San Marino, crisi di governo. Gabriele Gatti (Pdcs): ‘Lavorare per un’ampia maggioranza’

Gabriele Gatti, consigliere del Pdcs, oggi nel suo intervento in Aula ha ribadito che “è necessario lavorare per un’ampia maggioranza, perché una coalizione risicata è destinata a fallire e lo abbiamo visto con il Patto per San Marino“.

Gabriele Gatti, Pdcs: “Sono stato tra i primi a pensare alla costituzione di un accordo politico che poi, nel giro di qualche tempo, ha portato alla nascita del Patto per San Marino. Io ci ho creduto, mi sono anche fatto da parte per difendere questo progetto politico che ha avuto mille difficoltà. Si sono fatti molto sforzi, molto è stato raggiunto, alcune difficoltà restano. Da tempo la situazione del Patto per San Marino, dal punto di vista numerico e della credibilità nei confronti del Paese, sia di difficoltà. Ora serve un’assunzione di grande responsabilità. Dobbiamo essere consapevoli che ci troviamo in una situazione drammatica dal punto di vista economico, della liquidità dello Stato e occupazionale, dal punto di vista delle relazione esterne. Dobbiamo cercare di essere consapevoli di quello che sta succedendo nel Paese. Saremo in grado di intervenire sulle spese correnti in maniera concreta? Siamo in grado di fare scelte economiche coraggiose per il rilancio del Paese? Dobbiamo fin da subito porci il pensiero che è necessario lavorare per un’ampia maggioranza, perché una coalizione risicata è destinata a fallire e lo abbiamo visto con il Patto per San Marino. E’ difficile trovare condivisione su provvedimenti difficili se non si ha una larga maggioranza. Poi bisogna ricercare unità di intenti con le forze economiche e sociali. Il Patto all’inizio aveva creduto nel tavolo tripartito per cercare condivisione sociale.
Il dopo non è fatto di momenti di rivalsa. Ci stiamo avvicinando alla fine di luglio, dobbiamo cercare di lavorare compatti perché quanto prima ci possa essere una ripresa delle attività. Gli altri Paesi hanno trovato soluzioni diverse. In Italia hanno unito le forze più grandi e fatto un governo tecnico per traghettare il Paese. In uno Stato grande è più facile, in uno più piccolo forse diventa complicato. Però in una situazione di straordinarietà, dobbiamo pensare soluzioni straordinarie ma tempestive. La soluzione dei problemi non è quello di metterli sotto il tappeto, ma nella capacità di affrontarli. Torno sulla mancanza di un progetto economico, cerchiamo di lavorarci e di fare in modo che la politica tutta insieme riesca trovare un modo per uscire da questo tunnel in cui ci troviamo”.

vedi resoconto agenzia Dire Torre 1

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