San Marino, crisi di governo. ‘Si continua a forzare la volonta’ del Consiglio’, Roberto Tamagnini (Su)

Roberto Tamagnini, Sinistra Unita, interviene sulla crisi di governo in corso in queste ore nella Repubblica di San Marino.

Stiamo assistendo in questi giorni ad un’interpretazione perlomeno disinvolta delle regole che riguardano il Congresso di Stato ed il Consiglio Grande e Generale.
Mi riferisco al combinato disposto della Legge costituzionale 15/12/05 n. 183, Legge qualificata 16/12/2005 n. 186, Legge qualificata 11/05/2007 n. 1 (art. 3), Legge qualificata 05/08/2008 n. 1 (art. 2 punto 7) che regolamentano la delicata materia sopra esposta.
Per non rimanere troppo nel tecnico, mi rifaccio al libretto della Segreteria agli Affari Interni dell’otto settembre 2008 (Sintesi delle principali novità della riforma elettorale 2007-2009) dove, al capitoletto “Elezioni anticipate” si dice che “LA coalizione risultata vincente alle elezioni è vincolata a mantenersi unita per tutta la durata della legislatura” e “Durante la legislatura, in caso di perdita per qualsiasi motivo della maggioranza in Consiglio Grande e Generale non è più consentita la formazione di maggioranza di governo diverse da quella scaturita dalla consultazione elettorale”.
L’altro volumetto “Guida pratica alle norme in materia elettorale” stessa data, dice a pag. 20 “Sono stati introdotti a tal fine…(omissis)…il ricorso alle elezioni anticipate nel caso in cui chi ha vinto le elezioni non sia in grado di governare”.
Le disposizioni su esposte, dunque, dicono chiaramente che la coalizione deve avere almeno 30 voti, mentre nel caso della fidejussione alla Carisp, i voti sono stati 38, quando invece l’NPS ed i Moderati, avevano fatto calare i voti delle coalizione a 28, ritirando le delegazioni, di qui dunque si vede chiaramente l’aiuto della minoranza, non permesso in questo caso.
Il guaio è che si continua a forzare la volontà del Consiglio Grande e Generale proponendo altri provvedimenti, magari importanti, ma al di fuori delle norme e con sospetto d’incostituzionalità.
Non giova dire che i Gruppi Consiliari sono d’accordo, perché la legge vincola tutti,
per cui era doveroso, dopo il ritiro delle delegazioni, fermare tutto, aprire le consultazioni previste e poi magari, indire le elezioni. 

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