicembre.

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