San Marino, Criminal minds. Bianchini a Ricciardi: ‘Che mi ammazzino’. Patrizia Cupo, Corriere Romagna San Marino

Patrizia Cupo di Corriere Romagna San Marino: Inchiesta Criminal
Minds
Bianchini: «Che mi ammazzino pure» / Secondo la procura e il gip mister Karnak sapeva bene con chi aveva a che fare.  Lo sfogo con il suo guardaspalle Ricciardi: seguirà l’entrata in scena del clan Gallo Cavalieri

RIMINI. Bianchini sapeva bene con chi aveva a che fare. E sapeva anche di che pasta erano fatti i suoi “body guard” e quelli dell’avversario Vitalucci: per questo, nel mezzo delle minacce e delle violenze reciproche tra il suo gruppo e quello di Claudio Vitalucci, matura la consapevolezza di essere in pericolo.

Ha paura di essere ammazzato: «Ma sì: che mi ammazzino allora», dice al suo guardia spalle Ricciardi in un momento di sconforto. Ma Marco
Bianchini
, titolare della Karnak e al centro dell’inchiesta Criminal minds della finanza (sotto arresto provvisorio a San Marino, in attesa dell ’arrivo della richiesta di estradizione dalla procura di Rimini), può contare su un solido gruppo di fidati “uomini del mestiere”. A mostrarlo è lo stesso napoletano Riccardo Ricciardi: per lui, la vicenda con Vitalucci doveva essere risolta entro breve.

Ricciardi sa come muoversi: al pari del “collega”  Platone Bruno  che, per difendere Bianchini, ha chiamato in causa anche il clan Gallo Cavalieri di Torre Annunziata, anche lui vanta “amici” di punta. Conoscenze che, in qualche modo, si considerano vicini alla guerra tra il sammarinese e l’imprenditore anconetano: tra loro, Giovanni Pascarella, nel frattempo morto, elemento legato alla criminalità organizzata già coinvolto nel tentato omicidio di Giovanni Lentini, in viale Ceccarini a Riccione. Pascarella – si preoccupa Ricciardi – doveva sentire con le proprie orecchie che Vitalucci «non doveva avere quei 3 milioni da Bianchini, per evitare che dopo la morte del pregiudicato, le persone a lui vicine tentassero di recuperare il credito», spiega il gip Fiorella Casadei nell’ordinanza. Diversamente, Ricciardi era pronto a prendere un’arma e sparare a quelli dell’anconetano. «Che devo fare? Mi devo mettere i ferri in tasca e vado a sparare alla gente? Creo la guerra». (…)  

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