San Marino. Crediti deteriorati a 2 miliardi, Capicchioni (Finanze): ‘Non siamo in default’

Il Resto del Carlino: Buco di due miliardi per le banche Capicchioni: «Non siamo in default»

«PRIMA occorre fare una diagnosi precisa e poi dare la cura». Lo aveva detto appena qualche giorno fa il segretario di Stato alle Finanze, Gian Carlo Capicchioni. E ora i ‘medici’ sono al capezzale del malato. «San Marino non gode di ottima salute, ma non siamo un Paese così moribondo», non drammatizza il ministro. A San Marino quella dei due miliardi di euro (la stima reale è ancora piuttosto incerta) di crediti deteriorati è una questione che tiene banco da tempo. E non è questione da poco. Tanto che martedì il presidente di Banca Centrale Wafik Grais ha incontrato i vertici delle banche sammarinesi per fare un primo punto della situazione sullo stato di salute degli istituti di credito della Repubblica. Riunione blindata, anzi blindatissima. «Il rapporto del Fondo monetario internazionale – scrive Grais – ci ricorda che il primo pilastro della strategia che deve affrontare e risolvere questo problema cruciale si basa sulla raccolta di informazioni, in vista della determinazione di un livello adeguato di riserve, e se necessaria, di una ricapitalizzazione. Il primo passo è quindi ciò che il Fmi chiama nel proprio rapporto ‘valutazioni prospettiche e lungimiranti degli attivi per tutte le banche, che dovrebbero ridurre l’incertezza sulla qualità di tali attivi’. Senza una profonda, dettagliata conoscenza della qualità degli attivi non può essere messa in atto alcuna strategia sana che risolva i problemi. La Banca Centrale di San Marino ha pertanto sottoscritto pienamente questa raccomandazione». L’obiettivo è quello di valutare la solidità e la qualità dei bilanci degli istituti di credito. Insomma, la diagnosi prima della cura. (…)

 

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