San Marino. Crac de “La Voce”, cinque banche del Titano esposte per 4 milioni

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In tutti i casi i crediti, anche milionari, sono iscritti come chirografari, cioè privi di garanzie

Crac de “La voce”, cinque banche del Titano esposte per 4 milioni

Antonio Fabbri

Dalle insinuazioni allo stato passivo del crac de “La Voce”, il giornale riminese dell’ex editore Gianni Celli, emerge che cinque banche sammarinesi hanno crediti nei confronti delle società riconducibili al patron, per oltre 4 milioni di euro. In un periodo in cui a San Marino la questione degli Npl, cioè dei crediti non performanti, è al centro del dibattito politico ed economico, il dato assume un certo rilievo. Infatti i crediti delle banche sammarinesi sono iscritti allo stato passivo come “chirografari”, cioè privi di garanzie.

All’inizio di agosto sono state pubblicate le motivazioni della condanna a un anno e tre mesi comminata a Gianni Celli dal giudice monocratico di primo grado presso il tribunale di Rimini. Il giudice parla di “pervicace disegno criminoso dell’imputato di non pagare le imposte dovute” per i giornalisti alle sue dipendenze. Il giudice non ha concesso la sospensione condizionale della pena e comminato pene accessorie pesanti: “interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria, interdizione perpetua dall’ufficio di componente di commissione tributaria, obbligo di pubblicazione sentenza”. La durata delle pene accessorie temporanee è stata fissata in un anno e sei mesi.

Ma il mancato pagamento delle imposte non è l’unico sospeso lasciato da Gianni Celli e dalle sue società, tanto che, parallelamente alla vicenda penale, sono aperti contenziosi anche in sede civile. Si tratta, come noto, del fallimento delle società ad esso collegate. Quello che non era del tutto noto finora è che tra i creditori, nell’insinuazione allo stato passivo dei vari fallimenti, ci fossero anche cinque banche sammarinesi e per importi molto rilevanti, nonostante buona parte di questi prestiti fosse stata concessa senza garanzie. 

Così, nell’insinuazione allo stato passivo della “Editrice La Voce srl” si legge che Asset Banca è esposta per 1.116.470,28 euro, e nelle note si legge che il Giudice Delegato dispone l’ammissione allo stato passivo nella “categoria chirografari, come richiesto”. Tra i creditori c’è poi la Banca di San Marino per 659.153,25 euro. Anche qui la dicitura è la stessa: ammesso, “categoria chirografari, come richiesto”. Sempre verso la “Editrice La Voce Srl” vanta un credito consistente la Cassa di Risparmio di San Marino per 562.217,42 euro, pure questo nella categoria dei crediti “chirografari, come richiesto”. Verso la stessa Srl vanta un credito pure la Banca Agricola Commerciale-IstitutoBancario Sammarinese. Un credito pari a 529.748,79 euro, sempre nella “categoria, chirografari, come richiesto”.

Verso la società “La Mia Terra”, Cassa di Risparmio di San Marino è insinuata al passivo per un credito di 662.571,25 euro. In tale caso si tratta di un credito che sarebbe stato anche privilegiato, considerato che risultava garantito da ipoteca su un immobile. Tuttavia il curatore fallimentare ne ha proposto il declassamento a chirografario, allo stesso piano degli altri crediti non garantiti, con il rischio che il recupero del credito si attesti su una percentuale più bassa rispetto al credito garantito. Questo perché, almeno documentalmente, quell’immobile risulta “fantasma”, non si trova: “in quanto non è stato rinvenuto l’immobile sui cui è stata iscritta ipoteca (ente urbano ad oggi soppresso)”, è la dicitura esatta riportata nello stato passivo (vedi l’informaizone del 12 febbraio 2017).

L’elenco delle esposizioni delle banche sammarinesi non è terminato. Infatti verso la società Bpr, sempre riconducibile a Gianni Celli, Asset Banca ha un ulteriore credito di 558.998,52 euro. Inoltre verso “Edizioni delle Romagne”, BancaCis ha una insinuazione al passivo per un credito di 23.709,18 euro, sempre chirografario.

La somma dei crediti insinuati delle cinque banche sammarinesi supera complessivamente, dunque i 4 milioni. Di questa somma, difficile dire oggi quanto le banche sammarinesi potranno riuscire a recuperare. Di certo rileva che crediti così importanti siano iscritti tra quelli privi di garanzie. Non è escluso, poi, che vi possano essere esposizioni anche per le altre società della galassia di Gianni Celli. Tra queste anche la Acta Europa, società di diritto sammarinese già oggetto dell’attenzione del tribunale di Rimini e di quello sammarinese. 

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