San Marino, Criminal Minds. La ricostruzione dell’indagine

L’Agenzia Dire-Torre1 realizza un quadro preciso e dettagliato dell’operazione “Criminal Minds” che ha coinvolto l’imprenditore sammarinese Marco Bianchini, proprietario della Karnak, ora in carcere a San Marino in attesa di estradizione.

I fari della Guardia di finanza di Rimini tornano ad accendersi su San Marino. E l’inchiesta
denominata
“Criminal Minds” fa vittime illustri sul Titano, a partire da Mario
Bianchini
, noto imprenditore, presidente del gruppo Bi-Holding-Karnak,
per la gestione della finanziaria
Fingestus. Per lui l’accusa e’
estorsione, ricettazione e corruzione. Non mancano poi fra le accuse i
legami con la malavita organizzata, in particolare con il clan
camorristico
Gallo-Cavalieri di Torre Annunziata
. E i coinvolgimenti
di alcuni esponenti delle forze dell’ordine, tra cui un maresciallo
aiutante delle Fiamme Gialle, per cui sono scattate le misure cautelari,
ma anche l’ex comandante della Gendarmeria del Titano, Achille Zechini.
Nessun provvedimento per quest’ultimo, tornato ora in Questura a Rimini
come dirigente. Secondo le risultanze dell’inchiesta, e in particolare
alcune intercettazioni, Zechini “aggiornava in tempo reale
l’imprenditore sammarinese” sullo stato dell’inchiesta. Ma la posizione
di Zechini e’ in stand by.
Il reato, ma solo in ipotesi, di favoreggiamento, e’ stato commesso in uno stato estero senza concretizzarsi in Italia.
Quindi Zechini non e’ perseguibile dalla magistratura italiana.
La sua posizione andrebbe valutata dalla magistratura sammarinese.

[…]

Tutto e’ partito dai controlli su un’agenzia investigativa di San Marino, sarebbe la Cio di Salvatore Vargio, cui
e’ stata revocata la licenza nel 2009, per la quale collaborava anche
“personale delle forze di polizia, tra cui uno dei nostri”, tra gli
arrestati, e che si occupava di “dossieraggio per imprenditori e
privati”. Interessata a questi servizi, prosegue il comandante, “una
grossa impresa di San Marino”, riconducibile a Bianchini, che contava
cosi’ di conoscere il modus operandi delle ispezioni svolte dalla Gdf. E
i controlli sui suoi titolari hanno fatto emergere altri reati.
Insomma
“da un punto sono nati una marea di rivoli”, mentre “con San Marino-
stigmatizza Venceslai- le vie sono sempre le stesse” e passano per i
collegamenti con la camorra, di cui ci si “avvaleva per intimidire”.
Nello
specifico dell’inchiesta entra il colonnello Gianfranco Lucignano. Il
titolare di una finanziaria sammarinese, appunto Mario Bianchini e la
Fingestus, “si avvaleva di due soggetti di origine campana”, collegati
al clan Gallo-Cavalieri, e “senza questi due galantuomini non faceva
neanche un passo”.

 

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